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Cloud Hosting: facciamo chiarezza!

Da un po’ di tempo si sente parlare (soprattutto all’estero) di cloud hosting, un nuovo concetto di hosting che si pone l’obiettivo di superare i limiti (soprattutto “fisici”) dello shared hosting (anche detto hosting condiviso).
In realtà, a mio avviso, c’è ancora molta confusione attorno al concetto di cloud e, quindi, credo sia opportuno fare un semplice e brevissimo punto in merito all’hosting "tra le nuove".

Per prima cosa iniziamo col dire che il cloud hosting… è un hosting! Sembra una banalità ma, forse, non lo è. In alcuni forum di settore, infatti, mi è capitato di veder confuso il concetto di cloud hosting con quello di virtual server.
Cloud hosting e virtual server sono due cose diverse (anche se per alcuni aspetti si assomigliano: come in un VPS, l’ambiente è virtuale ed altamente scalabile, ma la gestione è delegata al provider; non parliamo di “server”, infatti, ma di “hosting”!).

Il cloud hosting, quindi, deve essere inteso come l’evoluzione dell’hosting tradizionale (shared hosting) nel quale una singola machina (un server fisico) ospita un determinato numero di siti web che, pertanto, ne condividono capacità e risorse (con i rischi ed i problemi che ciò comporta).
Nel cloud hosting un sito web non è fisicamene presente su un solo server, ma su una pluralità di server che, collegati tra loro, si “aiutano” in caso di difficoltà subentrand gli uni agli altri in base al carico di lavoro da affrontare. Insomma, si tratta di un “lavoro di squadra” all’interno di un sistema distributo.
Questo tipo di architettura garantisce enormi disponibilità in termini di potenza di calcolo (CPU), RAM e spazio su disco e, soprattutto, la possibilità di fruire di un servizio scalabile in cui le risorse a disposizione di un sito web possono essere aumentate in tempo reale. Diminuisce notevolmene, infine, il rischio di “black-out” del sito web in quanto il sistema distribuito garantisce dei livelli di uptime tendenti al 100%.

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