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Nuovo Regime dei Minimi: chi ci guadagna e chi ci perde

La disciplina dei contribuenti minimi risulta essere particolarmente interessante per i lavoratori dell’IT in quanto ha consentito a molti sviluppatori, grafici e Webmaster di aprire una partita IVA sfruttando un regime semplifcato (e meno oneroso) sia dal punto di vista degli adempimenti fiscali che da quello burocratico; con il testo definitivo della Manovra Correttiva (D.l. 98/2011), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6.7.2011 sono state apportate modifiche sostanziali a questa discplina. Vediamo chi ci guadagna e chi ci perde.

A partire dal I gennaio 2012 il regime dei contribuenti minimi si applica per 5 anni, potranno accedere ad esso le sole persone fisiche che non abbiano esercitato alcuna attività nell’ultimo triennio; l’attività non dovrà costituire mera prosecuzione di un’altra svolta in precedenza salvo periodo di praticantato obbligatorio. È possibile proseguire l’attività di altri se i ricavi dell’anno precedente non hanno superato i 30 mila Euro.

La nuova disciplina sembra essere stata ripensata in modo da trasformarsi da “incentivo per l’impresa” ad “incentivo per l’impresa giovanile”, infatti, come riporta il Sole24Ore:

La sostitutiva dall’anno prossimo scenderà dal 20% al 5%, ma si applicherà solo per cinque anni e sarà limitato alle start up avviate da «nuovi» imprenditori a partire dal 2007, purché i beneficiari al momento di aprire i battenti non avessero superato i 35 anni di età.

Se da una parte una sostitutiva del 5% potrebbe essere effettivamente un incentivo alla creazione di nuove imprese, dall’altra bisognerebbe tenere conto del fatto che il numero di coloro che posseggono i requisiti per l’accesso al Regime dei minimi dovrebbe calare drasticamente:

I nuovi parametri, secondo il Governo, escluderanno dalla sostitutiva il 96% degli attuali «minimi», e il gioco fra il nuovo beneficio e i circa 480mila soggetti che perdono il diritto alla sostitutiva è a favore dell’Erario (100 milioni di gettito in più a regime).

Per coloro che non rientreranno più nel Regime dei Minimi dovrebebro essere previsti alcuni benefici:

  • esenzione dall’IRAP;
  • esenzione dalle liquidazioni e dai versamenti periodici dell’IVA;
  • nessun obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili;

Tali benefici sono però controbilanciati da una fiscalità più onerosa e, a questo punto, bisognerà valutare quanti di coloro che oggi operano “ai minimi” riterranno conveniente il passaggio ad un regime non forfettario o piuttosto decideranno di cessare la propria attività.

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