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Fare pubblicità con le Spash Pages

Vi è mai capitato di entrare in un sito web ed essere accolti, invece che dalla pagina desiderata, da un’inserzione pubblicitaria a tutto schermo? La domanda, ovviamente, è retorica e la risposta è “sì”. Bene, questo significa che sapete già cos’è una splash page (o splash screen)!

In realta una splash page non è necessariamente uno spost pubblicitario. Le pagine di questo tipo, infatti, sono delle pagine di introduzione e vengono utilizzate su molti siti e per vari scopi (quello pubblicitario è solo uno di questi).
I motivi per i quali si utilizza una splash page possono essere diversi, ad esempio:

  • per mostrare agli utenti un disclaimer che regola l’accesso al sito;
  • per mostrare avvisi particolarmente importanti;
  • per consentire agli utenti di accedere a diverse versioni della pagina web (ad esempio: scelta della lingua, scelta della versione HTML o flash, ecc.);
  • per creare attesa circa il contenuto effettivo o per pura scelta di design;

N.B. Per una disamina approfondita del fenomeno consiglio la lettura di questo interessante post.

Al di la di queste esigenze di web-design, come abbiamo detto, molto spesso si ricorre a queste pagine per semplici motivi promozionali. Il funzionamento, in linea di massima, è il seguente: un utente accede ad una pagina del nostro sito e, invece di visualizzare il contenuto desiderato, gli compare un annuncio pubblicitario a tutta pagina. La pubblicità, solitamente, è temporizzata e dopo X secondi l’utente viene redirezionato in automatico alla pagina reale (in alternativa è presente un bottone per terminare lo spot).

Dal punto di vista delle performances i risultati di queste campagne sono, solitamente, molto buoni: l’impatto di simili spot è molto forte ed è in grado di colpire l’attenzione dell’utente. Di contro, il sito web che ospita simili pubblicità per un lungo periodo di tempo, può patire il rischio di una disaffezione dell’utenza infastidita da messaggi pubblicitari troppo invasvi.

In estrema sintesi credo sia possibile esprimere (dal punto di vista del marketing) un giudizio positivo su questo tipo di formati pubblicitari i quali, tuttavia, devono essere utilizzati con parsimonia (max una vsualizzazione per sessione di navigazione; periodo di campagna limitato a pochi giorni) onde evitare di produrre un’effetto “antipatia” che potrebbe rivelarsi controproducente sia per il sito che ospita la spash page che per l’inserzionista.

Se volete sperimentare sul vostro sito questa forma di pubblicità potete utilizzare questo script già pronto (e molto ben fatto); in alternativa potete crearvi da soli un semplice script che effettui le operazioni necessarie.

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