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Ubuntu 13.04, poche novità in attesa di Saucy Salamander

La Canonical ha partorito l’opossum, da qualche ora è infatti disponibile Ubuntu 13.04 (nome in codice Raring Ringtail), ultima versione LTS (Long Term Support) della nota distribuzione basata sul Kernel del Pinguino; come anticipato, questa release non presenta novità particolarmente interessanti dal punto di vista delle funzionalità, va però segnalato un importante lavoro mirato al miglioramento del livello di prestazioni.

Unity rimane il desktop environment di riferimento per la distro, ma non c’erano dubbi che la casa madre fosse fermamente intenzionata a puntare su questa interfaccia, del resto andrebbe ammesso che si tratta di un ambiente molto più stabile e maturo di quanto non possa essere Modern UI di Windows 8, sia per quanto riguarda le piattaforme per i Pc che per i dispositivi mobili tra i quali rimane ancora sottoutilizzato.

Se da una parte distinguere Raring dalle versione 12.04 e 12.10 non sarà particolarmente semplice, dall’altra i test effettuati dimostrerebbero che le migliorie a carico delle prestazioni sarebbero sostanziali; il kernel di riferimento è il 3.8.0-19.29 a sua volta basato sull’aggiornamento 3.8.8 del progetto Linux, attorno ad esso è stato compiuto un lavoro di ottimizzazione a carico dei processi e di correzione dei bug che rende Ubuntu 13.04 un sistema operativo adatto anche all’utilizzo in terminali dotati di una configurazione hardware non particolarmente recente.

Poche le novità anche per quanto riguarda il package software a corredo, Mozilla Firefox rimane il browser di riferimento per la navigazione Web (la versione disponibile in installazione è la 20), mentre la gestione della posta elettronica è affidata a Thunderbird (release 17) e la produttività a LibreOffice 4.0; il numero dei pacchetti inclusi non è particolarmente ampio, ma eventuali integrazioni potranno essere effettuate tramite l’apposito Software Center.

Tra sei mesi il gruppo guidato da Mark Shuttleworth metterà a disposizione Ubuntu 13.10 (nome in codice Saucy Salamander); molto probabilmente le vere novità arriveranno il prossimo ottobre. Per ora il consiglio è di migrare a Raring soltanto nel caso di evidenti overhead nell’utilizzo delle release precedenti; essa rappresenta invece una scelta ottimale per una prima installazione, anche in un contesto virtualizzato.

Via: Ubuntu

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