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Le vere ragioni della figura di m*#!a davanti a Eric Schmidt

Il 9 giugno scorso Eric Schmidt, ex CEO ed attuale presidente esecutivo di Mountain View, è stato protagonista di un incontro con il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini presso la facoltà di Architettura dell’Università la Sapienza di Roma; tema dell’evento era l’apertura di un laboratorio dedicato al turismo digitale, manifestazione che però è stata anche l’occasione per Schmidt di sottolineare il ritardo tecnico  e infrastrutturale in cui versa il nostro Paese.

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Per la precisione, parlo di quell’incontro reso famoso da una frase pronunciata da Franceschini in risposta al dirigente di Google che accusava il sistema didattico italiano di non formare giovani dotati di competenze digitali adatte ai tempi, fattore che renderebbe la cultura un settore oggi fuori mercato:

Ogni Paese ha la sua peculiarità, noi magari abbiamo giovani più competenti in storia medievale

Ora, sarebbe fin troppo facile scagliarsi contro la non fortunata presa di posizione del Ministro, ma il problema italiano va ben al di là della contingenza; il problema è che Schmidt, per il quale la Penisola rimane almeno per ora un mercato marginale dotato però di ampie opportunità di crescita, sembrerebbe avere un’idea molto più chiara delle reali esigenze del Belpaese rispetto a quella che sono state in grado di farsi le nostre istituzioni.

La realtà è che il primo intervento di Schmidt a riguardo risale a mesi fa quando, giunto a Roma, partecipò alla manifestazione “Big Tent Made in Italy: la sfida digitale”; allora il chairman di Big G dichiarò che il suo gruppo sarebbe stato pronto ad investire in Italia, una nazione da portare interamente in Rete; contestualmente egli affermò che per rendere ciò possibile sarebbe stata necessaria una maggiore quantità di infrastrutture dedicate alla Broadband.

Tanto per sottolineare le sue convinzioni (e sottovalutando la nostra secolare tendenza all’inerzia), allora Schmidt ricordò che un aumento della diffusione di Internet del 10% avrebbe potuto influirebbe per l’1.47% sul livello di occupazione; un’opportunità imperdibile per un Paese gravato da una disoccupazione giovanile superiore al 40%; allora ricordammo come:

..la mancanza di infrastrutture dedicate al broadband in Italia costerebbe ben 35 miliardi di euro l’anno, mentre per ogni euro investito nel settore dell’Information Technology si avrebbe un incremento pari a circa 1.45 euro del nostro Prodotto Interno Lordo.

Quindi, mettetevi nei panni di Schmidt: pensate ad un dirigente in grado di muovere miliardi di dollari in investimenti che arriva in un Paese e si dichiara disposto a stanziare parte di questo capitale davanti a dei soggetti istituzionali… una volta indicati i nodi critici che limitano le capacità progettuali (infrastrutture, ricerca e formazione appunto), probabilmente, egli si sarebbe aspettato – a distanza di mesi – delle iniziative seppur minime per la risoluzione di tali problematiche… Insomma, un po’ di senso pratico! Se non altro perché parliamo di liquidità che arriva dall’estero.

Invece… nulla, niente di niente, situazione invariata, anzi peggiorata, perché è chiaro che quando sei in ritardo lasciar passare il tempo non migliora la tua situazione.

Non dimentichiamoci, infatti, che viviamo in un Paese dove realtà come Netflix, uno dei più importanti provider di Internet media on-demand, ha deciso di rimandare l’attivazione dei suoi servizi proprio causa del ritardo infrastrutturale della Rete dati, fattore che potrebbe pregiudicare la qualità delle trasmissioni in streaming.

Quante altre occasioni potremmo perdere prima di dover ammettere che non le abbiamo meritate?

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