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Utilizzo dei social media per la comunicazione aziendale

Anche se una frequentazione superficiale di tali piattaforme potrebbe suggerire che tra i diversi social media disponibili vi siano in sostanza poche differenze, ciò non è vero; questo significa che dal punto di vista della comunicazione aziendale questi ultimi potrebbero essere utilizzati per scopi diversi, conoscerne la reale natura significa in pratica comprendere quali siano i messaggi più efficaci da veicolare attraverso di essi, nonché scoprire le giuste modalità grazie alle quali diffonderli in Rete.

social-networks-masthead.20120606230818Un contenuto pubblicato su Facebook non necessariamente riceverà la stessa risposta su Twitter, dove per “risposta” intendiamo il coinvolgimento da parte dell’utenza; ma esiste un modo corretto per individuare la corretta collocazione di un contributo sui network sociali? Per rispondere a tale domanda partiremo dalle caratteristiche comuni, infatti tutti i social media si basano sulla condivisione e, in pratica, sulla ricerca di consenso indipendentemente dal significato che questa parola possa acquisire sulle diverse piattaforme.

Su Facebook, ad esempio, il consenso viene espresso in termini di “Like” su un determinato contenuto o su una specifica fanpage, su Twitter l’obiettivo sarà quello di ottenere il massimo numero possibile di retweets (sui contenuti postati) o di followers (per il proprio account), su LinkedIn si andrà invece alla ricerca di proposte di lavoro attinenti alla propria professione, di accrediti delle proprie competenze o di potenziali clienti. Già da questa breve analisi si nota come la condivisione possa generare diverse tipologie di consenso.

Nel caso specifico di Facebook abbiamo la possibilità di confrontarci con un platea di utenti talmente numerosa da essere eterogenea, motivo per il quale, dal punto di vista della comunicazione, i contenuti proposti non potranno che tener conto di questa caratteristica; la creatura di Mark Zuckerberg si presenta quindi come uno spazio ideale per attuare una strategia aziendale fondata sul lancio di prodotti proposti come novità, magari all’interno di eventi che coinvolgano gruppi omogenei dal punto di vista dei gusti e delle abitudini, sulla diffusione di informazioni e sull’appeal della propria impresa a livello internazionale.

Twitter vive invece di sintesi, abbiamo il limite dei 140 caratteri che rappresenta però anche un’opportunità per veicolare velocemente i propri messaggi senza annoiare l’utenza, ulteriori approfondimenti sui contenuti potranno quindi essere lasciati ai link verso risorse esterne; ma sintesi significa anche immediatezza, ecco perché tale social media potrà essere utilizzato per servizi collegati alla cura e all’assistenza del cliente, per tenersi costantemente in contatto con quest’ultimo rispondendo rapidamente alle sue domande o, ai fini dell’aggiornamento, per annunciare il lancio di una nuova proposta commerciale.

Pinterest, ancora poco conosciuto in Italia e per questo dotato di grandi potenzialità in termini di crescita, è un network prevalentemente visuale basato sulla condivisione di interessi tramite fotografie e video; per questa ragione esso potrà essere utilizzato in particolare per la promozione di attività legate all’immagine, trasformando le bacheche create in vere e proprie vetrine online o portfolio, con tutta la potenza comunicativa della grafica.

Nel caso di LinkedIn, che è sostanzialmente un social network professionale, l’approccio ideale alla base della pubblicazione dei contenuti dovrebbe essere invece prettamente tecnico, magari tecnico-informativo ma comunque sempre quanto più preciso e puntuale possibile; su questa piattaforma si creano reti di professionisti competenti in tematiche affini, per cui si dovrà sempre tenere conto del fatto che i contenuti condivisi potrebbero essere sottoposti a valutazione da parte di esperti in materia in grado di influire sulla Web reputation altrui.

Citiamo infine Google Plus di Mountain View; è vero che il più grande motore di ricerca della Rete tiene conto dei contenuti condivisi in esso per il loro posizionamento? La casa madre lo avrebbe negato e alcuni SEO sarebbero concordi; ciò non significa che tale piattaforma non possa essere utilizzata per effettuare sperimentazioni su parole chiave di particolare interesse al fine di verificarne l’impatto.

Per approfondire: Herb Engert

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