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Il video advertising è uno spreco di soldi?

Nel corso della manifestazione intitolata Digital Content NewFront svoltasi in questi giorni a New York, gli esperti e gli operatori del settore della gestione dei contenuti in Rete avrebbero parlato anche di video advertising e dell’efficacia di questo mezzo pubblicitario recentemente messa in discussione da alcune rilevazioni riguardanti i reali ritorni di investimento.

4-NETVIDEO-COVER-tmagSFNello specifico, statistiche alla mano gli inserzionisti avrebbero espresso un giudizio perentorio che, in ogni caso, dovrebbe essere confortato con ulteriori conferme: i filmati “nativamente” pubblicitari verrebbero praticamente ignorati dalla maggior parte dell’utenza e, in molti casi, sarebbero solo marginalmente associati al prodotto reclamizzato.

Secondo i dati messi a disposizione dagli analisti di The Great Unwatched (Kellogg, BrightRoll, Vindico..) ben il 40% del video advertising pubblicato in Rete nel 2013 sarebbe stato visualizzato da un numero di utenti troppo basso per giustificare l’investimento effettuato. Sostanzialmente i fruitori preferirebbero occupare il tempo occupato dai filmati pubblicitari svolgendo operazioni come la consultazione della posta elettronica e dei socil network.

Nel caso specifico stiamo parlando dei cosidetti pre-roll, quei video che su piattaforme come YouTube precedono il contenuto che si desidera visualizzare; il problema maggiore per questa tipologia di advertising sarebbe ancora oggi il posizionamento, per cui canali utilizzati non si dimostrerebbero sufficientemente contestualizzati.

Per obbligo di completezza, andrebbe però detto che nel corso degli ultimi anni gli investimenti in filmati pubblicitari sarebbero aumentati notevolmente, registrando un incremento del 50% dal 2010 al 2013 con un giro d’affari pari a 2.8 miliardi di dollari; segno di una fiducia comunque crescenti nei confronti del settore.

Via The Great Unwatched

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