Corsi on-line

Google Map Maker, è tempo di chiudere

Gli sviluppatori di Mountain View hanno deciso di chiudere Map Maker, il servizio di editing legato alla piattaforma per la cartografia digitale Maps. Attraverso di esso migliaia di utenti e sviluppatori hanno contribuito alla realizzazione e al miglioramento delle mappe di Big G; nella maggior parte dei casi tali interventi hanno contribuito alla crescita della già ampia offerta di Google, ma a motivare la decisione dell’azienda sarebbero stati pochi episodi di vero e proprio “vandalismo virtuale”.

android-robot-pissing-apple-logo

Come confermato dal gruppo californiano che fa capo al progetto, Map Maker ha smesso di essere accessibile a partire dal 12 maggio 2015; nel caso specifico dovrebbe trattarsi di una chiusura temporanea ma, dati i presupposti che l’hanno motivata, è abbastanza probabile che passerà parecchio tempo prima che il servizio torni ad essere disponibile. Google non disporrebbe infatti di un sistema per individuare rapidamente le mappe modificate con intenti malevoli o semplicemente “scherzosi”.

Da questo punto di vista il recente episodio che ha visto l’introduzione in Maps di un’immagine dove il Robottino Verde di Android viene rappresentato mentre urina su una “mela morsicata” (con chiaro riferimento al logo della Casa di Cupertino), avrebbe portato i responsabili della piattaforma oltre il loro massimo livello di sopportazione; così, per evitare eventuali “incidenti diplomatici” con la concorrenza, Map Maker non potrà essere utilizzato neanche da chi fino ad ora ha rispettato pienamente le policy del servizio.

Pavithra Kanakarajan, esponente del Google Map Maker Team, avrebbe sottolineato che il sistema adottato in precedenza, basato su una sorta di “autocertificazione” di autenticità della mappe da parte degli autori e sulla moderazione interna gestita dagli stessi utilizzatori, non avrebbe funzionato; dovendo verificare le mappe caso per caso, sostanzialmente attraverso una procedura manuale,  alcuni contributi non corretti finivano inavvertitamente in Rete.

Il passaggio ad un sistema automatizzato, avvenuto appena qualche mese fa, non avrebbe comunque contribuito a migliorare una situazione divenuta di fatto incontrollabile; da qui la decisione della chiusura.

Via Google Map Maker Team

Post correlati
I più letti del mese
Tematiche