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Fare soldi con l’Open Source

Ho trovato un interessante post su Stackoverflow.com intitolato “Making money with Open Source as a developer?“, la discussione si apre con una semplice domanda: è possibile guadagnarsi da vivere lavorando come sviluppatori Open Source? Distribuire le proprie applicazioni liberamente e gratuitamente può essere un ostacolo all’incremento del proprio conto corrente bancario?

La risposta a queste domande, ovvaiemnte, non può che essere positiva.
Non vi sono ostacoli, infatti, che impediscano allo sviluppatore Open Source di trasformare il proprio tempo e il proprio lavoro in denaro! L’articolo citato offre alcuni spunti e suggerimenti in proposito:

  • trovare dei finanziatori: è il caso più raro in quanto solo gli sviluppatori di progetti correlati ad applicazioni di largo utilizzo riescono a farsi sponsorizzare, si pensi per esempio a Linux Torvalds con il suo Linux;
  • creare e fornire servizi aggiuntivi per applicazioni Open Source, come ad esempio il packaging o estensioni a pagamento;
  • mettere a disposizione le applicazioni tramite due diverse licenze, una Open Source e una commerciale per chi necessita di servizi aggiuntivi come per esempio, installazione, configurazione e supporto;
  • crearsi una fama di esperto relativamente a un determinato prodotto Open Source in modo da poter lavorare come consulente per il suo utilizzo;
  • utilizzare canali ausiliari come quelli relativi a donazioni e sponsorizzazioni.
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  • punto 1) hai detto tutto!
    2) a parte che open o meglio free source non vuole dire gratis ma che le licenze prevedono anche il pagamento, la vedo dura di vendere assistenza via web di applicazioni come ad esempio un cms.
    Meglio rivendersi come installatore questo sì, o meglio come fornitore di servizi, l’open/free software sta ai propri prodotti come il terziario sta alla grande industria, uno non vive senza l’altro.
    3) sbagliato! Open/Free sono filosofie prima di tutto e non si può essere un po’ Open e un po’ no; certo bisogna anche mangiare e magari anche bene, ma non si può proprio spacciarsi per azienda Open Source almeno fino ad un certo punto, poi paghi… meglio concentrarsi sui servizi e rilasciare i prodotti sotto licenza open.
    4) è quello che ti dicono tutti, Red Hat ha fatto proprio così ed è un’azienda quotata in borsa, non dico di diventare come RH, magari sì certo, ma magari si possono trovare nicchie di mercato garantendo servizi nel proprio ambito sia di lavoro che di territorio.
    Io dico sempre ai miei clienti che internet è un ambito territoriale, è vero che possono vederti anche dalla nuova zelanda, ma difficilmente qualcuno verrà nel tuo negozio da laggiù, mentre è più facile che vengano dal tuo quartiere.
    Quindi bisogna sempre chiedersi cosa si vuole fare e fino a che livello spingersi, non partire mai senza un’idea precisa di ciò che si vuole fare.
    5) si ma ci si riallaccia al punto uno eppoi non puntarci come prima risorsa, non penso che le donazioni siano mai generose e gli sponsor per pagare vogliono sempre qualcosa in cambio, qualcosa legato alla loro attività.

  • Non trovo che sia poi negativo seguire la filosofia Open Source per alcune applicazioni e quella commerciale per altre; so che il ragionamento implica un compromesso, ma è un pò come per i “cinepanettoni”, finanzi il trash in modo da avere a disposizione i soldi per per produrre il cult. E mi perdonino i puristi della lingua italiana..

  • No non è questione di lingua, se per trash intendi l’open/free software allora sei fuori strada.
    Pur essendoci tanta spazzatura è molto meno la spazzatura in grandi progetti di quanta non ce ne sia in progetti closed relativamente piccoli.
    Vedi OpenOffice non è certo trash, cioè spazzatura ma anzi sicuramente migliore per molti versi a MS Office, la sua pecca semmai è quella della scarsa integrazione col sistema operativo, ma forse anzi probabilmente non è nemmeno cercata 🙂
    Potrei continuare citandoti anche WordPress che usi per la struttura del tuo blog, il fatto è che questi prodotti sono open e restano open in quanto la maggior parte degli sviluppatori che ci lavorano provengono da altre strutture ed hanno il tempo di produrre codice per questi progetti senza chiedere in cambio nulla.
    Il problema nasce quando vuoi chiedere dei soldi per prodotti analoghi, se io mi invento domani una nuova piattaforma di blog ad esempio, non la venderò mai se non riesco a farmi una enorme campagna pubblicitaria o non ho alle spalle che so Google che me la spinge, tutti useranno WordPress perché c’è, è stabile e funziona.
    Però posso pur sempre riciclarmi per vendere componenti per WordPress e dare assistenza, in questo caso non sto facendo del trusting, ma anzi sto mettendo in pratica il credo dell’Open Source, ovvero fornire assistenza a chi ne ha bisogno per i miei e altrui prodotti.

  • Per Trash intendevo appunto il commerciale, diversamente l’analogia non avrebbe senso.

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