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Navigazione anonima con HORNET, un’alternativa a TOR

HORNET (acronimo di High-speed Onion Routing at the Network Layer) è il nome di un nuovo progetto per l’anonimizzazione delle sessioni di navigazione in Internet alternativo al più collaudato e diffusamente utilizzato TOR (The Onion Router), anche nel caso di questa nuova darknet la tecnologia di base è quella dell’onion routing, in sostanza una rete di router gestiti su base volontaria che vanno a costituire un network virtuale cifrato e stratificato in modo da garantire (quanto più possibile) l’anonimato del traffico in uscita.

hornet

Ma HORNET, stando almeno a quanto dichiarato dal team di ricercatori che lo ha sviluppato, si sarebbe dimostrato non soltanto più affidabile ma anche più veloce di TOR; infatti, se da una parte quest’ultimo dovrebbe essere in grado di assicurare un buon livello di stabilità durante l’adozione, almeno considerando il prevedibile compromesso tra le implicazioni tecniche del routing distribuito e la necessità di una navigazione sufficientemente fluida, lo stesso discorso non sembrerebbe valido anche per quanto riguarda le prestazioni, spesso minate da latenze eccessive.

In pratica, il più elevato livello di performances sarebbe dovuto al fatto che i router facenti parte di un circuito basato su HORNET non dovrebbero allocare gli status relativi al flusso delle comunicazioni veicolate attraverso di esso, nello stesso modo tali dispositivi non verrebbero impiegati per l’esecuzione di elaborazioni complesse; in questo modo ad ogni nuovo client inserito nel network spetterebbe un carico di lavoro molto più limitato rispetto a quello richiesto da TOR.

Nel contempo, l’architettura di HORNET  riuscirebbe a sfruttare il modello distribuito alla base del proprio funzionamento per scongiurare (con un livello di efficacia che però sarà ancora da verificare) i tentativi di de-anonimizzazione delle trasmissioni durante l’accesso al servizio; il coinvolgimento di un ampio numero di connessioni fornite da svariati Internet Service Provider renderebbe particolarmente ardua qualsiasi attività di monitoraggio o tecno-controllo, ivi comprese quelle istituzionali.

Ma se gli stati delle connessioni non vengono allocati fisicamente qual’è il sistema utilizzato da HORNET per garantirne la persistenza? In sostanza tali informazioni risiederanno nelle intestazioni (headers) dai data-packages scambiati, con una velocità che potrebbe arrivare a 93 Gb/s per nodo, evitando che tale onere sia invece affidato ai client.

Via arXiv

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