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Facebook: cosa cambierà con il “Non mi piace”? Niente

Sono sinceramente preoccupato da come la cosiddetta “stampa di settore” riporta determinate notizie, evidentemente la diffusione e la semplicità d’uso di determinati dispositivi ha fatto credere a molti di  potersi occupare di argomenti che sono ben lontani dalle loro competenze; a conferma di ciò vi sarebbe la recente diffusione di una rivelazione effettuata da Mark Zuckerberg durante il suo più recente Q&A: gli sviluppatori di Facebook starebbero sperimentando un pulsante “Non mi piace” di prossima introduzione sulla piattaforma.

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A questo proposito alcuni commentatori della carta stampata e della televisione, ma neanche Internet  è stata esente da colpe, hanno immediatamente ipotizzato scenari apocalittici da armageddon del social networking, dove milioni di utenti, prima ansiosi di ricevere il maggior numero di “Mi piace” possibili, potrebbero dover affrontare la disperazione più profonda a causa di un “Non mi piace” su un post, un commento, la foto di un “amico peloso” o il video delle vacanze a Forte dei Marmi.

Inutili per questi figuri ostili all’approfondimento le precisazioni del fondatore di Menlo Park: il pulsante “Non mi piace” non avrà una funzionalità opposta all’ambitissimo “Like”, sarà invece uno strumento attraverso il quale esprimere empatia, stimolare la partecipazione emotiva ad un avvenimento specifico e il coinvolgimento degli utenti riguardo ad una determinata condizione altrui.

Facciamo alcuni esempi: vi fate la barba e vi tagliate, passate due ore a preparare una zuppa di pesce e il vassoio che la contiene vi cade di mano sporcando la cucina e ferendo il vostro orgoglio, la vostra ragazza vi picchia e vi lascia perché scopre che avete modificato il vostro stato su Facebook da “Impegnato” a “Relazione complicata”; cosa fate? Ma naturalmente condividete immediatamente la notizia, perché il Mondo deve sapere.

Ora il pulsante “Non mi piace”, o in qualunque modo i responsabili del progetto vorranno chiamarlo, dovrebbe funzionare proprio per queste occasioni; sarebbe stato quindi studiato per consentire ad un utente di esprimere il proprio dispiacere o la propria vicinanza per un evento negativo che ha coinvolto qualcuno o qualcosa; da questo punto di vista vi sarà poca differenza tra un “Non mi piace” e un emoticon con tanto di faccina triste.

Posto che non è assolutamente detto che tale pulsante venga effettivamente introdotto nel social network, anche i social media manager, gli advertiser, gli inserzionisti e gli operatori del social marketing possono stare tranquilli, Zuckerberg non avrebbe infatti alcuna intenzione di sviluppare uno strumento che sottolinei il dissenso degli utenti per i contenuti da loro proposti.

Del resto, per rendere efferato il tono di certe discussioni su Facebook, che non è esattamente un luogo deputato agli scambi di opinioni più sereni, l’introduzione di un pulsante “Non mi piace” potrebbe apparire ragionevolmente non necessaria.

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