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Siti di News: Facebook è sempre più importante

Una recente indagine, del centro di ricerca americano Parse.ly, dimostra come molti giornali online stiano diversificando le proprie fonti di traffico, puntando sempre più su Facebook (a discapito di Google News). L’indagine, basata su un campione di importanti siti “made in USA”, evidenzia una velocissima crescita dell’utenza proveniente dal noto social network che starebbe avvicinandosi non poco al volume prodotto dal famoso motore di ricerca. Questo fenomeno, in realtà, sta prendendo piede in tutto il mondo, Italia inclusa.

DATI DI TRAFFICO – Partiamo dai dati sin ora noti. Alla fine del 2013, il divario di traffico prodotto da Google e Facebook era piuttosto ampio (44% vs. 16%), mentre solo a marzo 2014 si è passati ad un più contenuto 38% a 26%. Big G è ancora in vantaggio rispetto a FB, ma la rapidità della scalata è senza alcun dubbio significativa ed è ragionevole pensare che la tendenza possa anche invertirsi e che presto il social network di Menlo Park possa accaparrarsi il titolo di primaria fonte di traffico per i siti di news.

Traffico siti News

PERCHE’ SUCCEDE? – Questo mutamento si sta verificando per un motivo piuttosto semplice: i siti di news si sono accorti che Facebook può essere un’importante fonte di traffico ed in un periodo di vacche magre ogni click può rivelarsi prezioso. Per questo motivo da qualche tempo i responsabili editoriali dei siti di notizie hanno iniziato ad “esplorare” le possibilità offerte dai social network ed a studiare strategie ad hoc.

SCELTE EDITORIALI – Si evince, da quanto detto, che molte testate giornalistiche online stanno cambiando, o quantomeno modificando, le proprie scelte editoriali, puntando sempre più spesso su argomenti “leggeri” meno “seri e impegnativi”. E’ possibile constatare, infatti, che se condivisa su Facebook una curiosità attira più attenzione rispetto ad una notizia di cronaca. Il motivo è semplice: l’utenza di un social network difficilmente naviga le pagine della propria comunità virtuale preferita per informarsi, bensì per intrattenersi, meglio se divertendosi. Questi contenuti, inoltre, generano maggiore viralità rispetto ad altri argomenti meno “rilassanti” e la vairalità equivale a tanto traffico a gratis.

MODUS OPERANDI – Non solo l’argomento, ma anche la scelta del titolo è importante ai fini social. Se fino a poco tempo fa il titolo di una notizia era studiato in ottica SEO (usando cioè le giuste parole chiave al fine di risultare più facilmente nei risultati di ricerca) oggi si tende sempre più a tralasciare questo aspetto a favore di titoli maggiormente virali ed, in un certo senso, un po’ più “furbetti”: sta prendendo piede la tendenza di inserire sempre meno informazioni nel titolo e molti più “ammiccamenti” volti a stimolare il click e la condivisione della notizia.

COSA SUCCEDE? – Quello che sta succedendo, in parole povere, è che testate (anche importanti ed autorevoli) stanno dando sempre più risalto ad argomenti decisamente leggeri utilizzando titoli ed immagini volte più ad “incuriosire” piuttosto che ad “informare”.

RISCHI E RIMEDI – Quello che stanno facendo molti editori, in sostanza, è barattare un po’ credibilità in cambio di una buona dose di traffico. Sta al singolo editore capire e valutare “fino a che punto arrivare”. Il consiglio è quello di trovare un compromesso tra viralità e qualità, cercando di favorire quest’ultima perché alla lunga è solo con la qualità che si può cercare di sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e frammentato nel quale nascono e muoiono decine e decine di editori ogni giorno.

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