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CSS Killswitch: spegnere il sito del cliente moroso!

Segnalo in questo post un curioso servizio che ho scoperto per puro caso, il suo nome è CSS Killswitch ed è uno strumento che consente di oscurare un sito in modo non distruttivo (cioè senza compromettere i dati al suo interno). Il servizio è raggiungibile a questa pagina.

Gli autori di questo servizio lo hanno pensato per offrire un arma a quei “poveri webmaster” che, dopo aver duramente lavorato, non vengono pagati dai loro committenti… grazie a CSS Killswitch, infatti, è possibile generare un vero e proprio black-out sul sito del cliente moroso inducendolo a più miti consigli… o meglio, questo è quello che si propongono gli autori di questo servizio.

In realtà, pur non avendo alcun effetto “materialmente distruttivo” sui dati presenti sul sito del vostro cliente, questo servizio potrebbe, da un punto di vista legale, crearvi qualche problemino. In Italia, infatti, il reato informatico non si perfeziona unicamente nella “distruzione o manomissione dei dati” ma anche in altre fattispecie.

Oscusare il sito di un cliente moroso, in qualsiasi modo ciò venga fatto, è un’attività illecità.
L’articolo 617-quater c.p., infatti, punisce diverse condotte tra cui l’attività di colui che, in qualsiasi modo, impedisce una comunicazione informatica.

L’oscuramento di un sito mediante CSS Killswitch, per quanto possa apparire una cosina innoqua, potrebbe crearvi qualche serio problema. Meglio pensarci bene prima di fare sciocchezze che potrebbero costare caro. Se il cliente non paga, la strada da seguire è quella prevista dalla legge, cioè rivolgersi ad un avvocato specializzato nel recupero del credito.

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  • ma se viene inserito come clausula nel contratto risulta ancora illegale?

  • Intervengo sull’argomento lavorando come consulente legale prevalentemente nel settore IT.
    Il problema va principalmente disciplinato a livello contrattuale “semplicemente” regolando attentamente la questione tramite clausole contrattuali. Purtroppo spesso si dimentica il principio giuridico fondamentale della buona fede contrattuale, che deve accompagnare le parti dalle trattative fino alla messa in opera di quanto dedotto in contratto.
    Ciò permette di risparmiare 1) tempo per la risoluzione delle controversie 2) denaro in costose consulenze e/o processi 3) danni di immagine.
    Quanto poi indicato sul piano penale non è pienamente corretto e, comunque, è bene prestare attenzione al reato di “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.

  • Massimiliano Bossi

    Sono d’accordo con Riccardo. In realtà il problema necessità di una disciplina contrattuale ben precisa che metta al riparo entrambe le parti da spiacevoli inconvenienti. Tuttavia, molto spesso, questa disciplina è assente… le web-agency sono solite tutelarsi con contratti ed anticipi; molti “giovani webmaster”, purtroppo, non sono così attenti….
    Circa l’illegittimità di quanto si propone di fare il servizio di CSS Killswitch, il reato indicato (art. 617-quater c.p.) non è, ovviamente, l’unica fattispecie di reato che potrebbe essere integrata dalla condotta citata… l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni è certamente una figura indicata a qualificare l’antigiuridicità del comportamento di chi, non vedendosi riconosciuto il pagamento concordato, passa a misure come lo “spegnimento del sito”.

  • Credo sia in tutti i casi illegale,la miglior soluzione è avvalersi di un legale e sperare di riuscire ad ottenere il pagamento con l aggiunta di spese legali.

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