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Google Maps Engine: 3 alternative per non rimanere senza mappe

E’ ufficiale, Mountain View ha confermato attraverso un messaggio email inviato di recente a tutti gli utilizzatori del servizio che la piattaforma Google Maps Engine, fino ad ora utilizzabile per la realizzazione di mappe tramite le funzionalità messe a disposizione da Big G, non sarà più accessibile entro pochi giorni. Lo shut down, in sostanza la data prevista per la dismissione completa, è stata fissata per il 29 gennaio 2016, mentre GME era stato già “deprecato” dalla casa madre circa un anno fa.

gmQuesto significa che tutti coloro che fino ad ora hanno usufruito del GME per l’integrazione di componenti cartografiche digitali sui loro siti Internet e sulle proprie Web applications dovranno obbligatoriamente procedere con un’esportazione completa dei dati utilizzati per la realizzazione delle mappe, altrimenti tutte le coordinate andranno inesorabilmente perdute, soprattutto in considerazione del fatto che molto difficilmente Google concederà proroghe sulla scadenza o deroghe per quanto riguarda il recupero delle informazioni archiviate.

Da questo punto di vista il comunicato precedentemente citato appare abbastanza chiaro:

We will remove your data from your GME project on Jan 30, 2016.

Saranno esportabili tutti i metadati e i dati relativi alle mappe, ai layers associati ad esse, ai vettori, alle tabelle, alle immagini e alle informazioni a corredo, ivi compresi i tag; per il loro download si potrà procedere con la Google Maps Engine interface (percorso “Maps Engine > Sorgenti Dati > Dettagli > Download file originali”) o attraverso un applicativo in grado di interrogare la Google Maps Engine API.

Fatto questo sarà però necessario trovare un’alternativa altrettanto valida a GME per proseguire con il proprio lavoro; fortunatamente le soluzioni non mancano, anche se non tutte si dimostrano altrettanto intuitive se confrontate la piattaforma di Mountain View. A tal proposito è possibile consigliare:

  1. CartoDB: supporta l’importazione di dati da GME e presenta funzionalità molto simili, dispone inoltre di un’interfaccia per la programmazione che permette alle applicazioni di interagire con il servizio;
  2. ArcGIS Online: concepito come servizio cloud-based presenta sostanzialmente tutte le features fornite fino ad ora da GME;
  3. MapBox: è una piattaforma per il mapping orientata in particolare agli sviluppatori, da segnalare soprattutto le API JavaScript e l’SDK mobile messi a disposizione per la pubblicazione dei dati cartografici online.

E’ molto importante segnalare che alcune piattaforme, anche se indipendenti dal gruppo californiano, sfruttano GME per il loro funzionamento e potrebbero non essere state modificate o aggiornate per rimanere attive anche dopo il 29 gennaio, motivo per il quale, prima di procedere con una migrazione verso un servizio di terze parti si consiglia di verificare attentamente le sorgenti di dati utilizzate da quest’ultimo.

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