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Classic Link Building: siamo alla fine?

Questa domanda rimbalza ormai da parecchio tempo e sembra non trovare una risposta definitiva per il semplice fatto che è morta solo la modalità di Link Building che abbiamo imparato a conoscere nella “preistoria” dei motori di ricerca (Google in primis).

Per molti anni, ricevere link da altri siti, indipendentemente dal fatto che fossero pertinenti al tema trattato da noi, significava una spinta incredibile nelle SERP. Contava molto la quantità piuttosto che la qualità. Oggi non è più così.

Per prevenire ogni tipo di manipolazione ed alterazione dei fattori di ranking, gli update dell’algoritmo di Google hanno aumentato il livello di severità nel giudicare link in entrata. Niente più quantità, scarsa rilevanza, scambi reciproci o, peggio ancora, vendita di link.

Ciò ha causato molte penalizzazioni e smarrimento, portando a dire che “la Link Building è morta”. In realtà non è vero perchè un link rimane ancora un’arma vincente per la popolarità di un sito. Cambiano solo i modi per “guadagnarlo”.

Creare contenuti di qualità è il modo principale per spingere gli utenti a linkarci e condividere le nostre risorse. Lo stesso potranno fare webmaster e blogger che potranno arricchire i loro contenuti con risorse aggiuntive (le nostre).

Non è più necessario preoccuparsi troppo (o affatto…) del PageRank e del “nofollow“, un buon link potrà portare anche solo traffico senza passaggio di PageRank o TrustRank.

Il vantaggio che avremo sarà quello dell’aumento di traffico per induzione spontanea, non per un mero fatto di visibilità nelle prime posizioni. Un sito ben posizionato potrebbe essere scadente nei contenuti e non attirare nessuno, o peggio, attirare e deludere il visitatore: egli “rimbalzerà” dalla pagina di ingresso, senza aver visto altro, aumentando il dannoso Bounce Rate.

Un contenuto interessante, utile e coinvolgente sarà per forza di cose condiviso da una buona parte dei visitatori e visto da ancor più persone. Se pensiamo che lo scopo dell’attività SEO non è tanto quella di essere “primi in classifica”, quanto di aumentare le visite (anche grazie al posizionamento…ci mancherebbe!), non avremo forse ottenuto il nostro scopo?

Quello che può scoraggiare è che oggi questo nuovo modo di fare link building è molto più impegnativo. Non ci sono più linee guida meccaniche da seguire, directory presso cui registrarsi e submitter automatici. E’ fondamentale pensare come un marketer e valutare obiettivamente il proprio sito: se io non fossi il proprietario mi linkerei? Per quale motivo dovrei segnalare questo sito ad altri utenti?

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