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Se il cliente vuole ancora la compatibilità con IE6

Alcuni giorni fa è stato pubblicato su Smashing Magazine un articolo in cui si approfondisce il discorso relativo al gradimento del concetto di graceful degradation da parte dei committenti; se da una parte infatti i Webdesigner accettano in genere il fatto che un sito Web non debba obbligatoriamente vedersi nello stesso modo su tutte le versioni di un browser (comprese le più datate), il discorso cambia dal punto di vista del cliente.

Il problema riguarda in particolare Internet Explorer, perché essendo esso strettamente legato alla piattaforma di riferimento, rende poco agevole, e spesso costoso, il passaggio tra una versione e la successiva, inoltre, la Casa di Redmond sembrerebbe quanto più lontana possibile dal voler adottare una politica basata sui “rilasci ravvicinati” come già accade per Google Chrome e Mozilla Firefox.

Così, il parco macchine risulta essere ancora ricchissimo di installazioni di vecchie versioni di Windows (in particolare XP) nonché di release 6, 7 e 8 di IE; una situazione che di traduce non di rado nelle seguenti problematiche.

  • si è spesso costretti ad utilizzare tecniche di sviluppo che dovrebbero essere ormai considerate obsolete da anni;
  • si deve spiegare al cliente che la retrocompatibilità necessita di un maggiore lavoro e di tempi di sviluppo più lunghi;
  • si deve convincere il cliente a pagare (giustamente) di più per un lavoro più complesso, consci che difficilmente (e ingiustamente) condividerà le nostre ragioni;
  • si è costretti a supplire tramite hack di vario tipo alle mancanze da parte dei vari browser e spesso delle diverse versioni dello stesso browser.

Quali le soluzioni possibili?:

  • presentare il lavoro relativo alla retrocompatibilità come una possibile opzione da pagare come servizio aggiuntivo?
  • stabilire chiaramente per contratto che il sito Web non sarà completamente compatibile con le versioni più datate dei browser?
  • esporre le proprie ragioni e poi decidere caso per caso sulla base delle differenti tipologie di committenti e complessità dei progetti?

Come far capire ai clienti le difficoltà relative ad un lavoro che ancora oggi in molti faticano a ritenere tale?

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