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Open WebOS è ancora tra noi?

Verso la fine del 2012 colosso Hewlett-Packard  rilasciò il sistema operativo Open WebOS 1.0, prima stabile di questa piattaforma compatibile sia con i dispositivi mobili che con i computer Desktop; la fase Beta che portò alla definitiva non fu particolarmente lunga in quanto durata meno di un mese, Open WebOS costituiva comunque la riedizione in versione libera e aperta (tranne alcune componenti EULA) di WebOS, una soluzione già collaudata ereditata dalla Palm, a sua volta basato sul kernel Linux.

EnyoOpen WebOS rappresentava in pratica il tentativo di mantenere in vita WebOS nonostante il mercato non si sia mai dimostrato particolarmente benevolo con tale progetto; ad oltre un anno di distanza dal rilascio l’obiettivo sarebbe stato raggiunto, anche se nel 2013 la piattaforma è passata dalle mani della HP a quelle della LG, interessata ad un impiego per le Smart Tv.

Contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti aspettare, Open WebOS si presentò come un sistema operativo nativamente orientato all’ecosistema desktop, una caratteristica particolare (date le tendenze del momento che erano già in atto nel 2012) a favore della quale potrebbe aver avuto un certo peso l’esperienza fallimentare del tablet TouchPad; attraverso di esso è comunque possibile produrre delle immagini appositamente ottimizzare per l’utilizzo su device mobili.

Ancora oggi, il team del progetto non sembrerebbe avere alcuna intenzione di emulare la strategia già adottata da Mountain View che ha preferito separare nettamente i progetti Chrome OS per il Desktop e Android (con maggiore successo) per smartphone e tablet; Open WebOS potrebbe però rappresentare un ambiente ideale per gli sviluppatori, soprattutto grazie al supporto per il framework JavaScript Enyo in versione 2.0, anch’esso rilasciato sotto licenza Open Source (Apache 2.0).

E’ da segnalare che, curiosamente, Open WebOS 1.0 non è stato ottimizzato per il TouchPad, quest’ultimo infatti prevedeva l’adozione di una specifica variante di tipo community edition del sistema operativo; in ogni caso, come già accade per progetti simili come Firefox OS, la casa madre non mette a disposizione delle immagini d’installazione, sarà quindi necessario ricorrere alla compilazione dei sorgenti per il desktop o, come anticipato, realizzare i package per il mobile tramite OpenEmbedded in una Virtual Machine.

Via Open WebOS

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