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Canonical abbandona il cloud di Ubuntu One, troppo dispendioso

Canonical, cioè la società fondata da Mark Shuttleworth che presiede all’implementazione e si occupa della distribuzione della distribuzione Linux Ubuntu, si sarebbe resa protagonista di una decisione almeno apparentemente in piena contraddizione con le tendenze attuali dell’Information Technology: abbandonare il cloud computing e dismettere le piattaforme file services fino ad ora implementate sulla base di tale tecnologia.

Canonical

Ubuntu One, un servizio per lo storage multi-dispositivo che ha caratterizzato gli ultimi rilasci della distro offrendo agli utilizzatori un comodo strumento integrato per la memorizzazione di backup e altre risorse anche in condivisione, si sarebbe rivelato nel tempo particolarmente dispendioso, quindi continuare ad investire su di esso sarebbe potuto risultare alla lunga antieconomico; le procedure per la chiusura sarebbero già cominciate e dovrebbero continuare fino al 31 luglio 2014.

Alcune funzionalità correlate al servizio, tra le quali l’autenticazione attraverso Ubuntu One, Ubuntu One Payment e UB1DB, dovrebbero continuare a funzionare senza alcuna interruzione; la dismissione riguarderebbe quindi quasi esclusivamente gli strumenti per lo storage. Ubuntu One offre ad oggi 5 Gb di spazio gratuito contro le decine di Gb messe a disposizione senza spese di concorrenti finanziariamente più equipaggiati come Google (GDrive), Dropbox e Microsoft (OneDrive).

Come specificato da Jane Silber, Chief Executive Officer della Canonical, diversamente da quanto suggerito dal periodo in cui è stata comunicata la decisione:

No, unfortunately it’s not an April Fools joke.

A questa iniziativa, che a suo modo rappresenterebbe un ridimensionamento delle ambizioni della Canonical, se ne dovrebbe associare un’altra: l’azienda avrebbe deciso di rimuovere i risultati sponsorizzati da Amazon ora inclusi nelle ricerche; tale feature non dovrebbe essere comunque abbandonata definitivamente, semplicemente sarebbe stato stabilito di non abilitarla più di default lasciando agli utilizzatori la scelta di un’eventuale riattivazione.

Via Canonical Blog

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