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I nuovi split test di Facebook Ads

Da pochissimo tempo Facebook ha introdotto un nuovo metodo, più pratico ed immediato, per effettuare degli split-test A/B nelle campagne sponsorizzate di Facebook Ads. La sperimentazione di differenti soluzioni, al fine di trovare il linguaggio testuale/grafico migliore, è operazione fondamentale per capire nei tempi più rapidi possibili cosa colpisca e lasci il segno nei nostri potenziali clienti e cosa invece va evitato.

Possiamo determinare a priori se la nostra clientela preferisca l’indicazione esplicita di un prezzo ribassato oppure un’indicazione di sconto? Oppure se preferisca essere coinvolto con un messaggio in cui gli si da del tu (e quindi immaginariamente solo rivolto a lui) oppure sia più efficace un taglio sul noi collettivo? Come capire se sia più convincente un’immagine piuttosto che un’altra? Per ognuno di questi dubbi l’ideale è sperimentare in parallelo.

Per iniziare con questo nuovo strumento basta creare una nuova campagna scegliendo un obiettivo ed impostando subito il tasto di attivazione del test di comparazione A/B:

Impostare un test A/B

Una volta impostato lo split test, potremo decidere quale elemento variare: tipi di annunci oppure platea di destinazione della nostra campagna. In automatico verranno creati 2 set separati di annunci, ma si potranno aggiungere anche altre varianti per creare uno split test a 3 o a 4. Sempre meglio comunque non esagerare ed utilizzare il classico “testa a testa”.

Il nostro budget per la campagna verrà di default suddiviso in parti uguali fra i vari test creati, in ogni caso Facebook andrà inizlamente a separare le potenziali audience in modo da non creare sovrapposizioni: ciò significa ad esempio che ad un determinato set di persone verrà fatta vedere la variante A e ad un altro set verrà mostrata la variante B. Tutte le opzioni sono comunque customizzabili a nostro piacimento.

Questa metodologia può essere utile per testare differenti gruppi di utenti, cercando di capire se un set di persone con determinati interessi sia più o meno proficuo di un altro set di persone con interessi alternativi.

Un altro test utile può essere effettuato diversificando l’obiettivo di conversione (es: click verso il sito web o richiesta tramite form?) oppure mettendo a confronto “offerta manuale” ed “offerta automatica” per stabilire se le strategie meccanizzate della piattaforma siano più performanti delle nostre.

Ciò che è fondamentale, in ogni caso di campagna pay per click, è di non partire mai con certezze ma mettere in discussione ogni aspetto nell’ottica di poter fare sempre meglio rispetto alla strategia attuale.

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