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jQuery CDN: perché non usare mai jquery-latest.js

Non di rado gli sviluppatori preferiscono adottare il CDN (Content Delivery Network) messo a disposizione dal team che implementa il framework JavaScript jQuery per i propri progetti in fase di produzione; si tratta di una scelta in molti casi preferibile rispetto al caricamento delle medesime librerie da locale perché permette di sfruttare una sorgente di risorse esterna e in generale sicura; ciò però non significa che tutte le operazioni di inclusione da CDN siano da considerarsi consigliabili.

jQueryNel caso specifico, si tratta di una questione già affrontata dagli stessi developers del framework oltre un anno fa, quando tramite un’analisi delle statistiche di accesso si scoprì che buona parte delle chiamate dirette verso il loro CDN erano rivolte a carico dei file jquery-latest.js e jquery-latest.min.js; questi ultimi vengono forniti per consentire ai coders di operare rapidamente dei test di funzionamento e compatibilità con le ultime versioni rilasciate, non per l’adozione su applicazioni già online.

E’ bene precisare che in linea generale l’utilizzo delle release latest non dovrebbe esporre un progetto in produzione a maggiori problematiche di sicurezza rispetto alle versioni che seguono la regolare sequenza di rilascio. Il problema è invece un altro, infatti, i file jquery-latest.js e jquery-latest.min.js subiscono degli aggiornamenti che prevedono la loro disattivazione e riattivazione in corrispondenza di ogni nuovo avvicendamento.

Per il completamento di tale procedura potrebbero essere necessarie anche alcune ore e, durante questo periodo di tempo un sito Internet che impiegasse tali risorse potrebbe dar luogo a malfunzionamenti anche rilevanti se non risultare del tutto inutilizzabile; si consideri inoltre che nel passaggio tra una versione più datata e la successiva potrebbero presentarsi delle incompatibilità in grado di generare i medesimi effetti.

Coscienti dell’esistenza di tale problema e decisi ad evitare il proliferare di blocchi  a danno  delle Web applications, anche i tecnici di Google, che forniscono jQuery da un proprio CDN, stabilirono a suo tempo di fornire un generico jquery.js agganciato permanentemente al ramo 1.x del framework; tale soluzione potrebbe essere considerata risolutiva, ma si tenga conto che la cache di questo file ha un ciclo di vita molto breve e non potrebbero essere esclusi dei cali nelle prestazioni.

Se quindi le release latest su CDN potranno essere tranquillamente impiegate da remoto in fase di sviluppo, per la fase di produzione si consiglia l’utilizzo di file associati a versioni specifiche; in alternativa jquery-latest.js e jquery-latest.min.js potranno essere scaricati per l’adozione in locale.

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