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Google introduce Knowledge Graph, la ricerca basata sulle cose

Things, not strings” questo è il motto alla base del nuovo progetto denominato Knowledge Graph di Mountain View; l’idea alla base di tale innovazione sarebbe in pratica quella di superare i limiti della ricerca basata sulla combinazione di keywords per la formulazione di query, ciò dovrebbe essere possibile permettendo agli utenti di interagire con Google attraverso concetti o più semplicemente “cose”.

Per introdurre Knowledge Graph, gli sviluppatori fanno l’esempio di un’interrogazione composta da due parole: “taj mahal“. Teoricamente, tenendo conto del suo significato originario, tale query dovrebbe esprimere la volonta di ricercare informazioni su un magnifico mausoleo situato nell’India settentrionale; lo stesso nome però, per dirla alla Wikipedia, necessita di una procedura di disambiguazione in quanto riferito, tra l’altro, anche ad un musicista blues, ad una canzone, ad un casinò di Atlantic City e ad un albergo storico di Mumbai.

Come permettere al motore di ricerca di capire a quale concetto vuole riferirsi l’utente con “taj mahal”? Come consentire all’utilizzatore di specificare il significato della propria query senza la necessità di digitare query troppo articolate? Semplicemente abilitando la ricerca per “cose”, “persone” e “luoghi”.

Knowledge Graph dovrebbe basarsi su una meccanica modellata come segue:

  • trovare la giusta “cosa” eliminando le ambiguità e proponendo le possibili interpretazioni di una query;
  • creare dei riassunti contenenti le informazioni più rilevanti riguardo ad un concetto;
  • consentire l’approfondimento.

Una funzionalità interessante che potrebbe aprire nuove strade e opportunità di lavoro anche per coloro che lavorano nei settori della Search Engine Optimization e del Web Marketing; d’altra parte non si può fare a meno di notare come l’interfaccia del più utilizzato motore di ricerca della Rete si stia arricchendo via via di nuove componenti, abbandonando così in parte quell’impostazione minimalista e “Zen” che l’aveva caratterizzata fin dagli esordi.

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