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Windows 10, prime impressioni

La Casa di Redmond ha finalmente rilasciato la versione definitiva di Windows 10, sistema operativo che potrà essere installato come aggiornamento gratuito dai possessori di un terminale basato su Windows Seven o Windows 8/8.1. Nello specifico, l’upgrade di riferimento per questo articolo è stato effettuato su un Pavillon Dv5 della HP dotato di 2 banchi di memoria RAM da 2048 MB, scheda video NVIDIA GeForce 9600M GT e Processore Intel Core 2 Duo P8600 da 2,4 GHz; non una macchina di ultima generazione ma dotata di configurazione ben superiore a quella richiesta dai requisiti minimi del nuovo OS.

Il Menù Start

Il Menù Start

Il portatile è stato acquistato a suo tempo con licenza OEM per Windows Vista e successivamente aggiornato a Windows 8 e poi alla release 8.1, ora, con la migrazione a Windows 10 non sono stati registrati problemi di compatibilità con le componenti hardware del dispositivo; il processo di setup si è rivelato abbastanza lungo durando nel complesso circa 2 ore e mezza, gran parte dell’attesa è stata comunque motivato dal download di un package d’installazione particolarmente ingombrante, circa 3 Gb. Non  rapidissima anche la fase di preconfigurazione prima del passaggio all’installazione vera e propria.

Si consideri comunque che la procedura è stata effettuata a poche ore dall’annuncio del rilascio, motivo per il quale non sarebbero da escludere latenze derivanti dal carico di lavoro sopportato dai server, e poi molto probabile che a prolungare il tempo necessario per la conclusione delle operazioni sia stata anche la ricerca dei necessari driver; detto questo, non sarebbero state registrate interruzioni e tutte le funzionalità built-in del computer hanno funzionato regolarmente, dal display alla connessione Wi-Fi, dalle porte USB alla LAN, dai lettori di card alla scheda di Rete fino al supporto per un secondo monitor, alla porta HDMi e ai collegamenti via Bluetooth.

Il browser Edge

Il browser Edge

Non è stato poi rilevato alcun crash o malfunzionamento durante la fase di primo avvio (qualche secondo più lenta di quella di Windows 8.1), la sessione di lavoro successiva e la procedura di arresto; l’autenticazione al sistema funziona tramite la stessa modalità prevista per Windows 8.1, le prime differenze sostanziali si notano poi grazie all’interfaccia; reinserimento del Menù Start a parte (che presenta a sua volta la reintroduzione del pulsante di arresto), si nota un desktop environment più spartano di quello dell’OS precedente, tanto da apparire meno curato (quasi si trattasse di una beta) per quanto riguarda alcuni dettagli.

Sparisce la poco usabile sidebar a scomparsa per l’accesso alle funzionalità di base (pannello di controllo, spegnimento, regolazione volume, luminosità..), così come lo splash screen iniziale per l’accesso e la ricerca delle Apps, entrambi effetti del ritorno del Menù Start; contestualmente sono stati eliminati i bordi alle finestre e la distanza tra bordi e contenuti, i panelli snap-in, ridisegnati per rimuovere qualsiasi straccia di scheumorfismo, ricordano un po’ quelli di Windows 95. La modalità tablet riprende a larghe linee l’impostazione della versione Mobile.

Finestra di dialogo

Finestra di dialogo

Anche Microsoft Edge, browser erede di Internet Explorer, presenta una UI particolarmente minimale, le prestazioni in fase di navigazione appaiono discrete (sicuramente superiori a quelle di IE 11), meno positiva l’impressione per quanto riguarda il supporto per gli attuali Web standard, con una difficoltà a livello di rendering nell’accedere all’interfaccia di Google Drive mai notata fino ad ora utilizzando browser diversi da Chrome per eseguire la medesima operazione. Sempre a proposito delle prestazioni, esse appaiono di buon livello anche durante l’impiego di applicazioni non di sistema, ad esempio Firefox, ma in questo caso rimarrebbe centrale il ruolo svolto dalle risorse disponibili.

Cortana, l’assistente intelligente alle ricerche integrato nella piattaforma, ha mostrato delle difficoltà iniziali nel riconoscimento del microfono, una volta risolto questo primo problema i test effettuati avrebbero evidenziato un livello di precisione nel riconoscimento vocale almeno apparentemente inferiore rispetto a quello di Siri e Google Now; buona la risposta al comando “Hey Cortana” che permette di accedere all’applicazione senza alcuna gesture, è possibile limitare l’accesso a Cortana soltanto ai comandi pronunciati da una voce specifica.

Windows Update ha funzionato regolarmente scaricando gli ultimi aggiornamenti post installazione, mentre Defender risultava disabilitato, una volta riattivato è stato possibile aggiornarlo senza alcun problema. Nessuna incompatibilità rilevata con i programmi già installati in Windows 8.1.

Windows 10 merita un’ulteriore analisi prima di esprimere una valutazione completa, l’impressione iniziale è che il passaggio da Windows 8.1 a quest’ultimo possa risultare sufficientemente indolore, il discorso potrebbe non essere lo stesso per Seven in generale meglio strutturato del suo successore.

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  • Simone

    ciao Mr.Webmaster e complimenti per l’articolo. Ho un notebook con la tua stessa configurazione hardware con installato windows 8.1 sistema molto apprezzato da me per aver dato un notevole sprint al pc rispetto a quando utilizzavo seven. Portando la ram al massimo e utilizzando un disco ssd le performance sono diventate strabilianti con accensioni/spegnimenti e aperture dei programmi fulminei. Io sono molto curioso di provare windows 10 e mi piacerebbe sapere da te se è performante al pari di 8.1 o hai notato qualche rallentamento del pc grazie

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