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iStella, le query secondo Tiscali

Non è semplice valutare quanto le ambizioni di Renato Soru riguardo al progetto iStella possano risultare fondate; proporre un nuovo motore di ricerca per la competizione in un settore già da tempo (semi) monopolizzato rappresenta di per sé una scommessa coraggiosa, questo perché l’esito di precedenti esperienze, si pensi per esempio a Volunia, non sembrerebbero riporre a favore di piattaforme improntate sul connubio tra condivisione sociale e query o ad un debutto in betatest.

Per giudicare obiettivamente iStella è necessario innanzitutto evitare il confronto con Google, questo non per un comprensibile divario tecnico tra l’ancora acerbo prodotto di Tiscali e l’algoritmo di Mountain View che continua ad evolversi dal ’97, ma perché l’engine sardo si propone di conquistare un target differente, più attento all’approfondimento culturale e alla distribuzione della conoscenza.

Un altro aspetto di cui tenere conto è la tipologia dei risultati prodotti dalle ricerche; per proporre un semplice esempio, una query basata sul termine “php” effettuata tramite il motore di Big G mostrerà come primo collegamento quello relativo al manuale ufficiale del linguaggio la cui release di default è scritta in lingua inglese, in iStella avremo invece la sezione dedicata a PHP di HTML.it come primo risultato e Php.net soltanto successivamente.

iStella predilige infatti le risorse nazionali in lingua italiana, questa caratteristica, proponendosi come punto di forza del progetto potrebbe però rivelarsi la sua maggiore debolezza; il confronto con altre realtà locali come Yandex o Seznam presenterebbe infatti delle incongruenze, se non altro per il fatto che in entrambi i casi si parla di servizi affermatisi da oltre un decennio. Sia il motore russo che quello ceco sono infatti praticamente coetanei di Google.

La piattaforma di Tiscali si presenta all’interno di un mercato per molti versi già assestato, caratterizzato da market share fortemente fidelizzati, per cui le ancora molte imprecisioni nella generazione delle SERP potrebbero rappresentare un ostacolo alla sua diffusione come strumento di ricerca, soprattutto in presenza di brand concorrenti cresciuti con la propria platea di utenti.

Ad una prima analisi, l’impressione è che il punto di forza meno apparente di iStella sia proprio nella dimensione sociale, nonostante i suoi profili ricordino un po’ quelli di Pinterest; gli elementi di interesse in questo senso non mancano, a cominciare dalle mappe molto ben costruite e arricchite con dettagliati approfondimenti fino alla possibilità di ricercare documenti in sharing.

Diventare il primo canale italiano per la fruizione e la condivisione di risorse culturali potrebbe essere per questo motore di ricerca un risultato migliore che privare Google di quote di mercato.

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  • Supermenn

    Io su un computer c’ho Firefox e Windows non in lingua italiana (non inglese – conosco varie lingue e per me una vale l’altra). Il problema è che quando accedo ad Istella mi mette sempre la pagina in inglese e questo mi dà fastidio. Mi sembra assurdo che posso cambiare l’immagine di sfondo ma non la lingua… Non che sia un grande problema, ma… perché è così?

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