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Le competenze digitali più ricercate

Secondo i risultati contenuti  nella seconda edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, studio condotto dalle principali associazioni ICT tra cui AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia e promosso dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), la trasformazione digitale in atto in ambito professionale e non solo richiederebbe competenze specifiche che in Italia si dimostrerebbero ancora carenti, un po’ per l’assenza di strategie di lungo periodo e un po’ per la diffusione ancora ampia del digital divide.

CatturaSe da una parte si attende che i contesti istituzionali, aziendali e formativi riescano ad adeguarsi ad una realtà profondamente cambiata nel corso degli ultimi anni, dall’altra sia le attività economiche private che la PA si definirebbero consapevoli della necessità di avvalersi di competenze digitali commisurate alle nuove tendenze del mercato, dall’ecosistema mobile alla digitalizzazione dei processi, dall’analisi del business all’Internet delle Cose, dal Cloud alle piattaforme per il commercio e i pagamenti elettronici.

Attualmente i profili più ricercati dalle aziende dell’ICT, cioè quelli che dovrebbero godere di una maggiore domanda di lavoro da parte di questo comparto, dovrebbero essere:

  1. Security Specialist;
  2. Enterprise Architect;
  3. Business Analyst.

Per quanto riguarda invece le aziende in generale e la Pubblica Amministrazione sarebbero particolarmente apprezzate le candidature per:

  1. CIO (Chief Information Officer);
  2. Security Manager;
  3. Database Administrator;
  4. Digital Media Specialist;
  5. Enterprise Architect;
  6. Business Information Manager;
  7. ICT Consultant;
  8. Business Analyst.

Relativamente alle lauree più accreditate, queste sarebbero ad oggi Informatica, Scienza dell’Informazione e diversi indirizzi di Ingegneria, per buona parte delle aziende informatiche risulterebbe poi fondamentale un sistema per la certificazione delle competenze tecniche acquisite. I canali di reclutamento più utilizzati dalle aziende dell’ICT farebbero riferimento in particolare al network personale e professionale di titolari e gestori, mentre le aziende/utenti si rivolgerebbero prevalentemente a società per la ricerca e la selezione; infine, nella PA si ricorrerebbe soprattutto ai concorsi pubblici.

Concludiamo infine con il fondamentale capitolo delle retribuzioni, forse l’aspetto più negativo dell’attuale andamento del mercato ICT. Esse infatti si rivelerebbero meno elevate se confrontate con la media generale, in particolare per quanto riguarda dirigenti (-1,2%) e quadri (-2,9%). Note più ottimistiche per gli impiegati (+3,6%). Nel corso del 2014 la retribuzione media sarebbe stata superiore all’1% nel 64% dei casi, inferiore tra l’1% e il 5% nel 24% dei casi e stabile nel 12%.

Via Osservatorio delle Competenze Digitali

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