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TU NA
Il piccolo circuito celeste fa parte delle tecniche definite tu na ( o tu gu na xin= respingere il vecchio ed assorbire il nuovo dove Í t¨´ vuol dire vomitare, buttar fuori ; ¹Å g¨³ significa vecchio, antico, Äà n¨¢ significa acchiappare e Рx¨©n significa nuovo)
o nei dan, o pi¨´ propriamente
ƒÈµ¤Ðg n¨¨i d¨¡n sh¨´
dove ƒÈ n¨¨i significa interno, interiore µ¤ d¨¡n significa rosso, mercurio rosso, cinabro. Ðg sh¨´ significa Tecnica [Il termine šâ¹¦Qi gong non appare prima del XVII secolo e il termine Ì«˜OÈ taiji quan ¨¨ moderno (tardo 1.800).] in una stele risalente probabilmente al 1.000 a.C. si dice (cfr. tijiquan di C. Despeaux -ed. mediterranee) :
"Nella respirazione questo ¨¨ il modo di procedere: ¨¨ necessario trattenere il respiro (šâ q¨¬ ) perch¨¨ esso si accumuli. Una volta accumulato esso si dilata. Dilatandosi scende. Scendendo diviene calmo. calmato si rafforza. Rafforzato comincia a crescere. Quando cresce viene attirato e costretto verso le regioni superiori. Quando ¨¨ attirato raggiunge il sincipite.In alto esercita la pressione conntro la sommit¨¤ della testa. In basso spinge verso le parti inferiori. Colui che segue tali principi vivr¨¤, chi non li segue morir¨¤"
scopo del piccolo circuito celeste ¨¨ la libera circolazione dell'energia nei canali psichici detti Ren Mai e Dumai.
MISTERO FEMMINA
Prima di continuare la descrizione del piccolo circuito celeste in base alle esperienze ed alle riflessioni personali, forse ¨¨ utile riportare cosa ne dicono gli alchimisti cinesi. il testo che riportiamo ¨¨ tratto da :Zhenjiu Dacheng, "Renmai jingxue Ge", cfr. Zhenjiu Dacheng jiaoshi, Pechino, 1991, pp. 946-948..
la traduzione ¨¨ quella pubblicata in : "RIVERBERI DEL MISTERO FEMMINA NELLA MEDICINA CINESE" di Giulia Boschi, ed.Cafoscarina, scaricabile gratuitamente su internet:
Per quanto riguarda la base del nutrimento della vita, bisogna recuperarne la sorgente: il Du dalloHuiyin [il perineo,o meglio il muladhara cakra, punto di inizio del canale Ren mai e punto finale del canale Du Mai] procede lungo il dorso, il Ren dallo Huiyin procede lungo l'addome.
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Il corpo umano ha Ren e Du, come l'universo ha Zi e Wu .
Quando parliamo di Zi e Wu intendiamo sud e nord;
li possiamo distinguere, li possiamo unire. Si distinguono per capire che lo yin e lo yang non sono confusi, siuniscono per vedere che nella turbolenza caotica non c'¨¨ spazio fra i due. Uno e sono due, due e sono uno. I buddisti, non avendo ben chiari questi due vasi, prediligono ogni sorta di controllo: proibizioni sul mangiare, sul camminare, sul parlare, si tagliano le braccia, si bruciano le dita, arrostiscono il corpo, si sfiniscono nel rimanere seduti fino a morire¡un modo ben triste di conquistare la virt¨´! [¡]
Ora, per proteggere il proprio corpo, aver chiari Ren e Du ¨¨ come chiarire al principe come amare il proprio popolo per pacificare la nazione. Se il popolo viene ucciso, lo stato scompare; se Ren deperisce, il corpo declina. Per questo i monaci saggi concentrano innanzi tutto la loro attenzione sulla parte anteriore, governano ogni meridiano, si coltivano fino ad averne totale padronanza.
Questo ¨¨ ci¨° che gli immortali considerano come "costruire la base". Poi si spazzano via tutti i pensieri vani per solidificare la base nella quiete, sguardo e udito si spostano all'interno.
Si inghiotte la luce, oscuro silenzio! Si regola il respiro, filo fino! L'attenzione saldamente ancorata all'interno, ci si concentra sul "passo misterioso": nell'acqua [midollo] al centro della nuca si accende il fuoco, nel tuono si schiude ilfiore, i reni bollono e friggono, la vescica brucia come fuoco, Ren e Du diventano come la ruota di un carro, le quattro membra come montagne di roccia;
appena si torna al centro, il meccanismo celeste si mette in moto da solo; leggero leggero si muove, silente ed oscuro si eleva.
Se non lo si fissa con l'attenzione, allora acqua e metallo spontaneamente si fondono, acqua e fuoco naturalmente salgono e scendono [¡]
Giorno dopo giorno si deve continuare, senza interruzione, senza mai derogare minimamente.
Se l'esercizio riesce in tal modo per un quarto d'ora, sar¨¤ stato un quarto d'ora di piccola rivoluzione celeste (xiao zhoutian ), se per un'ora, allora sar¨¤ stata un'ora di xiao zhoutian, un giorno, un giorno di xiao zhoutian.
Se la si pratica per cento giorni, allora si pu¨° dire di aver gettato le fondamenta. Dopo dieci mesi di esercizio, si parla di embrione immortale. Quando la maestria (gongfu ) arriva a questo livello, il corpo e la mente sono confusi in un unico turbine caotico, uguale al vuoto, non si sa che il corpo sono io o che io sono il corpo, n¨¦ si sa che il qi diventa shen o che lo shen diventa qi.
Non ci si regola sul centro e spontaneamente ci si trova regolati sul centro, non si attua la respirazione embrionale ed essa si attiva naturalmente, non si cerca l'acqua ed essa si produce da sola, non si cerca il fuoco ed esso si manifesta da s¨¦.
Nella vacua sala nasce il chiarore, nella terra nera si trae un ago.
Non si sa ci¨° per cui ¨¨ in questo modo, ma ¨¨ in questo modo.
N¨¦ si ¨¨ consapevoli del Ren che ¨¨ per il Du o del Du che ¨¨ per il Ren.
Si giunge al punto in cui i sei mali non nuocciono e le dieci minorazioni non sussistono, non si ¨¨ pi¨´ istigati dalle necessit¨¤ sensoriali.
Anche se si tratta di piccole restrizioni costanti, alla fine essi si assommano in un grande Dao.
Cosa si intende per sei mali?
Il primo ¨¨ il desiderio di fama, che va assottigliato,
il secondo ¨¨ quello per la musica e i piaceri sessuali, che va ristretto,
il terzo ¨¨ quello della brama di ricchezza, che va purificato,
il [.... quarto?] ¨¨ quello per le prelibatezze, che va diminuito,
il [...quinto?] sono i pensieri vani, che vanno rigettati,
il sesto ¨¨ quello dell'invidia e gelosia, di cui bisogna liberarsi.
Basta che in uno solo di questi sei aspetti ci si allontani dal Dao della salute (weisheng ) per non vederne pi¨´ il compimento.
Applicare la mente a principi arcani, recitare le scritture, succhiare i fiori, tecniche respiratorie e paesaggi interiori, non riusciranno a colmare la perdita.
Cosa sono le dieci minorazioni?
La prima ¨¨ quella della riflessione, la seconda quella del pensiero,
la terza quella del ridere,
la quarta quella della parola,
la quinta quella del cibo,
la sesta quella della rabbia,
la settima quella della gioia,
l'ottava quella della malinconia,
la nona quella del piacere,
la decima quella dell'astuzia.
Infatti riflettere troppo disperde lo shen,
troppi pensieri affaticano il cuore,
troppa ilarit¨¤ fa rivoltare verso l'alto polmoni e intestini [ nota di Giulia Boschi: Il polmone condivide con il cuore il riscaldatore superiore ed ha un qi discendente che contribuisce alla peristalsi e all'evacuazione (il suo organo di coppia ¨¨ l'intestino crasso). L'ilarit¨¤ accende (o deriva da) un eccesso di fuoco del cuore che con la sua spinta ascendente disturba la discesa del qi polmonare],
troppo parlare depaupera qi e sangue,
troppo mangiare danneggia lo shen e accorcia la vita,
troppa rabbia provoca sudorazioni improvvise [Lett. "repentini galleggiamenti dello couli". Lo couli ¨¨ lo strato fra pelle e muscoli governato dal weiqi (qi protettivo)che contribuisce alla termoregolazione attraverso la chiusura dei pori e la sudorazione. Un eccesso di fegato (organo collegato alla rabbia) pu¨° facilmente rovesciare il meccanismo di inibizione che fisiologicamente il polmone esercita sul fegato. Il polmone cos¨¬ impedito non governa pi¨´ il weiqi, da cui le sudorazioni improvvise],
troppa gioia fa disperdere lo shen nei vizi,
troppa malinconia inaridisce e fa avvizzire testa e volto,
il troppo piacere dissipa il qi [renale]della forza di volont¨¤ [huisan riferimento alla dispersione del seme],
troppa astuzia porta a una profonda confusione.
[¡] Chi appartiene [al Dao della] Salute se ne guarda bene!."
DIAOSHEN
supponiamo adesso di aver sensibilizzato la colonna vertebrale e di volersi cimentare nel "piccolo circuito celeste": abbiamo detto in precedenza che le fasi preliminari sono, secondo la terminologia che abbiamo usato ,
DIAOSHEN = Predisporre la Postura (regolazione del Corpo) DIAOXI = Predisporre il Respiro (regolazione della Parola) DIAOXIN (YISHOU)= Predisporre l'Attenzione (regolazione della Mente)
nella meditazione taoista e nelle pratiche terapeutiche del NEI DAN che oggi definiamo QI GONG si parla di tre posizioni : 1) posizione seduta. 2)posizione in piedi. 3) posizione sdraiata.
per la meditazione della Piccola Circolazione Celeste ¨¨ consigliato praticare nella posizione seduta a gambe incrociate. Questo perch¨¨ il corpo del praticante ¨¨ visto come un "sistema di energie" che circolano nei canali del corpo (12 meridiani ordinari pi¨´ 8 canali "straordinari") i "canali" delle gambe che hanno il compito di mettere in comunicazione il corpo con "l'energia della terra" sono pi¨´ ampi degli altri. la posizione a gambe incrociate "evita la dispersione a terra delle energie".
possiamo immaginare , per comodit¨¤,un canale di energia Yang che dal centro della pianta del piede, passando per la caviglia interna , l'interno della gamba, l'inguine, i genitali, giunge fino al µ¤Ìï d¨¡nti¨¢n inferiore, ed un canale di energia Yin che dal µ¤Ìï d¨¡nti¨¢n inferiore, passando per l'articolazione delle anche, l'esterno della gamba e la caviglia esterna giunge fino alla piante del piede. a gambe incrociate si mettono in comunicazione, per cos¨¬ dire i due canali evitando la possibilit¨¤ di "dispersione a terra". Si pu¨° ad esempio immaginare che inspirando l'energia scenda dal d¨¡nti¨¢n fino ai due piedi passando per l'esterno delle gambe e, espirando, l'energia della gamba destra torni al d¨¡nti¨¢n attraverso il canale Yang della gamba sinistra e viceversa.
prima di assumere la posizione predisponiamoci alla meditazione. Innanzitutto lo stomaco non dovr¨¤ essere n¨¨ troppo pieno n¨¦ troppo vuoto. Diciamo che ¨¨ meglio non praticare a digiuno, n¨¨ a stomaco troppo pieno, n¨¨ durante la digestione. E' consigliabile fare un bagno caldo ad una temperatura leggermente superiore alla temperatura corporea. si beve poi un t¨¨ leggero (poco)o qualche sorso di acqua calda.
poi si predisporr¨¤ l'ambiente. non devono esserci correnti d'aria (¨¨ possibile che l'aumento della temperatura interna provochi sudorazione) e la temperatura esterna non deve essere n¨¦ troppo bassa, n¨¦ troppo alta . si mette aterra una coperta ripiegata in maniera da creare spessore e sopra la coperta un cuscino ampio non morbidissimo in maniera che la seduta sia pi¨´ comoda possibile.
per la posizione si descriver¨¤ adesso la maniera di assumere Padmasana o loto completo, tenendo conto del fatto che le indicazioni di base sono le stesse per le altre posizioni sedute (svastikasana,ardhapadmasana,siddhasana):
PADMASANA
Letteralmente Padmasana significa Posizione=asana del Loto(Padma),il praticante ¨¨ seduto con la schiena diritta a gambe incrociate, il piede destro sulla coscia sinistra il sinistro sulla coscia destra.
Le mani assumono varie posizioni, la pi¨´ comune delle quali ¨¨ JNANA MUDRA , con il polso appoggiato sulle ginocchia (destro su ginocchio destro, sinistro su ginocchio sinistro), le palme verso l'alto, indice e pollice che si toccano delicatamente formando un anello e le altre tre dita sono distese in direzione del pavimento. poi vi ¨¨ CIN MUDRA,la stessa postura ma con i palmi rivolti verso il basso, Il mudra della meditazione, n¨¨ monti n¨¦ valli, con le mani appoggiate sui piedi , il dorso della mano destra sul palmo della sinistra ed i pollici con le punte appoggiate delicatamente. il mudra del TAIJI, con il pugno destro chiuso nel palmo sinistro ed il pollice sinistro chiuso nel palmo destro ecc....
La postura seduta solitamente fa riferimeto ad una piramide a base triangolare: la base ¨¨ rappresentata dall'area racchiusa tra le due ginocchia e l'osso sacro, il vertice dal punto pi¨´ alto della testa,l'asse centrale parte dal punto di contatto degli stinchi incrociati e termina al vertice (punto pi¨´ alto della testa).
POSIZIONI E MOVIMENTI PREPARATORI
Prima di assumere Padmasana ¨¨ consigliabile percepire il giusto allineamento delle vertebre lombari e delle vertebre cervicali,per evitare la stanchezza, il senso di pesantezza al torace e alle spalle, i dolori alle articolazioni delle ginocchia che colgono chi assume una posizione non corretta.
Si consiglia quindi di partire da una posizione semplice, seduti a gambe incrociate alla maniera dei nativi americani (non importa quale piede sia davanti all'altro, l'importante ¨¨ ripetere a posizioni invertite, prima di assumere Padmasana).
Alzare le spalle inspirando, trattenere il fiato e lasciare di colpo(serve a rilassare l'articolazione delle spalle), inspirando allungare gli estensori della testa e del collo (l'idea ¨¨ di sollevare un vassoio,abbastanza leggero,in equilibrio sulla testa) espirando rilassare la testa in avanti.
chinare in avanti testa, petto e spalle. ruotare in alto e all'indietro le spalle fino a sentire i muscoli elevatori delle scapole che tirano su la testa.
allargare le scapole e sostenere delicatamente il torace verso l'alto
Sentire il peso della testa e controllare il rilassamento del collo.
Mantenere le braccia a lato del corpo e rimanere in posizione per 3-4 cicli respiratori. A questo punto portare l'attenzione sugli occhi.
Senza muovere la testa spostare lo sguardo sulle caviglie (lentamente senza scatti), e proseguire verso l'alto srotolando la spina dorsale.
Gli occhi nel loro percorso verso il soffitto trascineranno con loro prima le vertebre cervicali, poi le vertebre dorsali poi le lombari: la posizione finale della colonna sar¨¤ un leggero arco.
A questo punto andare a guardare in avanti allungando le testa, spingere leggermente il petto in dietro allargando contemporaneamente le costole e mantenere una leggera curva delle lombari in modo da sentire il peso sugli ischi (percepibili come due sfere della dimensione di una pallina da golf,situate tra le cosce e i glutei).
Mantenere la schiena dritta e, aiutandosi con le mani appoggiate per terra,inclinarla in avanti fino a sentire il bacino che si alza, con il peso sulle ginocchia . Estendere il pi¨´ possibile lombari e cervicali (doppia spinta della colonna verso l'alto e verso il basso). inspirando si tirano su i muscoli dell'ano, espirando si allunga delicatamente la testa in avanti (cio¨¨ in diagonale....) dopo tre cicli respiratori in espirazione si torna ad appoggiare il bacino per terra mantenendo l'allungamento verso l'alto delle cervicali e delle costole.
Controllare la posizione: il collo deve essere rilassato, le spalle basse,il petto leggermente spinto indietro, le scapole appiccicate alla schiena le lombari leggermente spinte in avanti.
Ripetere tutto il processo invertendo la posizione delle gambe.
TECNICA
Dalla posizione preparatoria a gambe incrociate questo punto se ¨¨ la gamba destra a trovarsi davanti (viceversa se ¨¨ la sinistra) mantenendo la schiena nella posizione raggiunta,appoggiare la mano sinistra vicino alla coscia sinistra, portare il peso sul gluteo sinistro e allungare lentamente la gamba destra in avanti.
Appoggiare la mano destra vicino alla coscia destra e allungare la gamba sinistra. Assumere DANDASANA (posizione seduta con le gambe distese in avanti e la schiena eretta ) e mantenere la posizione per 9-18 cicli respiratori.
Rilassare completamente le gambe mantenendo la posizione eretta della colonna. Afferrare il piede o lo stinco della gamba sinistra con la mano destra allungando il pi¨´ possibile l'ascella.
Afferrare il ginocchio sinistro con la mano sinistra. La schiena si spostare un po' in avanti, senza piegarsi. Delicatamente portare la schiena nella posizione iniziale e piegare contemporaneamente la gamba.
Non fare forza con le braccia: le braccia tirano la gamba perch¨¦ trascinate dalla schiena.
Molto delicatamente alzare la gamba sinistra piegata e appoggiare il piede sinistro vicino all'inguine destro,la pianta ¨¨ rivolta verso l'alto.
Fare attenzione alla posizione del polpaccio sinistro che non deve rimanere schiacciato contro la coscia sinistra, ma spostato verso l'alto./esterno.
Rimanere in posizione con la gamba destra allungata e la sinistra piegata per 9-18 cicli respiratori.
Piegare la gamba destra e portarla sulla sinistra in modo che il piede destro sia vicino all'inguine sinistro,i polpacci intrecciati, i talloni il pi¨´ vicino possibile al basso ventre.
Appoggiare le mani sulle ginocchia in JNANAMUDRA (o in una dell posizioni descritte in prcedenza con i palmi sulle rotule) I gomiti ruotati leggermente in avanti.
Sollevare le braccia in inspirazione mantenendo Jnanamudra fino a portare le mani sopra la testa: se la posizione ¨¨ corretta indice e pollice di ciascuna mano combaceranno perfettamente, in caso contrario significa che c'¨¨ una qualche deviazione sul piano orizzontale di una vertebra o una asimmetria muscolare.
Non tentare di correggere la posizione!
Limitarsi ad "ascoltare il corpo" per prendere coscienza dell'allineamento.
Inspirando stendere indici e pollici e unire le palme, espirando allungare le mani giunte in alto stendendo il pi¨´ possibile le ascelle e mantenendo basse le scapole.
Rimanere in posizione per una decina di cicli respiratori dopodich¨¦ abbassare le mani unite, perpendicolarmente al suolo.
All'altezza dell'ombelico si avvertir¨¤ una tensione ai polsi, sciogliere le mani poggiando la destra sulla sinistra sotto l'ombelico. Espirando portare le mani sulle ginocchia ed assumere nuovamente Jnanamudra (in questa descrizione abbiamo scelto la posizione con le mani in Jnanamudra perch¨¦ meglio d¨¤ l'idea della piramide triangolare,ma le posizioni possibili delle mani e delle braccia sono in realt¨¤ moltissime).
Mantenere la posizione per 9-18 cicli respiratori. E ripetere con la gamba sinistra sopra la destra.
Col tempo si potr¨¤ rimanere sempre pi¨´ a lungo nella posizione. quando si arriver¨¤ a poter con tranquillit¨¤ mantenere la posizione per 108 cicli respiratori o per cicli di 108 ripetizioni si potr¨¤ cominciare a praticare il piccolo circuito celeste in padmasana.
CONSIGLI PER L'ESECUZIONE
Il baricentro ¨¨ da considerarsi per terra in corrispondenza con l'incrocio degli stinchi. Per rendere pi¨´ stabile la posizione occorre far pressione su questo punto e spingere, senza forzare mai i piedi verso l'esterno (il sinistro verso destra, il destro verso sinistra). Questa duplice tensione sul piano orizzontale e verticale provoca l'allargamento del bacino e permette una maggior stabilit¨¤.
E' normale che il ginocchio della gamba che sta sopra non tocchi per terra. Padmasana, soprattutto se c'¨¨ tensione all'articolazione coxofemorale, non ¨¨ una posizione simmetrica! Alcuni consigliano di forzare la posizione, ma in linea di massima ¨¨ meglio affidarsi al rilassamento e alla forza di gravit¨¤. siddhasana ¨¨ invece posizione simmetrica.
L'asse della schiena deve essere perpendicolare al suolo, ma alla maggior parte di noi questa posizione (lieve spinta in avanti della zona lombare e lieve spinta indietro nella zona del petto) d¨¤ l'impressione di essere inclinati in avanti. Si consiglia quindi di controllare la posizione con l'aiuto di specchi.
Dopo un po' per stanchezza si tende ad appoggiarsi sulle lombari,in realt¨¤ occorre sempre avvertire la sensazione di estensione verso l'alto delle costole, unita alla sensazione di schiacciare le scapole contro la schiena.
Il mento ¨¨ leggermente rilassato in direzione del petto, occorre fare attenzione a mantenere rilassata la mascella e "sentire"il peso del labbro inferiore e degli zigomi. La lingua ¨¨ delicatamente rovesciata in alto e tocca il palato.
occorre sviluppare la sensibilit¨¤ dell'articolazione occipite/1a cervicale/2a cervicale per ottenere un buon allineamento della testa.
Lo sguardo ¨¨ solitamente sulla punta del naso(o sulla gobbetta) con le palpebre socchiuse. Se si ha difficolt¨¤ a mantenere la posizione dirigere lo sguardo verso terra in direzione dell'asse immaginario che seguendo la linea del naso, dal punto in mezzo alle sopracciglia arriva al pavimento. |
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OCCIPITE Dalla zona del cuore ovvero la zona della 7a vertebre dorsale e del cinto scapolare (fino alla2a-1a dorsale) si passa all'allineamento della zona cervicale e del cranio.
nelle traduzioni italiane dei testi di MTC (medicina tradizionale cinese) Qigong e Taijiquan si parla spesso dell'importanza della posizione del Sincipite e dell'Occipite. E' opportuno quindi sapere di che si tratta:
l'occipite è l'osso più basso del Cranio
al suo centro c'è un foro detto foro occipitale che mette in contatto, attraverso la prima vertebra cervicale, la colonna con la testa.
i nervi spinali, il midollo spinale passano attraverso il foro occipitale. il corretto allineamento della zona cervicale-occipitale , formata da Occipite, Atlante (1a cervicale)ed Epistrofeo(2a vertebra cervicale) è essenziale per ottenere la giusta postura per la meditazione e per il Taiqiquan. tutte le possibilità di rotazione del cranio dipendono dalla speciale articolazione che collega l'Epistrofeo all'Atlante.
SINCIPITE Per sincipite si intende invece il "bregma" ovvero il punto di incontro delle suture del cranio all'apice della testa. è ciò che chiamiamo comunemente "fontanella".
è questo punto ciò che i cinesi definiscono "pallina di fango" e gli indiani "porta di Brahma".
ATLANTE L'articolazione EPISTROFEO(C2)-ATLANTE(C1)-OCCIPITE (C0)è una delle più importanti del corpo. studiare la forma della zona cervicale può aiutare a visualizzarla durante le pratiche di YISHOU e acquisire così la sensibilità necessaria per percepire una serie di muscoli sottili e di terminazioni nervose determinanti nella pratica del Qigong e del Taijiquan.
Atlante (C1) è l'unica vertebra "senza corpo". si tratta di un "anello" che nella parte inferiore ha due "linguette" o "faccette" che permettono "l'aggancio" con una protuberanza detta "dente" ,della vertebra C2.
[faccia inferiore di ATLANTE (C1)]
mentre nella parte superiore ha due "linguette" o "faccette" di forma diversa che si "agganciano" al foro occipitale.
[faccia superiore di ATLANTE (C1)]
l'EPISTROFEO a sua volta avrà una protuberanza detta dente con funzioni di Perno, che si inserisce nell'anello di ATLANTE, e due "faccette articolari" che si agganciano alle "faccette inferiori di ATLANTE.
[faccia superiore di EPISTROFEO (C2)]
 [Vista frontale di EPISTROFEO (C2)]
credo sia importante comprendere il funzionamento dell'articolazione C2-C1 e C1-C0, perchè questa articolazione e la corretta rotazione di C1 (ATLANTE) su C2 (EPISTROFEO) sono alla base della "regolazione della postura" (DIAOSHEN) nelle pratiche di meditazione seduta o nelle sequenze in movimento.
la percezione del foro occipitale e delle prime due cervicali dalle quale , oltre a dipendere l'assetto posturale di tutto il corpo, passano l'arterie vertebrale ed i primi due nervi spinali, è essenziale per il praticante.
l'aspirante interessato alle pratiche taoiste (o zen) dovrebbe, secondo me, cercare di memorizzare la forma dell'articolazione per poi cercare di visualizzarla e percepirla durante la pratica seduta.
il fatto che ATLANTE sia l'unica vertebra in grado di compiere (e far compiere al cranio tramite l'articolazione occipitale) una perfetta rotazione orizzontale (parallela al suolo) dovrebbe far riflettere e dare indicazioni sulla ricerca della giusta postura della testa e del collo.
pare che un tempo i maestri di ciò che adesso è chiamato taijiquan decidessero se accettare o meno un allievo dalla posizione della seconda vertebra cervicale.
il foro occipitale è in relazione con ciò che nello Yoga delle energie è definito "Talu cakra".
SOSPENDERE IL SINCIPITE la percezione dell' asse che va dal foro occipitale al sincipite (fontanella) è essenzile per le posizioni di meditazione o per la pratica del taijiquan.
la formula "sospendere il Sincipite", ripetuta in quasi tutte le traduzioni di testi di QiGong e Taijiquan, ed in quasi tutte le lezioni di Qigong e Tajiquan si riferisce esattamente alla percezione di questo asse. una volta visualizzata la struttura delle articolazioni EPISTROFEO (C2) - ATLANTE (C1) e ATLANTE - OCCIPITE (C0), occorre sensibilizzare la zona della fontanella.
lo si può fare per esempio con delle manipolazioni: le suture craniali mantengono infatti una loro elasticità. il sincipite (Bregma) si trova all'intersezione tra la Sutura Coronale e la Sutura Sagittale del Cranio. premendo delicatamente con un dito sul cranio è possibile individuare il punto esatto e, con lievi movimenti circolari, "allargarlo".
un altro metodo consiste nel portare in equilibrio sul Sincipite, un bastone, per esempio, o un oggetto comunque non pesante nè appuntito e nel cercare di camminare e muoversi lentamente senza farlo cadere.
in tutti e due i casi il risultato è la percezione fisica del sincipite che durante la ricerca della giusta postura (DIAOXEN) e la pratica in movimento ci aiuta a trovare l'asse tra il Sincipite e il Foro occipitale.
CONSAPEVOLEZZA SPONTANEA
Alcuni troveranno noiose, se non inutili, queste descrizioni anatomiche e questo insistere sulla percezione della giusta postura. In genere l'occidentale, più o meno consciamente, collega la meditazione alle attività della mente ed in qualche modo, condizionato dal dualismo carne - spirito che pervade il cristianesimo tende a considerare le attività mentali come un qualcosa di più nobile, importante , spirituale delle attività corporee.
se si vuole cercare non dico di comprendere, ma di avvicinarsi alle tecniche operative del Taoismo di lao tse e dello Yoga delle energie occorre invece tener conto dell'assoluta mancanza di dualità tra corpo e spirito o tra corpo e mente che pervade quelle discipline.
la pratica della meditazione taoista passa dalla progressiva sensibilizzazione del corpo fisico alla ricerca della "autenticità" o consapevolezza spontanea del corpo.
scrive Wang Zongyue (Wong Chung-yua ) un maestro taoista del 1.600:
[...] Dopo aver compreso l'energia interna al movimento puoi accostarti alla teoria della consapevolezza spontanea. la consapevolezza spontanea si acquisisce tramite una lunga pratica; Non l si ottiene la comprensione immediata della consapevolezza spontanea senza la giusta e lunga pratica[...] Rilassa il collo e tieni il capo (sincipite) come fosse sospeso. fa sprofondare nell'addome la forza interna. Mantieni una posizione centrata. non piegarti in nessuna direzione[...]
[...]Che la sensibilità del tuo corpo ti faccia avvertire la più piccola piuma che ti sfiori la pelle. Neppure una zanzara può posarsi sul tuo corpo [....]
il maestro di taijiquan Wu Yuxiang (Wu Yu-hsiang)1812-1880 a sua volta descrive così la "giusta postura":
[...] l'essenza (JIng) e lo spirito (shen) si sollevano [...] Ciò è detto espansione e sospensione del sincipite [...].
la pratica del Qigong e del taijiquan presuppone lo sviluppo di una sensibilità febbrile e della consapevolezza sempre maggiore dei muscoli sottili.
L'immobilità del meditante diviene così un incessante movimento sottile, sempre più sottile, fino a trasformare la consapevolezza in una vibrazione unica, invisibile dell'esterno, in armonia con la vibrazione universale.
l'abilità fisica e il miglioramento delle condizioni di salute che accompagnano la pratica delle tecniche operative taoiste sono effetti collaterali. il fine ultimo è la "sospensione delle modificazioni della mente".
cerchiamo di capire ora,come , attraverso la sensibilizzazione del corpo, si possa ottenere lo stato in cui la"mente riposa in se stessa".
NERVI SPINALI abbiamo visto in precedenza la struttura della colonna vertebrale e sappiamo che vi sono 7 vertebre cervicali (8 se si comprende l'occipite detto Cervicale 0 o C0), 12 vertebre dorsali, cinque vertebre lombari, il sacro, formato da un numero variabile di vertebre saldate tra loro (4-6) ed il coccige formato da un numero variabile di vertebre "incomplete". da ogni vertebra fuoriesce una coppia di nervi spinali che mette in contatto la periferia del corpo con il midollo spinale. il midollo spinale è una specie di tubo formato da materia grigia avvolta nella cosidetta materia bianca, che, attraverso l'osso occipitale mette in contatto il corpo con la testa (ovvero l'encefalo).
quindi avremo: 8 paia di nervi cervicali (una coppia per ogni vertebra) 12 paia di nervi dorsali. 5 paia di nervi lombari. 5 paia di nervi sacrali. 1-2 paia (la seconda coppia è considerata rudimentale o incompleta) di nervi coccigei

senza addentrarci nello studio della neurofisiologia, diciamo che la mente sensitiva è un recipiente in cui giungono le informazioni/sollecitazioni dalla periferia del corpo (funzione "afferente"). le informazioni sulla base di precedenti esperienze (rappresentate dalle sinapsi o catene neuronali) vengono analizzate e quindi la mente invia alla periferia (funzione "efferente" dei nervi) le risposte agli stimoli. risposte che saranno in relazione con le catene neuronali ovvero le esperienze precedenti.
se, per esempio, mi sono bruciato un dito da bambino toccando il fuoco, nella mente saranno conservate le informazioni ROSSO_CALDO_FUMO_CALORE collegate a DOLORE. ecco che l'affluire alla mente di tutte queste informazioni insieme provocherà la sensazione di pericolo e metterà in moto i meccanismi di fuga e difesa- ALLARME ROSSO l'affluire di qualcuna di queste informazioni provocherà un atteggiamento di vigilanza-ALLARME GIALLO.
MENTE SENSITIVA se immaginiamo le informazioni come delle palline e la mente come un canestro, si vedrà che un numero di informazioni minorilascerà la mente-canestro relativamente vuota.
ma vuota, per la mente sensitiva, significa in grado di riempirsi di pensieri nati da immaginazioni, sogni, dialogo interiore...
In più accade che quando, crescendo, si è accumulato un certo numero di esperienze -sinapsi sufficienti a garantire delle normali relazioni con l'ambiente e con gli altri esseri umani, si finisce per lavorare "in automatico".
si può fare l'esempio del PC.
in un computer vi saranno in media 100-200 programmi con varie funzioni (computer graphic, editing di video o audio ecc. ecc.) ma quelli che si usano davvero saranno non più di una decina. Anche per le situazioni in cui un programma svolgerebbe il lavoro meglio o più velocemente, si tende ad utilizzare il programmma meno adatto ma più conosciuto.
alla fine se abbiamo una possibilità teorica di analizzare e rispondere agli stimoli esterni tramite , per esempio,un miliardo di catene neuronali (percorsi del computer) finiremo per utilizzarne 100 o 200 mila.
con l'abitudine la mente sensoriale acquisisce maggior tempo a disposizione per fare il lavoro che "NON" le compete sprofondando nel sonno, nell'immaginazione, nella ri-costruzione della memoria.
sensibilizzare pogressivamente sempre più i muscoli sottili, significa aumentare il numero di informazioni che arrivano alla mente sensitiva. il Canestro si riempie di palline e poichè le palline arrivano in ragione di una ogni 40 millesimi di secondo, la mente avrà sempre minor "tempo" a disposizione per svolgere il lavoro che non gli compete.
più attiva nel modo giusto è la mente sensitiva, maggiore e più sottile è il "movimento " interiore. la mente che va dove deve andare, più veloce del lampo è in realtà la mente vuota.
ACQUA DI ROCCA A questo punto è bene introdurre il Concetto dell'Acqua di Rocca o di Roccia assimilabile, per ceri versi all'elisir dell'alchimia interiore.
per rendersi conto della sua presenza facciamo un piccolo esperimento. il cervello umano pesa circa 1300 grammi. in piedi prendiamo un oggetto del peso di un chilo e poggiamolo sul palmo della mano. valutiamo la differenza tra la pressione esercitata dal peso e dalla pressione esercitata dal cranio sul collo.
la testa sembrerà molto più leggera.
questo è dovuto al fatto che il cervello galleggia nell'acqua di rocca, o liquido cerebro spinale o liquido liquido cefalorachidiano;
la definizione acqua di rocca deriva dalla sua trasparenza. sgorga direttamente dalle meningi e , passando attraverso zone dai nomi evocativi come Dura Madre e Pia madre, va a bagnare la corteccia celebrale, il midollo spinale, i globi oculari.

la sua produzione è ininterrotta. nell'adulto vi sono circa 150 cc di acqua di rocca che ogni sei/sette ore si rinnova completamente.
ogni 5-10 secondi c'è un flusso seguito da una pausa e quindi l'assorbimento nel sangue, dove si mescola al plasma.
RITMO PRIMARIO questo ciclo è chiamato dagli osteopati (terapia sacrocraniale) ritmo primario o Respirazione della Vita.
ogni volta che viene emesso il liquido cerebro spinale le ossa del cranio e le vertebre si espandono producendo un leggero movimento di allargamento e rotazione della testa, del tronco e degli altri.
ogni volta che la pressione diminuisce in seguito al riassorbimento nel sangue, ossa del cranio e vertebre si comprimono leggermente e testa , tronco ed arti faranno un movimento inverso al precedente.
se si inspira pensando di aallargare la testa e si espira immaginando di rilassare ed allungare il collo dopo un po', nella fase di apnea naturale, si percepirà il Ritmo Primario. si ascolta quindi il naturale espandersi e comprimersi delle vertebre e delle suture del cranio e quindi si procede ad armonizzare il proprio ritmo respiratorio a quello di produzione e assorbimento dell'acqua di rocca.
si può ad esempio inspirare dolcemente quando le ossa si espandono ed espirare quando si percepisce il riassorbimento. oppure, se il ritmo è troppo veloce (da sei a 12 cicli al minuto) si può cominciare l'inspirazione durante la espansione, continuare per due o tre cicli, attendere la fase di riassorbimento espirare per due o tre cicli e così via.
dopo un certo numero di cicli rspiratori (9-18-108) si può provare a fare questo esercizio:

si visualizzano l'occipite come una mezzaluna di gomma, le 7 cervicali, le 12 dorsali e le cinque lombari come palline di gomma. il sacro come un triangolo di gomma diviso in cinque parti orizzontali ed il coccige in un tubo di gomma diviso in tre settori. dentro il tubo(coccige) , il triangolo(sacro), le sfere di gomma (lombari, dorsali, cervicali) e la mezzaluna di gomma(occipite) scorre l'acqua di rocca, un liquido blu o trasparente.
RESPIRAZIONE MIDOLLARE partendo dal coccige per ogni "tratto" della colonna si inspira immaginando di comprimere ( frecce nere del disegno) e si espira immaginando che il liquido si sparga nell'organismo (frecce rosse del disegno). si passa quindi al sacro (cinque respirazioni) alle lombari , alle dorsali, alle cervicali. paradossalmente la sensazione di comprimere le vertebre dirante la inspirazione si accompagnerà alla espansione della zona del corpo interessata.
arrivato all'occipite si immaginerà che durante la inspirazione si comprima tutta la colonna e durante la espirazione il liquido, fuoriuscendo dalla mezzaluna (occipite) si sparga nel cranio.
quando si avvertirà distintamente la sensazione del galleggiamento del cervello e/o una vibrazione sottopelle nella zona del cranio, ci si porrà in "ascolto" respirando in maniera sottile , tirando su leggermente durante la inspirazione i muscoli del cranio e rilassando ed estendendo dolcemente il collo e la testa durante la espirazione
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ALLINEAMENTO DI SCAPOLE E COLLO Una volta sensibilizzate la zona lombare e la zona del plesso solare (sacro,5 lombari, 12-11-10-9 dorsale) si comincia a sensibilizzare la zona del torace corrispondente al secondo cancello (Ming Tang) o secondo nodo della conoscenza ( Visnu granthi).
Anatomicamente questa zona ¨¨ assai complessa : vi passano tutti i muscoli che riguardano la respirazione toracica, l'estensione della colonna, l'estensione orizzontale del torace, l'estensione del collo e della testa.
un lavoro preliminare ¨¨ quello della giusta postura del cinto scapolare e del collo.
la giusta postura del collo, con la testa in delicato equilibrio sulla prima cervicale ed accompagnata dal corretto allineamento in orizzontale e "in basso"delle spalle e delle scapole , ¨¨ essenziale nello zen, nelle tecniche di meditazione taoista, nel Taijiquan, nello Yoga.
uno dei muscoli le cui corrette percezione ed "utilizzazione" , portano ad assumere la "giusta postura" ¨¨ il muscolo ELEVATORE DELLA SCAPOLA.
Il muscolo elevatore della scapola ha origine nelle vertebre cervicali 1-2-3 e 4. si stende obliquamente passando attraverso il muscolo del trapezio 8quello che collega il collo , la spalla, la scapola ed il torace, e si "fissa" all'angolo interno superiore della scapola.
se lo si "attiva" da una parte sola fa inclinare il collo a destra o sinistra. se si "attiva" da entrambe le parti fa estendere il collo e la testa.
se si visualizza la 1a vertebra cervicale come il vertice di un triangolo isoscele, la base sar¨¤ rappresentata dalla linea delle scapole , i lati dai muscoli estensori della scapola e l'altezza dalle prime dorsale e dalle cervicali.
per ottenere la giusta posizione del cinto scapolare , del collo e della testa, si pu¨° provare con un semplice esercizio:
1)ci si siede con le gambe incrociate (loto, semiloto, siddhasana, swastikasana...) e si appoggiano i palmi delle mani sulle rotule.
2)si china la testa in avanti avvicinando il mento al torace; quando si sente "tirare" la muscolatura della schiena si estende la zona lombare alzando il torace e si curvano in avanti anche le spalle ed il petto.
3)senza cambiare la posizione dei palmi sulle rotule si comincia a ruotare le spalle in alto allargando i gomiti. quando le spalle sono nel punto pi¨´ alto sempre tenendo i palmi dulle ginocchia ed i gomiti allargati si ruotano le spalle all'indietro facendo scendere le scapole. contemporaneamente si comincia a "svolgere" verso l'alto la linea delle cervicali, tirando su la testa. la posizione finale sar¨¤ con la testa diritta il collo allungato, i palmi sulle ginocchia, le spalle aperte ed i gomiti larghi.
4) resistendo alla voglia di chiudere di scapole si portano adesso i gomiti verso la linea dei fianchi. questo movimento fa innalzare ancora di pi¨´ il colllo e la testa. si ripete il movimento dei gomiti pi¨´ volte inspirando quando si allargano (l'idea ¨¨ quella di un pollo che apre le ali senza riuscire a volare) ed espirando quando si riportano verso i fianchi.
una volta stabilizzata la posizione si "porta l'attenzione" (portare l'attenzione per i cinesi significa utilizzare il pensiero creativo YI, in seguito vedremo di che si tratta) sul cinto scapolare.
Inspirando si pensa di estendere orizzontalmente scapole e spalle.
Espirando si pensa di allungare delicatamente il collo e la nuca (9-18....108 cicli repiratori);
se l'esercizio ¨¨ eseguito correttamente dopo un p¨° si sentiranno le ultime costole che si allargano lateralmente sia dietro che davanti(con la sensazione che si allontanino dallo sterno).
il risultato di questo esercizio sar¨¤ visibile sia nella posizione della testa che nella percezione del muscolo pettorale (gran pettorale) che estendosi verso l'esterno durante la inspirazione (¨¨ legato all'omero alla clavicola ed all'addome) assumer¨¤ la forma di un ampio triangolo.
la capacit¨¤ di allargare delicatamente in orizzontale i muscoli del petto tenendo le scapole aderenti al torace conduce alla sensibilizzazione dei muscoli sottili che "uniscono" lo sterno alle costole. tenendo il collo rilassato si avvertir¨¤ fisicamente l'allargamento del centro del torace.
COSTOLE E MUSCOLI INTERCOSTALI a questo punto potrebbe essere utile visualizzare la zona del torace , visualizzazione che ci pu¨° aiutare a sensibilizzare la zona collegata al "cancello" o "nodo" del cuore.
Se Il cuore ¨¨ il "PALAZZO DELL'IMPERATORE" le costole sono le mura esterne: occorre comprendere la logica "con cui sono costruite"
Le costole sono 12 coppie di ossa che hanno origine nelle vertebre dorsali.
Da ogni vertebra partono due delle 24 costole (o coste); le prime sette coppie (dall'alto in basso) sono legate da una parte (parte posteriore)alle vertebre dorsali e dall'altra (parte anteriore) allo sterno; l'ottava , nona, decima coppia di costole sono legate da un lato alle vertebre(parte posteriore) e dall'altro sono legate tra di loro, ma non allo sterno.
l'undicesima e dodicesima coppia sono rappresentate dalle costole vacanti che dal lato posteriore sono fissate all'11 e 12 dorsale e dal lato anteriore libere ovvero fluttuanti (una curiosit¨¤:i giapponesi ed alcuni occidentali hanno anche la decima coppia fluttuante).
Tre tipi di costole diverse quindi e tre diverse maniere di rispondere alle sollecitazioni dei muscoli respiratori. le prime sette coppie di costole avranno una minore possibilit¨¤ di espansione in avanti ed orizzontalmente. l'ottava, nona e decima avranno una capacit¨¤ maggiore. la undicesima e dodicesima saranno pi¨´ libere di muoversi in tutte le direzioni. i muscoli che fanno muovere le costole in avanti in basso in alto e lateralmente sono i muscoli intercostali.
anche questi sono di tre tipi: interni, esterni e medi. Gli intercostali esterni sono quelli che allargando in avanti e lateralmente le costole portano ad immettere aria.
gli intercostali interni spingono invece in basso e in dentro provocando la espirazione.
la sensibilizzazione del torace passa attraverso la capacit¨¤ di percepire con sempre maggior delicatezza il movimento di espansione e contrazione provocato dai muscoli intercostali interni ed esterni.
una volta ottenuto un buon controllo si pu¨° cominciare a visualizzare , ad esempio un cerchio nella zona del petto(questo genere di esercizio va immediatamente interrotto se si avverte un'accelerazione del battito cardiaco o comunque una sua alterazione)
iinspirando immagino che questo cerchio centrale si espanda e si porti in avanti. espirando immagino che la zona delle spalle e delle scapole si allarghi lateralmente. dopo 9-18...108 ripetizioni ci si ferma e si ascolta la sensazione
Òâ Yi- PENSIERO CREATIVO
prima di continuare a descrivere gli esercizi di sensibilizzazione, propedeutici alla Piccola Circolazione Celeste, ¨¨ necessario introdurre il concetto di Pensiero Creativo, in cinese Òâ Yi.
Òâ Yi significa letteralmente IDEA, PENSIERO, PENSARE ed ¨¨ formato dai segni:
²· b¨³ = valutare, scegliere,fare oracoli Ø¥ ni¨¤n= il numero 20 ad indicare una quantit¨¤ limitata ÈÕ r¨¬ = sole, giorno. ÐÄ x¨©n = cuore mente, intenzione, centro.
Quando nel descrivere alcune tecniche della tradizione cino-giapponese ( o tecniche tantriche come NYASA) si dice di portare l'attenzione su un punto, visualizzare la mano, o il cakra della testa, visualizzare una divinit¨¤ o un simbolo sul proprio corpo o nell'ambiente circostante o nel caso di alcune tecniche terapeutiche (Qigong nei dan) e di alcune tecniche marziali (Yi Quan) sul corpo di un paziente o di un avversario si chiede in realt¨¤ di utilizzare il pensiero creativo YI.
per pensiero creativo o YI non si intende il semplice disegnare nella mente una figura geometrica o un organo del corpo o una situazione: Yi ¨¨ una tecnica operativa,
e come tale deve avere uno strumento ed un prodotto finale.
Un prodotto inteso come un oggetto o un fenomeno percepibile.
Se stimolo il QI (FU QI) e lo indirizzo nella mano sinistra, alla mano deve accadere qualcosa.
essendo l'energia QI una vibrazione paragonata nei testi a luce e calore, dovr¨° percepire calore e/o luce e/o un sottile campo magnetico e/o qualcosa di diverso dal comune sentire.
Ci deve poi essere un risultato, in un certo senso, TANGIBILE.
Se non vi ¨¨ un risultato Tangibile , per esempio un aumento dell'equilibrio e della capacit¨¤ di lavoro accompagnati da un minimo impiego di energia muscolare, non si potr¨¤ parlare di pensiero creativo.
Facciamo un esempio con un esercizio propedeutico: massaggio la mano sinistra, dito per dito, poi palmo della mano, poi dorso della mano fino a percepirla pi¨´ calda e morbida. quindi mi concentro sulla punta del dito indice della mano sinistra (per esempio) e cerco di sentire un unghia, come quella di una tigre o di un gatto, che esce dal polpastrello. inspirando immagino il polpastrello "turgido"-espirando lentamente immagino che l'unghia esca lentamente - inspirando osservo l'unghia ritrarsi (altrettanto lentamente) e cos¨¬ via.
dopo un ciclo di 9-18-108 respirazioni alzo le due mani e confronto la sensazione del dito indice della mano sinistra con la sensazione del dito indice della mano destra.
se il primo ¨¨ pi¨´ pesante (o pi¨´ leggero???) pi¨´ rosso per l'afflusso di sangue, pi¨´ carico di "energia" e avverto una vibrazione a spirale sul polpastrello unita ad una specie di leggero tremolio interno dell'intero dito sinistro (e magari del palmo) significa che sto utilizzando il pensiero creativo YI.
Il pensiero creativo Òâ Yi ¨¨ cosa diversa dall'immaginazione. l'esercizio proposto in precedenza delle "unghie di tigre" non ¨¨ finalizzato, naturalmente, alla creazione di un appendice cornea sui polpastrelli.
si pu¨° percepire ed imparare ad utilizzare solo ci¨° che gi¨¤ c'¨¨ e fino ad oggi un uomo con le unghie retrattili non si ¨¨ mai visto.
la visualizzazione pu¨° funzionare solo per motivi collegati alla fisiologia: nelle dita della mano esistono dei muscoli sottili cui solitamente non facciamo attenzione. quando si chiede ad una persona di muovere le dita di una mano solitamente le metter¨¤ in movimento a partire dai muscoli dell'avambraccio e tendendo il palmo, trascurando la muscolatura sottile della mano.
i muscoli flessori "brevi"delle dita situati sulle ultime falangi, agiscono in maniera simile a quelli che , nei felini, fanno estrarre le unghie.
se si escludono i pianisti , la maggior parte delle persone tiene le dita contratte e , sebbeno i flessori brevi siano innervati ed abbiano la possibilit¨¤ di essere messi in azione volontariamente, pochi ne percepiscono l'esistenza.
la visualizzazione aiuta a percepire ed a sensibilizzare i muscoli sottili. buona parte della pratica del qi gong si fonda sulla sempre maggior sensibilizzazione del corpo e sull'allenamento dei muscoli sottili.
l'aumento di energia, anche muscolare, che deriva dalla pratica dipende dalla migliore e pi¨´ logica utilizzazione di muscoli, tendini, articolazioni.
stringere il pugno utilizzando i muscoli sottili appropriati anzich¨¨, come fa la maggior parte delle persone, contraendo tutti i muscoli dell'avambraccio (e talvolta del braccio e della spalla) significa risparmiare una notevole quantit¨¤ di energia, utilizzabile altrimenti. |
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XING E MING
Secondo il Taoismo il pincipo divino , nell'atto del concepimento, si polarizza in XING (HSING) e MING che possiamo tradurre con ESSERE e DIVENIRE
性 XING.Essere, è formato dai segni:
心 Xìn che significa mente/cuore-mente percettiva.
竹 Zhù che significa bambù
手 shòu che significa mano- artefice (nel senso di persona scelta per un determinato lavoro)
一 Yì che vuol dire UNO, intero, un.
命 MING, Divenire,ma anche destino, ordine, determinazione, è formato dai segni:
人 Rén che sta per uomo, persona, gente
一口 Yikòu che sta per "categoricamente", decisamente ecc.
中 Zhòng che significa mentre, dentro, nel mezzo , Centro e Cina.
Xing e Ming corrispondono nell'individuo a due forze o spiriti detti Hun e P'o .
魂 hún significa spirito ed è formato dai segni:
一 yī ovvero 1, intero 戈 gē che significa sia lancia che trafiggere 竹 zhú che vuol dire bambù e ancora 戈 gē .
魄 pò significa anima ed è formato da:
竹 zhú= bambù 日 rì = sole e giorno ancora 竹 zhú e 戈 gē che significa sia lancia che trafiggere.
魄 pò femminile , acqua e 魂 hún maschile , fuoco, sono le energie nascoste del corpo, tanto da essere denominate entrambe 鬼 guǐ tradotto spesso con fantasma, ma che significa nascosto, nascostamente, astuto, scaltro.
queste due forze (Spirito e Anima, principio spirituale e principio materiale) al momento della morte tendono a tornare alle loro dimore naturali: 魂 hún esce dalla fontanella e torna al cielo ("la dimora del fuoco è in alto") 魄 pò esce dal plesso solare e torna alla terra (la dimora dell'acqua è in basso)
l'unione di 魂 hún e di 魄 pò trova espressione nel corpo umano, in un numero di plessi energetici(punti o cavità) da cui si diramano dei nervi o canali energetici lungo i quali circola l'energia Ch'i . dai 108 principali (come nell'ayurveda) si dipartono dei canali che intersecandosi danno origine ai 12 meridiani della medicina cinese.
a loro volta i punti di intersezioni dei dei dodici meridiani creano dei nuovi percorsi, nascosti, i cosiddetti 8 canali psichici. i due canali psichici principali sono oggetto della "meditazione" del piccolo circuito celeste. il primo è il canale dell'energia femminile, discendente, ed è detto REN MAI o vaso/strada del concepimento che ha inizio sotto il labbro inferiore e termine al punto del perineo (muladhara) detto punto del Fondo del mare .

Il secondo è il canale dell'energia maschile, ascendente , ed è detto DU MAI o vaso/strada del Governatore. ed ha origine nel punto del Fondo del mare (HUIYIN o o HAI DI o Muladhara cakra)per terminare in un punto del palato detto "stagno del Cielo" (Tien Tzie) o "spirale del drago" (Lung Chuan)

il piccolo circuito celeste(SHAO CHOU TIEN) consiste nel collegare questi due canali tramite la lingua. Questa operazione di collegamento è detta DA CHIAO o Costruzione del Ponte. un'altra operazione essenziale è il sedersi in Padmasana (o ardha padmasana o siddhasana). senza incrociare le gambe non è possibile realizzare il piccolo circuito celeste (ovvero la spontanea circolazione dell'energia lungo la schiena e lungo il la parte anteriore del corpo) perchè i canali delle gambe sono i più "grandi". in piedi o in posizioni che non prevedono l'iperflessione e la sovrapposizione delle gambe , secondo i Cinesi, l'energia troverebbe facile sbocco nelle cosce, nei polpacci nei piedi e non si accumulerebbe in "quantità sufficiente" per innescare la piccola circolazione celeste.
lo scopo primario della meditazione del piccolo circuito celeste è quello di sciogliere tre NODI (SAN GUAN o tre cancelli) situati sulla colonna vertebrale, negli stessi punti in cui i praticanti di kundalini yoga pongono i tre nodi della conoscenza (Brahma granthi, Visnu granthi e Rudra granthi). il Primo è detto WEI LU ed è situato nella zona del sacro. il Secondo è detto JUR Gi o MING MEN (porta della Vita) ed è situato all'altezza del cuore , il terzo è detto YUGEN (cuscino di Giada) o NAOHU (porta del Cervello) ed è situato sulla nuca in corrispondenza con Ajna Cakra. quando l'energia comincia a fluire spesso i muscoli ai lati della colonna si muovono e sollevano, come se un serpente si fosse infilato nella schiena. quando l'energia riesce a salire alla testa, il movimento esteriore si placa e si avverte un formicolio o una specie di intorpidimento che dalla nuca si trasferisce al punto in mezzo alla fronte.
un altro sintomo della salita dell'energia è , a volte,un dondolio ritmico del corpo .
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RUJING E SONG
la pratica del piccolo circuito celeste è relativamente semplice. il problema sono i preliminari.
ovvero assumere la giusta posizione (DIAOSHEN), la giusta respirazione (DIAOXI), il giusto stato mentale (YISHOU o mantenere l'attenzione focalizzata).
La giusta posizione è la più comoda che si può assumere con le gambe incrociate , la schiena diritta, i muscoli del collo e le spalle rilassate gli occhi socchiusi (nè aperti per non rischiare di farsi distrarre nè chiusi per non rischiare di non sprofondare nell'immaginazione) . la giusta respirazione è la respirazione sottile leggera e controllata. il giusto stato mentale è quello che scaturisce da RUJING e per alcuni, coincide con RUJING
Rujing formato probabilmente dagli ideogrammi 靜 jìng che vuol dire quiete, pace, calma e dall'ideogramma 入 rù che letteralmente significa entrare [in uno stato o paese straniero), andare in un luogo , trovare un legame con.... quindi rujing significa entrare nel territorio della quiete. come fosse non uno stato d'animo ma un luogo.
ma , jing con la stessa pronuncia , si può scrivere anche 鏡 jìng che significa specchio. 入 rù鏡 jìng starebbe quindi per "entrare nel paese dello specchio". traduzione assai evocativa.
Rujing, qualsiasi cosa significhi, è lo stato dal quale partono tutte le tecniche operative della meditazione taoista.
si tratta di capire cosa sia effettivamente Rujing e come lo si possa raggiungere/realizzare. nella cina moderna RuJing è inteso come "distacco dalle attività mentali". in altre parole RuJing è "la soppressione delle modificazioni della mente".
鬆 sōng , è formato dall'ideogramma che si pronuncia alla stessa maniera 松 sōng che significa pino e dai segni 竹 zhú che significa bambù e 尸 shī che significa sia cadavere che "attore che interpreta la morte o il cadavere"
松 sōng = pino è invece formato dai segni 戈 gē che significa lancia. 金 jīn che significa oro 木 mù che significa albero-legno.
Rujing è formato da 入 rù che significa entrare in un paese o in un luogo 人 rén Uomo/persona e 竹 zhú che vuol dire Bambù.
靜 jìng che vuol dire quiete, pace, calma . sua volta è composto da: 手 shǒu che vuol dire mano (ma anche "potenziale artefice") 月 yuè che vuol dire luna ancora 月 yuè (月月 yuè yuè significa "ogni mese") 尸 shī che vuol dire cadavere . 木 mù che vuol dire albero, legno.
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PERCEZIONE ED UTILIZZAZIONE DEL QI
per i cinesi vi sono nel corpo umano 108 punto o centri o cavità dai quali transitano dei canali di energia. i punti principali sono quelli attraverso passano e si intersecano i canali principali detti meridiani. questi punti principali formano dei percorsi, come le stelle formano le costellazioni, detti Canali Psichici o Canali segreti, che vanno attivati/aperti per avere accesso alla meditazione realizzativa.
i canali segreti più importanti sono il canale dell'energia discendente o vaso della Concezione (REN MAI) ed il canale dell'energia ascendente o Vaso del Governatore (DU MAI). il vaso della concezione (energia femminile) ha origine sotto la radice della lingua in un punto che possiamo assimilare al chakra della gola o vishuddha cakra. E passando per il punto del cuore o tanTien mediano (Anahata cakra) per l'ombelico (nabhi cakra) e per il punto dell'energie sessuale o tan tien inferiore (svadhistana cakra) arriva fino al punto del perineo (muladhara cakra).
il vaso del Governatore, energia maschile, ha origine nel perineo (Muladhara cakra) e passando lungo la colonna vertebrale, la nuca ed il cranio, passa dal punto detto castello giallo posto tra il sole e la luna, ovvero il punto al centro della fronte o tan tien superiore (ajna cakra) ed arriva fino al punto del palato (Talu cakra)
il piccolo circuito celeste consiste nel far risalire l'energia fenmminile lungo il vaso del governatore e nel farla discendere, purificata, lungo il Vaso della Concezione.
l'energia femminile [che in questo caso prende il nome di chi o meglio 氣 QI o XI che sta per gas, aria, tempo atmosferico,energia vitale, vapore ma anche atto dell'arrabbiarsi ed è formato dai segni:
人 rén= uomo, persona 弓 gōng = arco (l'arco inteso come arma) 火 huǒ= Fuoco 木 mù = albero/legno]
incontra tre nodi, tre cancelli o strettoie da sciogliere , aprire o allargare: il primo è nella zona del sacro (Brahma granthi). Il secondo è nella zona del cuore (Visnu granthi). il terzo nella zona tra la nuca ed il cervelletto (Rudra granthi).
l'energia femminile non sale naturalmente.
bisogna prima "accendere il fuoco" (nello Yoga delle energie si parla di Kundalini Rotonda risvegliata dal vento del desiderio, una modificazione di Apana vayu). accendere il fuoco significa far affluire energia/luce dal punto in mezzo alla fronte alla zona genitale (svadhistana) attraverso una serie di tecniche di respirazione, sensibilizzazione, visualizzazione analoghe a ciò che si incontra nella tradizione indiana e nella tradizione tibetana.
l'aumento di energia nel tan tien inferiore (Svadhistana) è percepibile come un'aumento di temperatira localizzato sotto l'ombelico , una serie di scosse e formicolii che interessano la zona del bacino, i genitali, il sacro, una sensazione di "pienezza e di dolcezza " come se i pori della pelle fossero sul punto di aprirsi e versare miele all'esterno. accumulata abbastanza energia QI nel basso ventre questa non si rovescia spontaneamente nel perineo se non quando i canali sono già "aperti". occorre quindi utilizzare la "mente". per poter spostare l'energia è necessario dapprima imparare percepirla per esempio nelle mani (spirali dei polpastrelli e centro del palmo) e poi ad indirizzarla consapevolmente verso determinati punti all'interno o all'esterno del corpo. il Qi è percepibile tra le mani dapprima come calore, poi come campo magnetico, come una serie ritmica di punture di spillo, come fluido. solitamente unendo le mani davanti alla fronte si percepisce una qualche reazione al centro della fronte. come se il callo che divide i due emisferi celebrali fosse in qualche modo collegato a questa percezione/emissione di energia(?). una volta che si è imparato ad indirizzare il Qi si può utilizzare ad esempio la espirazione, per "farlo" scendere dal tan tien inferiore (svadhistana) al muladhara ed al sacro. l'accumulo di energia al sacro può essere doloroso. si ha avolte l'impressione di qualcosa "che non passa". A volte la sensazione provoca un aumento di calore ed energia nella zona genitale fino ad arrivare ad emissioni di sperma o di fluidi vaginali. altre volte si ha un eccessivo aumento di energia nella zona del ventre. altre volte il corpo si mette a dondolare avanti ed indietro o in maniera circolare e gli arti si muovono spontaneamente ed in maniera incontrollata. la discesa, in espirazione del 氣 QI dal punto sotto l'ombelico all'osso sacro, è il primo passo della pratica del circuito celeste.
***
INVERSIONE DELL'ACQUA E DEL FUOCO l'energia femminile , la tigre,Yin, l'acqua,

è acquattata nella zona della gola (il corpo umano è simboleggiato da una montagna con forste e corsi d'acqua nel taoismo) e, balzando, si dirige verso il tan tien inferiore ovvero il bacino delle acue inferiori, l'energia generativa e l'inconscio.
qui, riscaldata dal fuoco della mente emotiva, si manifesta nel mondo fisico come materia e fenomeno.
l'energia maschile, il dragone , yang, il fuoco
è in attesa nella zona del perineo (muladhara cakra), pronto a volare verso la sua dimora: il cuore celeste (nel corpo il punto in mezzo alla fronte, ajna cakra).
il movimento naturale è questo : l'acqua (la tigre)va in basso e il fuoco(il dragone ) va in alto. così l'anima si scinde , nel momento della morte, in spirito ([b]Hun) che vola in alto e anima corporea (po) che precipita in basso. l'alchimia interiore consiste nella rettificazione mercuriale o inversione delle energie: la tigre deve risalire ed unirsi al dragone nel "castello giallo". non si tratta di un processo naturale.
riportando il discorso in termini di yoga manas (vishuddha cakra) alimentato dalla mente emotiva( buddhi- manipura cakra) genera la forma grossolana in Citta(svadhistana cakra) che trova espressione in muladhara cakra.
alimentandola con "il fuoco del desiderio" questa energia anzichè "precipitare" in muladhara, si riscalda. riscaldandosi diviene più fluida e può salire dapprima come liquido ovvero energia sessuale 精 jīng, poi come energia spirituale
神 shén , che viene usato per enerigia spirituale, essenza divina, creatura sovrannaturale, è formato dai segni: 戈 gē che vuol dire lancia. 火 huǒ che vuol dire fuoco. 中 zhōng che significa "dentro", "al centro di..." e 田中 Tiánzhōng che significa campo interiore.
Shen è quindi la lancia di fuoco che si trova nel campo interiore.
l'energia vitale quindi, nella alchimia interiore taoista, ha tre diversi livelli: normalmente la si chiama QI. incamerando il QI e riscaldandolo con il fuoco del desiderio si ottiene la sua trasformazione in JING. operando la rettificazione mercuriale JING si trasforma in SHEN.
I diversi termini sono qiuindi, secondo me, legati ai tre nodi della conoscenza (in sanscrito Granthi). le cui posizioni indicative lungo la colonna vertebrale corrispondo ai tre "campi dell'energia o DAN TIAN che significa campo 田tián di cinabro 丹 dān o Campo Rosso.
***
TANTIAN
il primo passo del piccolo circuito celeste consiste quindi nel passaggio dell'energia QI (CHI o CH'I secondo diverse translitterazioni) dal TAN TIAN (o TAN TIEN ovvero campo rosso o campo di cinabro , dove il Cinabro è MERCURIO ROSSO) all'osso sacro passando attraverso i genitali , il perineo e l'ano. E' ovvio che per far circolare un qualcosa occorrerà prima sapere cosa si fa circolare. se devo riempire una bottiglia con il latte dovrò sapere cosa è il latte. se devo riempire una bottiglia con la benzina dovrò sapere cosa è la benzina. altrimenti mi troverò a versare del latte nel serbatoio dell'auto ed a mettere la benzina nel Biberon.
per cominciare la pratica di tecniche operative taoiste dovrò prima percepire la circolazione delle energie nel corpo e nell'ambiente. se non si percepisce l'energia QI è completamente inutile passare le ore a fare movimenti di Qi Gong o forme di ciò che adesso è chiamato tai chi chuan. sul Tai chi chuan ci sarebbe da parlare per ore. per ragioni di mercato si è finiti per intendere per tai chi chuan qualcosa di completamente diverso da quello che era alla fine del 1800, quando si è sviluppato.
In cinese (tradizionale ) è 太極拳 tàijíquán, dove : 太 tài significa estremamente,il più alto, il più grande, il "troppo" 極 jí non è il Qi (Chi o Ch'i) ma è un'altra maniera per dire estremamente, all'estremità e significa anche in Cima e polo geografico. scomponendolo nei segni originali si arriva alla definizione "UN FIUME - UN ALBERO". 拳 quán significa pugno ed è usato per boxe e lotta.
i due ideogrammi 太極 TAIJI insieme assumono il significato di estremità dell'estremità ovvero di sorgente di tutte le cose, causa ultima della manifestazione.
per usare un termine sanscrito è come dire il pugno di Isvara. è evidente, per me, che si tratta di una cosa diversa da una tecnica di lotta o una tecnica per la salute.
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per prima cosa quindi il praticante deve apprendere a percepire il QI. deve sviluppare la tecnica dell'ascolto, spostando l'attenzione della mente sulla percezione interna o propriocettiva, acquisendo una sensibilità quasi febbrile.
le tecniche sono molteplici , ma di solito si basano su azioni fisiche (digito pressione, massaggio a sfregamento, massaggio percussione) unite al controllo/ascolto della respirazione ed all'uso di visualizzazioni, mantra , suoni ed un particolare uso del dialogo interiore simile a quello del Training Autogeno di shultz.
facciamo un esempio pratico(le varianti sono moltissime): in piedi o seduti in una posizione comoda si scuotono le mani e le braccia per attivare la circolazione sanguigna. si rilassano le spalle ruotandole avanti ed in dietro, sollevandole e facendole cadere ripetutamente.
quando le mani e le braccia sono "calde" con le dita della mano destra (o il contrario, di solito si considera la mano destra maschile e la mano sinistra femminile) si preme l'unghia del pollice sinistro inspirando e si allenta la presa espirando.
si ripete un certo numero di volte (solitamente 9 o un multiplo di 9) fn quando non si avverte nel pollice una sensazione "diversa"= sembra più leggero o più pesante o più caldo o più freddo di tutte le altre dita. si rpete con ciascun dito della mano sinistra. poi si preme il centro del palmo della mano con la stessa tecnica.
si valuta la differenza tra la "sensazione" della mano sinistra e la sensazione della mano destra. quindi si fa un esercizio di visualizzazione: si immaginano le ossa della mano sinistra (quella "sensibilizzata") con più precisione possibile, come se le si disegnasse nella mente. quindi inspirando si immagina che le ossa vengano compresse da una fascia elastica ed espirando si immagina che la stratta si allenti.
proseguendo si immagina che le ossa divengano sempre più morbide ed elastiche. dopo un pò si dovrebbe avvertire un formicolio e/o un senso di pesantezza e/o un aumento di calore e/opunture di spillo ai polpastrelli ed al centro del palmo.
si valuta la differenza con la mano non sensibilizzata e quindi si ripete l' operazione con l'altra mano. per aumentare l'a sensazione si possono unire i palmi della mano davanti al petto (con i gomiti rilassati e le dita verso l'alto.) e si può immaginare di inspirare dal palmo (immaginando un foro elastico che si apre conducendo l'aria nei polmoni attraverso le braccia) e di espirare attraverso le dita. dopo 9 o multipli di nove (fino a 108) respirazioni si allargano lentamente e dolcemente le mani (la sensazione , ovviamente, sarà che le si siano incollati tra di loro) e si pongono ad una distanza (tra loro) di 3-4 cm con le dita rivolte in avanti, orizzontalmente.
si immagna adesso che tra i due palmi vi sia una sostanza elastica ed appiccicosa. inspirando(dolcemente, senza rumore immaginando di prendere l'aria ad un cm dalla punta del naso) immagino di volere allargare le mani verso l'esterno ma di non riuscirci (la sostanza appiccicosa le tiene ferme). espirando (dolcemente senza rumore immagnando di mandare l'aria ad un cm dalla punta del naso)immagino di voler avvicinare i palmi delle mani ma di non riuscirci a causa della massa elastica.
dopo 9 (18-27....108) ripetizioni si dovrebbero percepire contemporaneamente l'energia repulsiva e l'energia di attrazione.
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PERCEZIONE DELLE FORZE CONTRAPPOSTE
la percezione delle forze contrapposte è il primo passo verso la percezione e l'utilizzazione delle energie sottili. non so come è definito precisamente nel taoismo. l'ho sentito chiamare zheng li e zong li, ma credo (mia supposizione)che potrebbe essere indicato con gli ideogrammi 震慄 ovvero zhènlì dove 震 zhèn indica la vibrazione del terremoto o del tuono ed è composto dai segni 女 nǚ che significa donna, femmina. 一 Yì che significa UNO, intero, totalità. 一一 yīyī che significa uno dopo l'altro, in sequenza e 月 yuè che significa luna--
慄 lì che indica il tremore della febbre e della paura ed è formato da
心 xīn che significa cuore/mente (mente percettiva) 一 yī che significa UNO 田 Tián che signica campo 木 mù che significa albero-legno
si tratta di due tipi di vibrazioni diverse, quella più potente (come il rombo del tuono o la scossa di terremoto) contiene graficamente il segno della luna (月 yuè) e della donna (女 nǚ che però si legge anche rǔ che vuol dire sia 1000 che TU)
la seconda , più debole (brivido di paura o di febbre), contiene graficamente il segno del cuore mente (心 xīn) e il segno del campo(田 Tián).
la vibrazione del tuono e del terremoto è in qualche modo esterna. se c'è una scossa tellurica il mio corpo vibra a causa del terremoto, l'impulso proviene dall'esterno, tutti coloro che sono vicino a me tremano alla stessa maniera.
la vibrazione della paura o della febbre è in qualche modo interna. se ho la febbre l'impulso a tremare viene dall'interno, coloro che sono vicini a me , se non hanno la febbre, non tremano.
comunque sia la percezione delle due forze contrapposte nelle mani è un "fenomeno" non casuale e ripetibile. sempre che non si abbiano delle tensioni eccessive alle mani ed alle spalle o problemi legati alla funzione afferente del sistema nervoso.
i nervi umani sono formati da fibre diverse chiamate efferenti ed afferenti. le fibre efferenti sono quelle che partono dal cervello ed arrivano alla periferia ovvero alle terminazioni nervose . le fibre afferenti sono invece quelle che dalla periferia arrivano al cervello.
i nervi delle zone più sensibili (mani, piedi, labbra, genitali) sono composti sia da fifre afferenti che da fibre efferenti. ciò significa che la percezione e l'invio di informazioni tramite impulsi elettrici è contemporanea.
la presa di coscienza della possibilità di percepire contemporaneamente queste due diverse "vibrazioni"- correnti elettriche, provoca uno sviluppo della sensibilità, intesa come creazione di nuove sinapsi (reti di neuroni) e quindi come sviluppo di una sempre maggiore sensibilità.
l'esercizio della percezione delle tensioni contrapposte sviluppa quindi il "senso interno" ovvero la capacità di "ascolto" (nella fisiologia occidentale si parlerebbe di propriocettori ed enterocettori).
una volta sviluppata la capacità di ascolto nelle mani si può lavorare con il resto del corpo applicando il medesimo procedimento descritto per le dita e per i palmi delle mani.
oppure si possono utilizzare la visualizzazione e il dialogo interiore.
per dialogo interiore intendo esattamente il parlare(senza emettere suoni) con se stessi , scrivendo nella mente o pensando le parole delle frasi scelte, articolando mentalmente lettera per lettera.
le frasi e le visualizzazioni in questo caso sono soggettive perchè devono risultare evocative per il praticante.
facciamo un esempio:
immagino che alla radice del naso vi sia un foro elastico (una vagina il più delle volte). inspirando immagino che l'aria entri sotto forma di luce bianca o dorata, oppure di fumo bianco, oppure di liquido piacevole alla vista e al tatto (oro liquido, miele ecc). prendiamo l'esempio della luce.
inspiro(dolcemente e sottilmente) e la luce d'oro penetra nel foro alla radice del naso. trattengo il fiato per un paio di secondi ed immagino che la luce si muova nel cranio illuminandolo dall'interno (e/o pulendolo dalle impurità come un getto d'acqua toglie il fango dalle scarpe). espirando "osservo" la luce che esce dal foro della fronte.
continuo (9.18....108 cicli) fin quando non avverto una sensazione "insolita) alla fronte ed alla testa: formicolii, leggerezza, calore, pressioni leggerepiacevoli e ritmiche. se si avvertono sensazioni negative o dolorose si deve interrompere immediatamente la pratica. porto l'attenzione sulla sensazione della fronte e comincio il dialogo interiore: Inspirando penso o disegno nella mente (per esempio) "LA (MIA) MENTE E' CALMA" in apnea penso o disegno nella mente(per esempio) "E" espirando penso o disegno nella mente (per esempio) " RILASSATA" continuando a seguire mentalmente la luce che si allontana verso l'orizzonte.
una volta constatato un cambio dello stato psicofisico ( maggiore calma, aumento "piacevole" delle sensazioni al cranio, alla nuca, alla fronte, rilassamento dei muscoli del viso) porto l'attenzione alla gola. immagino un foro elastico (una vagina) e ripeto il ciclo di respirazioni con la visualizzazione (per esempio) della luce d'oro. quando avvero una sensazione insolita e non spiacevole all'altezza della gola, comincio il dialogo interiore ( si possono effettuare contemporaneamente dialogo e visualizzazione ma c'è bisogno di una buona capacità di concentrazione) scegliendo una frase che sia per me evocativa (p.e. la mia gola è aperta e rilassata e/o le parola sgorgano come acqua da una sorgente) ricordandosi di non forzare mai le fasi della respirazione .
procedo poi a considerare con le stesse modalità il centro del petto con le stesse modalità ( "Il mio cuore batte lento e potente") la zona dello stomaco (lo stomaco è rilassato , oppure fegato e milza sono caldi umidi e rilassati ecc.), la zona sotto l'ombelico(il mio ventre è elastico e pieno di energia) e la zona dei genitali.
si può provare ad immaginare che l'aria entri dal glande ( del pene o del clitoride)e riempia la zona dei genitali e del perineo ed espirando si visualizza la sua risalita lungo la colonna attraverso l'osso sacro. il dialogo interiore deve riguardare i genitali (per esempio : i miei genitali sono caldi e pesanti) quando si avverte un aumento di calore, formicolii, vibrazioni nella zona del basso ventro e degli organi genitali( sensazione che viene accentuata se inspirando si tirano su i muscoli dell'ano) si procede alla pratica della circolazione dell'energia.
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CIRCOLAZIONE DELL'ENERGIA DAL TANTIAN INFERIORE AL SACRO
si è detto che la manifestazione è dovuta alla"fecondazione (per così dire) di un principio femminile che abbiamo chiamato Vita o Divenire, ovvero 命 MING
da parte di un principio maschile che abbiamo definito Essere, ovvero
性 XING.
XING e MING si esprimono attraverso 5 venti o energie (analoghi ai 5 vayu o Prana della tradizione indo tibetana:
魂 Hún che significa spirito 魄 Pò che significa anima 氣 QI che significa energia vitale, vapore 精 jīng che significa sperma, energia sessuale, elisir 神 shén che significa essenza divina, energia spirituale.
魄 Pò è l'energia che porta in basso con funzioni identiche o quasi all'APANA VAYU dello Yoga 魂 Hún è l'energia che conduce in alto con funzioni udentiche o quasi all'UDHANA VAYU dello Yoga.
allo stato "normale" di esistenza i 5 venti od energie seguono la direzione dell'energia femminile discendente Pò .
L'alchimia interiore ha come fine quello di reindirizzarli secondo la direzione del vento ascendente Hún . per far ciò si comincia ad accumulare l'energia QI nella zona della generazione (Svadisthana cakra con funzioni di Citta, nello Yoga) definita in cinese 丹 dān 田 tián o campo rosso (campo di cinabro-campo del mercurio rosso).
L'accumulo di energia (ottenuto tramite esercizi fisici,esercizi respiratori, assunzione di determinati liquidi ed alimenti) solitamente sfocia in uno sviluppo dei muscoli, del grasso, della salute fisica, del desiderio sessuale. il desiderio sessuale trasforma il QI (CHI o XI o CH'I) in Essenza che fuoriesce come liquido seminale o, unendo le due essenze, maschile e femminile,da luogo ad una nuova vita terrena.
nell'alchimia interiore questa energia viene invece "indirizzata "lungo la colonna vertebrale, nel canale detto DU MAI o vaso del Governatore. lungo questo canale l'energia incontra tre nodi da sciogliere o tre cancelli analoghi ai tre nodi (granthi) della tradizione indiana.
nell'immagina successiva che ritrae la colonna lateralmente, anteriormente e posteriormente abbiamo evidenziato in rosso il punto di "entrata" dell'energia" (il foro corrispondente al filum terminale) e, indicativamente , le zone corrispondenti ai tre nodi o cancelli.

una volta accumulata energia nel 丹田 dāntián inferiore, si procederà a spingerla verso il perineo e l'ano. i metodi per indirizzare l'energia sono vari: se si è nella posizione di meditazione, con la lingua rivolta al palato, per esempio, dopo un pò si svilupperà una grande quantità di saliva. si cerca di ingoiarne una piccola parte e di seguirne il percorso(inspirando) fino all'addome (sotto l'ombelico) qui si immagina, espirando, che goccia a goccia scenda sul pavimento pelvico e nel perineo. si continua così per un pò: inspirando si conduce la goccia mentalmente sotto l'ombelico- espirando la si fa scendere al perineo (9-18....108 cicli respiratori) quando si avvertirà una sensazione di gonfiore e calore e o vibrazioni al perineo si comincerà a prolungare il percorso fino all'ano.
continuando si avrà probabilmente una sensazione nella zona del coccige e del sacro, come un turgore, o una vibrazione o calore o tutti e tre insieme.
per aumentare la sensazione, a questo punto, si può massaggiare la zona del sacro con le mani, oppure con un panno di seta si può strofinare la zona del perineo, dell'ano, del sacro, fino a riscaldarla.
a quel punto si tenta di far risalire l'energia lungo il sacro. si immagina il sacro come un triangolo di gomma bianca, e le vertebre come palline di gomma bianca. inspirando si tirano su i muscoli dell'ano e si immagina che sotto forma di un liquido denso entri nel foro del filum terminale ed arrivi a bagnare la 5a vertebra lombare. espirando si rilassa il bacino e si immagina che il liquido torni al perineo. si procede salendo di una vertebra per volta (5-4-3-2-1- lombare ) e ripetendo fin quando non si avverte una sensazione di espansione ed una sensazione di calore diffusa della zona lombare .
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MING TANG: IL CANCELLO DEL CUORE
Nelle tecniche preliminari alla pratica del "piccolo circuito celeste"una volta sensibilizzata la zona sacro lombare, si passa al secondo "cancello" o nodo della conoscenza: il nodo del cuore. uno dei suoi nomi è Ming Tang.
Se l'apertura del "cancello " della zona lombo sacrale può portare ad una fase ( ripetuta più volte in certi casi)di "evacuazione" fisica (diarrea, emorregie ecc) e psichica, lo scioglimento del nodo del cuore si esplica , talvolta, attraverso fenomeni psichici particolari accompagnati da sogni lucidi, incubi, visioni, distorsioni della percezione. (e non solo) il nodo del cuore è formato dal plesso della gola e dal plesso cardiaco, mentre il nodo del ventre è formato dal plesso del perineo (muladhara cakra) dal plesso genitale (svadhistana) e dal plesso dell'ombelico (manipura o nabhi cakra).
sarà utile forse ricordare alcune nozioni riguardanti la manifestazione dell'essere:
i cosiddetti nodi della conoscenza sono legati alle cinque guaine corporee: la guaina dell'alimentazione, o corpo fisico, è in qualche modo considerata la precipitazione/manifestazione di un qualcosa, un impronta, generata nella guaina delle energie (corpo psichico) dall'unione della mente manasica (nello yoga vishuddha cakra o plesso della gola ) con la mente emotiva (nello yoga manipura cakra o plesso dell'ombelico)
il prodotto di queste nozze alchemiche è un impronta che si forma nel centro della generazione e del potere sessuale, svadhistana cakra.
svadhistana cakra rappresenta l'inconscio, manipura la mente emotiva, vishuddha la mente manasica.
in altre parole vishuddha svolge la funzione di Citta (acque inferiori-sostanza mentale), manipura la funzione di buddhi (luce fuoco) e visuddhha (attraverso ananhata cakra o plesso del cuore) la funzione di manas ( aria o mente percettiva).
se si immaginano le acque inferiori come un enorme e profondissimo lago,le vrtti o modificazioni della mente sono le onde provocate dal vento (mente manasica) rese visibili dalla luce (buddhi) e circoscritte dalla terra (ahamkara)
questa unione tra manas-piano di anahata (ananhata cakra e vishuddha cakra) e Buddhi (manipura cakra) genera nell'acque inferiori (svadhistana cakra) uno stampo che sul piano fenomenico diviene oggetto grossolano.
facciamo un esempio (non corretto dal punto di vista alchemico, ma che , forse, può aiutare a visualizzare il processo)
riscaldiamo del piombo su un fornello. il piombo è l'elisir che discende dalla gola . il fuoco del fornello è il calore delle emozioni.
adesso prendiamo il piombo liquido e buttiamolo in una pentola piena di acqua fredda.
si produrranno delle forme che assomiglieranno ad animali, piante, oggetti di uso comune. ovvero la realtà grossolana.
sciogliere il nodo di Brahma (primo cancello nel taoismo) significa portare in emergenza anche quelle forme che erano allo stato latente, sepolte nell'inconscio, una specie di presa di coscienza del rimosso nella psicologia freudiana.
il primo cancello rappresenta il punto di contatto tra il mondo di veglia e il mondo del sogno. ovvero ltra la coscienza legata alla guaina grossolana (annamayakosa) e la guaina delle energie (pranomayakosa).
la guaina delle energie è partecipe sia della realtà fisica (il corpo senza energia sarebbe un vuoto feticcio, un abito senza niente dentro) che della realtà fisica, costituita da ciò che in sanscrito è detto visva e da ciò che è detto taijasa.
vi sono due diversi piani di taijasa, che potremmo definire inferiore e superiore. un'esempio che può aiutare a capire questo concetto è la percezione di due diverse qualità di sogni. vi sono dei sogni collegati in tutto e per tutto alla realtà empirica, aciò che ci è accaduto prima di addormentarci ed a ciò che accade durante il sonno (rumori, cambi di temperatura, cambi di posizione) ci sono dei sogni che invece sembrano illuminati da una luce diversa e che sembrano non collegabili direttamente alla realtà empirica. sono questi ultimi, i sogni che definiamo significativi o numici.
il secondo cancello è il punto di contatto tra la guaina delle energie (pranomayakosa) e la guaina mentale (manomayakosa)ed è collegato al piano del cuore (anahata cakra e vishuddha cakra).
i cinesi lo definiscono MING TANG e MING TANG è il nome che essi danno al quadrato magico ovvero il percorso matematico-geometrico utilizzato per la costruzione del palazzo imperiale e per la divisione delle terre dell'impero.


di fatto il ming tang è un Mandala (significano palazzo tutte e due le parole). rappresenta il cuore /centro dell'uomo, rappresenta il mondo empirico e rappresenta l'universo. nella Circumbaulazione del Ming tang che "officiava" ad ogni primavera,l'imperatore cinese toccava tutte le direzioni in senso orario.
"12" direzioni, come i "dodici soli".
il quadrato è infatti composto da una posizione centrale (la Terra) indicata dal numero cinque, attorno alla quale sono disposti i numeri da uno ad otto.
i numeri dispari sono i lati e rappresentano i quattro ingressi del "mandala". i numeri pari sono gli angoli e vengono divisi in "due" dando vita alla trasformazione dell'8 in 12(?).
questa cervellotica disposizione può indicare un principio alchemico, un fenomeno sperimentato dai praticanti di meditazione.
innanzitutto c'è da notare che il numero cinque al centro rappresenta la TERRA. ma questa Terra non rappresenta ciò che è la terra, ad esempio, nell'alchimia interiore indiana, ma è la sostanza di base di tutti gli elementi. svolge il ruolo che nello yoga è attribuito all'Etere o Akasha.
abbiamo quindi un centro dal quale dipendono 8 fasi o tappe o luoghi che sono anche 12(?).
se cerchiamo una corrispondenza con lo yoga delle energie vedremo che il plesso cardiaco è rappresentato solitamente da un loto a dodici petali rossi:

ma esiste un cakra "segreto" (due secondo alcuni...)chiamato Hrit cakra o Hrdaye cakra (padme nonpo nel tantrismo tibetano) rappresentato come un fiore di loto ad 8 petali coloro bronzo, o oro o blu:

ogni petalo è legato ad una delle otto siddhi principali.
le siddhi sono i poteri psichici ovvero la possibilità di agire direttamente sul piano empirico dal piano delle energie. in pratica la contemporanea coscienza della sfera di "Veglia" e della sfera di "Sogno" .
per sensibilizzare la zona del secondo cancello (MING TANG o VISNU GRANTHI) occorre passare attraverso una delle zone di "vuoto" del corpo umano.
la definizione taoista Femmina Misteriosa oltre ad indicare la Via stessA(il DAO) indica anche le zone di vuoto presenti nel corpo umano.
una di queste zone è situata in corrispondenza con il plesso solare.
quando l'essere umnano percepisce il VUOTO dentro di se (e non solo) tende naturalmente a "riempirlo".
come il vuoto mentale viene riempito da pensieri, così il vuoto corporeo è riempito da tensioni muscolari di vario genere. questo tipo di vuoto va invece "coltivato", non riempito, perchè solo l'energia femminile purificata (la Tigre) unita al principio maschile(il dragone), quando sarà il momento, potrà utilizzarlo come ricettacolo per dar vita ad un "nuovo" ente.
ma il vuoto fa paura. ed ecco che un processo semplice come il rilassare la zona del plesso solare si trasforma per i più in un'esperienza dolorosa o addirittura terrificante.
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PLESSO SOLARE una tecnica per ripulire il plesso solare è quella di praticare la "respirazione sottile" "aspirando" contemporaneamente, in inspirazione, la lingua ed i muscoli dell'ano.
in posizione seduta, facendo attenzione a rilassare i muscoli del collo a spostare un pò in avanti la zona lombare, si visualizza un elastico che collega lo sterno all'ombelico. si appoggia la lingua sul palato molle .
inspirando in maniera sottile si tirano su i muscoli dell'ano e, facendo attenzione a non contrarre spalle e collo, si risucchia la lingua verso l'alto. espirando si stende leggermente la testa verso l'alto(senza alzare le spalle) e si rilassa il bacino. il tirare "su" i muscoli dell'ano provoca l'abbassamento del sacro. il tirare "su" la lingua provoca l'innalzamento delle cervicali. una volta padroneggiato il "doppio risucchio" si procede a visualizzare l'elastico (meglio una fascia elastica). inspirando l'elastico viene tirato allungando ed allargando la zona dello stomaco.
espirando si immagina che si rilassi.
quando si avverte calore nella zona dello stomaco e dell'ombelico e si sente l'estensione in orizzontale delle costole basse, si inspira un pochino piàù profondamente e si trattiene l'aria. espirando si rilassa progressivamente lo stomaco e si tirano verso l'alto dolcemente , la parte alta della schiena e la nuca. nella inspirazione successiva si avvertirà la voglia di riportare verso l'alto il diaframma, ma dovremo invece pensare, inspirando, di rilassare ancora di più addome e stomaco.
la sensazione dovrebbe essere quella di aver perduto tono muscolare al ventre (si tratta di un riequilibrio in realtà) e di avere un buco all'altezza del plesso solare.
ci possono essere delle vibrazioni, rumori addominali o dei movimenti incontrollati del diaframma e/o un lieve senso di nausea .
***
LE CINQUE GUAINE ED I CINQUE PALAZZI
parlando dei preliminari del "piccolo circuito celeste" si è detto che esistono tre cancelli o nodi che vanno aperti(sciolti) per permettere la ri-salita dell'energia dal perineo fino al punto in mezzo alla fronte. tre cancelli che hanno caratteristiche analoghe a quelli che nello yoga delle energie sono definiti nodi della conoscenza (brahma granthi, visnu granhi e rudra granthi. un altra analogia significativa è quella che riguarda il "lavoro" di dissoluzione delle guaine.
sappiamo che per lo yoga l'essere si esprime sia a livello universale che a livello soggettivo, attraverso cinque involucri o guaine chiamate कोश kośa :
Annamayakosa è la guaina del Cibo; Pranomayakosa è la guaina delle energie; Manomayakosa è la guaina della mente sensitiva; Buddhimayakosa (o vijnanamayakosa) la guaina dell'intelletto; Anandamayakosa la guaina della beatitudine.
nel tantrismo le guaine sono le "stanze o corti" in cui Siva si esibisce in cinque diversi tipi di danza: la prima è detta राज rāja सभा sabhā letteralmente "corte/sala del consiglio" del Re , corrisponde ad Annamaya kosa , è "formata" dai tre cakra inferiori ed è "illuminata" dalla luce di Brahmà.
la seconda è detta देव deva सभा sabhā, o corte/sala del dio (degli dei), corrisponde a pranomayakosa , è "formata da anahata cakra e da Visudda cakra ed è illuminata dalla luce di Visnu.
la terza è detta नृत्त nṛtta सभा sabhā, o corte/sala della danza, corrisponde a manomayakosa, è formata da ajna cakra ed è "illuminata" dalla luce di Rudra.
la quarta è detta कनक kanaka सभा sabhā o corte d'oro, corrisponde a buddhimaya kosa , è formata da nada e bindu (zona superiore ad ajna cakra) ed è illuminata dalla luce di Mahesha (siva maha Isvara).
la quinta è detta चित् cit सभा sabhā o corte/sala dell'intelligenza/spirito/essere, corrsiponde a Anandamaya kosha, è "formata da sahasrara cakra ed è illuminata dalla luce di sadasiva.

ogni sala è divisa dalla altre da un muro o cancello ed è raggiungibile attraverso uno specifico sentiero (prakaram). sembra ovvio che i muri simboleggiano i nodi da sciogliere o i cancelli da aprire, e se mbra altrettanto ovvio che i nodi della conoscenza sono in realtà cinque, uno per ogni guaina.
nel taoismo il lavoro dell'alchimia interiore si svolge "all'interno di 5 corti o palazzi" .
Il primo è detto MING MEN HUANG TING GONG o Palazzo della corte gialla ed è situato nella zona del svadhistana cakra. il secondo è detto MING TANG o Corte/sala della Luce (Padiglione luminoso) ed è situato all'altezza di Anahata cakra. il terzo è TIAN MEN Porta celeste (?) ed è situato nella zona della nuca o secondo alcuni al centro delle scapole.
il quarto è detto MING GONG: o sala o della luce, situato al centro del cranio. il quinto è senza nome ed è situato sopra la fontanella (sahasrara cakra).
con il giusto lavoro di trasformazione e utilizzazione dei "tre tesori"(San Bao, ovvero QI,JING e SHEN) si entra nel palazzo senza nome dove ci si congiunge con il Vuoto.
nel tantrismo saiva nella quinta sala si realzza Siva come Sunya, ovvero come Vuoto.
 maestra taoista 
Durga
continua.... |
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Sappiamo che la meditazione su Tat Tvam Asi ¨¨ tecnica operativa. ma probabilmente non sappiamo in che consiste tale tecniche operativa.
Ripetere per centinaia o migliaia di volte Tat tvam asi o Tu sei quello, forse produrr¨¤ qualche effetto, ma a leggere i testi della tradizione advaita (vedantasara, vivekacudamani ecc.) viene da pensare che si tratti di qualcosa di pi¨´ della ripetizione di un mantra.
potr¨¤ forse essere utile , se non altro per una conoscenza eruditiva,tentare una breve spiegazione dei termini e dei concetti usati nella meditazione sul Tat Tvam Asi
cominciamo con il ricordare che i mahavakya sono quattro:
Aham Brahmasmi (Io sono il brahman)- Tat Tvam Asi (tu sei quello)- Ayam atma brahma (L'Atman ¨¨ il Brahman)- Prajnanam Brahma (la Coscienza-conoscenza ¨¨ il Brahman)-
e sono sentenze tratte dai Veda e/o dalle Upanishad.
non sono le uniche sentenze, vi sono anche , per esempio, Sarvam hi etat brahma (sicuramente tutto questo ¨¨ il Brahman) Sarvam Khalvidam Brahma(l'universo ¨¨ il Brahman) So'ham (Io sono Lui o Io sono quello) ma nell'insegnamento di samkara i quattro mahavakya (letteralmente grande -sentenza) sembrano assumere particolare importanza, tanto che l'insegnamento di ognuno dei quattro samkara math principali parte da una delle quattro sentenze. una sentenza per ogni samkara math.
ogni sentenza ¨¨ suddivisa in tre parti(पदार्थ pad¨¡rtha , che significa sostanza, oggetto del pensiero) ed innanzitutto il praticante dovra investigare (विचार vic¨¡ra , letteralmente idea, pensiero, disputa) su ciascuna di esse.
la prima parte ¨¨ detta Tvam padartha e riguarda l'elemento soggettivo, non universale del mahavakya. la riflessione su di essa sar¨¤ quindi Tvam padarthaविचार vic¨¡ra la seconda parte ¨¨ detta Tat padartha e riguarda l'elemento oggettivo, universale. la terza parte ¨¨ detta Aikya (ऐक्य ) padartha ed ¨¨ l'elemento che lega, unisce, mette in identit¨¤ universale ed individuale (Copula).
l'investigazione, che parte dall'esame ( विचार vic¨¡ra ) dei singoli elementi della sentenza avr¨¤ come fine in primo luogo, la conoscenza.
e se cerchiamo nei testi della tradizione advaita, una definizione di conoscenza scopriamo che
La conoscenza ¨¨ una ¡°attivit¨¤ comportante la trasformazione¡± (samkara ¨C upadesas¨¤hasr¨¬ - ed. Asram Vidy¨¤ ¨C parte prima, capitolo II sutra 77).
naturalmente occorre distinguere tra conoscenza relativa e conoscenza assoluta , ad intendere due diversi livelli coscenziali.
in altre parole il Tvam sar¨¤ un qualcosa legato all'individualit¨¤ (il jiva individuato per esempio) mentre il Tat sar¨¤ un qualcosa di legato all'universit¨¤ (il vero S¨¨ o Atman e "quindi" il brahman)
e questo sar¨¤ compreso dalla mente di ogni aspirante. sar¨¤ conoscenza relativa.
conoscenza assoluta sar¨¤ invece, il "realizzare" ovvero lo stabilizzare l'identit¨¤ tra Tat e Tvam.
TU ( ad esempio)¨¨ il jiva e le sue sovrapposizioni (ovvero ci¨° che impedisce di percepire che la propria natura ¨¨ quella del Brahman), sono le cinque guaine corporee. ma a seconda dei livelli coscenziali tale consapevolezza muta. risolte le guaine Il Tu ¨¨ l'atman. il Tu ¨¨ Isvara.
QUELLO (ad esempio)¨¨ il parajiva ovvero ISVARA , ma isvara ¨¨ la determinazione prima. ¨¨ , il corpo causale universale. continuando l'indagine si arriver¨¤ a Turiya e magari a riconoscere livelli (per cos¨¬ dire) successivi a Turiya.
la conoscenza quindi, come dice samkara ¨¨ attivit¨¤ comportante la trasformazione e la trasformazione (della mente) muta la comprensione del mahavakya fino a giungere alla conoscenza assolut¨¤ o identit¨¤ con il Brahman.
la percezione dipende il punto di vista del percipiente, cos¨¬ come la conoscenza dipende dal punto di vista di colui che conosce.
per indagare realmente il Tat Tvam Asi ¨¨ necessaria la presenza di un istruttore. la riflessione non pu¨° nascere se non tramite il dialogo tra maestro e discepolo o tra istruttore e aspirante
Perch¨¨ se ¨¨ vero che il dialogo avviene tramite parole, si tratta di parole che si rivolgono direttamente alla coscienza dell'allievo o del discepolo.
occorre cio¨¨, considerare la parola del maestro nell'ambito di un dialogo d'istruzione,come sovrapposizione di un ¡°suono-radice¡±.
in realt¨¤ non ¨¨ l'istruttore che parla, ma la tradizione.
nel senso che l'insegnamento tradizionale ( in questo caso l'insegnamento del lignaggio Patanjali/Gaudapada/Govinda/Samkara) sa rivolgersi direttamente alla coscienza del discepolo.
Ci¨° non toglie che non sia anche acquisito, ad un altro livello , in un altro modo e con altri "effetti", dalla mente empirica.
facciamo un esempio.
TAT TVAM ASI, Tu sei Quello, ha, chiaramente un significato esplicito ed uno implicito. per permettere di cogliere implicazioni di un'affermazione, l'advaita vedanta offre degli strumenti ben definiti, una tecnica ben definita che si pu¨° definire "logica (tarka) vedanta.
Nella logica ved¨¤nta vi sono, ad esempio tre (chiamiamole cos¨¬)tecniche interpretative, in grado di rivelare le implicazioni ovvero i significati impliciti o nascosti :
1)jahal (jahati)¨Claksan¨¤
2)ajahal (ajahati) ¨Claksan¨¤
3)jahad ¨C ajahal (bh¨¤ga)-laksan¨¤.
Jahal ¨C laksan¨¤ (cfr- sadananda-ved¨¤ntasara ed. Ashram Vidya) ¨¨ definita implicazione rimuovente. Facciamo un esempio. Tizio dice a Caio : la citt¨¤ di Livorno ¨¨ sul mare.
Ovvio che il senso letterale di questa frase sar¨¤ ¡°rimosso¡± dal senso implicito.
Difficile credere che Livorno sia costruita direttamente sulle acque .
Si presume che siano implicite le parole costruita sulla riva. (del mare)
Ascoltando quindi frase La citt¨¤ di Livorno ¨¨ sul mare il senso esplicito, diretto sar¨¤ ¡°rimosso¡± e sostituito dal significato indiretto o implicito.
Un significato che ,sebbene non espresso, sar¨¤ indiscutibile.
Ajahal- laksan¨¤ ¨¨ definita implicazione non rimuovente.
Questo si ha quando il significato letterale ¨¨ , senza il significato implicito, incompleto e/o totalmente incomprensibile.
facciamo qui il medesimo esempio citato da Sad¨¤nanda nel Vedant¨¤sara: Il rosso corre pi¨´ veloce degli altri.
Rosso ¨¨ una qualit¨¤. Ovvio che ci si sta riferendo ad un cavallo rosso, o ad un corridore rosso per capelli o abiti .
Bh¨¤ga-laksan¨¤ ¨¨ definita implicazione rimuovente-non rimuovente.
se si osserva la frase: Tu sei quel tizio che 5 anni fa si allenava nel parco con la spada cinese. Tu sei quel Tizio¡. Significa che chi sta parlando riconosce in te , ora, lo stesso Tizio di 5 anni fa.
La frase in s¨¦ sarebbe contraddittoria in quanto in apparenza TU Tizio e QUEL Tizio sono due oggetti (di conoscenza)diversi.
Ma il significato implicito rimuove la contraddizione, rivelando che non c¡¯¨¨ differenza tra il Tizio di 5 anni fa ed il Tizio di oggi.
Chi parla riconosce in Te lo stesso Tizio al di l¨¤ dell¡¯indicazione temporale e magari dei diversi vestiti che indossi e del diverso taglio di capelli.
Si tratta di un riconoscimento.
Ora sappiamo che Tu ha a che vedere con il piano di identificazione soggettivo e Quello con l¡¯universalit¨¤.
Tu ad esempio,¨¨ il Jiva e Quello ¨¨ l¡¯Atman.
Tu ¨¨ immediato ( Tu sei ineluttabilmente Tu) mentre Quello ¨¨ non immediato .
Se applichiamo lo stesso procedimento della frase ¡°Tu sei quel Tizio che 5 anni fa si allenava nel parco con la spada cinese¡±, si avr¨¤ la rimozione delle apparenti contraddizioni.
Tu e il tizio di 5 anni fa siete apparentemente diversi, ma , eliminando le sovrapposizioni , ovvero la diversit¨¤ di tempo( oggi e cinque anni fa) , luogo (qui e nel parco) non rimane altro che Tizio
allo stesso modo il TU acqua , per fare un esempio, contenuto in un vaso si identificher¨¤ con l'acqua del lago (Quello) in cui il vaso galleggia.
TAT TVAM ASI
nel caso dell'acqua contenuta nel vaso fatto galleggiare nel lago, l'acqua contenuta sar¨¤ tvam padhartha e l'acqua del lago sar¨¤ tat padhartha. nel caso del Tizio avremo TU =tvam padhartha e QUEL TIZIO CHE...= Tat padhartha
il legame, la copula, il ponte trai due (aikya padartha), ovvero il verbo Essere, sar¨¤ "effetto"dal processo di trasformazione innescato dalle tecniche (per esempio jahal (jahati)¨Claksan¨¤,ajahal (ajahati),laksan¨¤jahad ¨Cajahal (bh¨¤ga)-laksan¨¤.) che hanno svelato il significato implicito della frase " TU SEI QUELLO. |
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Buddhi - 01:06 PM, 9/16/2009 |
Si parla spesso di buddhi: ...avere accesso alla buddhi... discernere tramite la buddhi... sono frasi stranamente comuni. ma cosa è buddhi?
Buddhi è il secondo principio del Samkhya. é sinonimo di mahat, mente universale.
ci spiega cosa sia il matsya Purana, il più antico Dei 18 mahapurana , dedicato agli insegnamenti di Matsya (il pesce, primo avatar di Visnu) a Manu, il legislatore:
Mahat viene ad essere concepito distintamente come tre Dei per influenza dei tre guna, poichè è una sola manifestazione (murti) in tre Dei. nell'universale è isvara, ma considerato(sul piano dell'individualità e separazione) appartiene agli esseri individuali.
(trad. di R. Guenon)
Buddhi è il fuoco, anzi il raggio di luce che illuminando l'acqua/citta dà vita al terzo principio del samkhya: Ahamkara/terra. ciò significa che è l'intermediario tra Atma e jivatma ed al tempo stesso è ciò che dà vita al Jivatma. esattamente come il raggio del sole crea l'immagine del sole sullo specchio d'acqua.
brahma, visnu e siva sono gli intermediari tra isvara e l'individuo. अहंकार ahaṃkāra è il terzo principio del samkhya. e lo si può quindi definire come il prodotto del riflesso di Isvara sull'Acqua चित्त citta che quindi non è altro che l'insieme delle condizioni d'esistenza che danno luogo all'individualità.
ahaṃkāra è responsabile della nozione di IO अहम् aham e si può definire come "coscienza individuale". la coscienza individuale che rende possibile il rapporto con gli oggetti esterni बाह्य bāhya e gli oggetti interni अभ्यन्तर abhyantara .
questa possibilità di fruizione è detta अभिमान abhimāna che letteralmente, e su questo ci sarebbe da riflettere , significa sia orgoglio che arroganza.
gli oggetti esterni बाह्य bāhya sono ciò che l'io, grazie ad abhimāna, percepisce (percezione, percepibile=प्रत्यक्ष pratyakṣa che letteralmente significa "ciò che sta dinanzi agli occhi) gli oggetti interni अभ्यन्तर abhyantara sono ciò che l'io contempla (ध्यान dhyāna )
ciò che è percepito e ciò che è contemplato prendono assieme il nome di इदम् idam che letteralmente significa questo, ma che prende il significato di altro da Sé.
ecco che , osservando con attenzione l'ordine dei principi del samkhya ed il significato dei termini sanscriti, scopriamo che l'ego ovvero अभिमान abhimāna , inteso come l'arroganza dell'io (aham) che crede di essere diverso dagli oggetti percepiti e contemplati, è un prodotto della coscienza individuale ( letteralmente "ciò che fa l'io) अहंकार ahaṃkāra che non altro non è se non un riflesso della luce dell'intelletto बुद्धि buddhi che a sua volta non è altro se non la त्रिमूर्ति trimūrti : brahma, visnu, siva. E soprattutto è अहंकार ahaṃkāra che "produce" tutti gli altri principi (तत्त्व tattva) di ciò che chiamiamo manifestazione.
è ahamkara infatti che "produce" i cinque elementi sottili तन्मात्र tanmātra che a loro volta produrranno i cinque elementi grossolani o भूत bhūta (parola che curiosamente significa "fantasma"!)e le 11 facoltà , ovvero i cinque sensi ,i cinque organi di azione ed il manas.
मनस् manas che traduciamo spesso con mente percettiva o senso interno è in realtà tutto ciò che definiamo ragione,memoria, immaginazione in relazione all'individualità.
tutto ciò che riguarda il pensiero ed è formale è manas.
cosa significa questo?
significa, secondo me, che quando si dice che occorre uccidere l'ego (inteso come ahaṃkāra) o che il manas è il demonio o li connotiamo comunque di negativo, si è per lo meno superficiali. senza ahaṃkāra non vi è possibilità di manifestazione formale. senza manas (che è prodotto direttamente da ahaṃkāra non vi è niente di ciò che definiamo pensiero o ragionamento o ideazione o fantasia .
ahaṃkāra è produzione prodotta. è ciò che produce il Formale. बुद्धि buddhi riguarda invece ciò che è Informale. non è in alcun modo rappresentabile ,immaginabile o percepibile se non tramite i suoi effetti ed i suoi effetti altro non sono che ahaṃkāra e ciò che da ahaṃkāra procede.
uccidere l'ego significa uccidere, per ciò che riguarda la coscienza individuale, la manifestazione formale.
vuol dire far scomparire l'universo.
Isvara quindi, inteso come ventiseiesimo tattva, rappresenta l'insieme di formale ed informale.
informale è ciò che non è percepibile (प्रत्यक्ष pratyakṣa) nè contemplabile (ध्यान dhyāna).
l'identità con isvara [che coincide in questo caso con मूल mūla (radice)प्रकृति prakṛti ] non implica ciò che alcuni definiscono uccisione dell'ego ahaṃkāra perchè il senso dell'Io è sempre esistente a livello potenziale, essendo una determinazione (riflesso) di Buddhi o महत् mahat (assimilabile al Logos).
mantenere intatte tutte le visioni in contemporanea, riferito agli oggetti di una stanza, è , credo,uno degli obbiettivi, ad esempio, delle danze sacre. i dervisci "ruotanti" girano su se stessi, su un asse centrale,osservando (almeno nel passo base che ho sperimentato, almeno secondo me...) la mano sinistra o un dito della mano sinistra. la mano(o il dito) è sempre "a fuoco". l'ambiente esterno(intendendo per ambiente la stanza in cui si sta"girando" , le mura, il pavimento,il soffitto, gli oggetti , le persone) è invece "fuori fuoco". dopo un pò, almeno per la mia esperienza personale, si perde la sensazione del movimento. sembra di star fermi e tutto l'ambiente esterno (le mura, il pavimento,il soffitto, gli oggetti , le persone) sembra srotolarsi dinanzi al danzatore, come se si fosse acquisita la visione a 360° o come se riuscissimo a vedere la stanza da tutti i punti di vista. tutto è fermo e tutto è davanti a noi.
l'unica cosa che non si può vedere è l'osservatore. anche utilizzando uno specchio non si vedrà altro che l'immagine riflessa , e quindi invertita, dell'osservatore.
il "centro coscienziale" non è percepibile se non indirettamente: se "vedo" l'esterno c'è evidentemente qualcuno che vede e che è cosciente di vedere.
se torniamo ai 25 prinicipi del samkhya vediamo che da प्रकृति prakṛti procede बुद्धि buddhi e da buddhi procede अहंकार ahaṃkāra .
ma ahaṃkāra può vedere o è comunque, strumento del vedere del jiva ?
è stravagante, se ci si pensa, che tra i principi del samkhya non vi sia l'Io /अहम् aham , ma vi sia invece ahaṃkāra dove कार kāra significa facitore, autore colui che causa o costruisce qualcosa (कारण kāraṇa significa causa e करण karaṇa strumento).
come "costruisce " l'io ahaṃkāra ?
il quarto principio del samkhya è शब्द śabda che significa suono o parola o potere sonoro o pèotere auditivo.
śabda è il primo dei तन्मात्र tanmātra parola che letteralmente significa: atomo, essenza,elemento sottile ma che secondo il Nirukta (l'arte indiana dell'etimologia) va letto come तत् tat मात्र mātra ovvero misura, quantità, quantificazione di Quello.
in altre parole si può dire che il jiva individuato desidera conoscere e per far ciò si costruisce, per così dire, gli strumenti per farlo.
il primo strumento è il suono che si propaga nel (e si può identificare con ) l'etere o spazio , in sanscrito आकाश ākāśa .
il suono शब्द śabda almeno potenzialmente contiene già la suddivisione interno/esterno e le direzioni.
ovvero la potenziale capacità di spostare l'attenzione in un punto piuttosto che in un altro.
ovvero la possibilità di muoversi e percepire il movimento.
il suono è trasportato dall'aria o vento.
nel suono è quindi implicito (procede cioè dal suono) il secondo तन्मात्र tanmātra:
स्पर्श sparśa ovvero la possibilità o potere del tocco, del tatto della percezione.
in potenza ci saranno la possibilità di avvertire piacere o dolore e di conseguenza la possibilità di muoversi. il dolore farà nascere la volontà di allontanarsi dalla causa del dolore ed il piacere la volontà di avvicinarsi alla causa del piacere.
ci sarà movimento quindi (almeno in potenza) ma sarà un movimento "cieco". non vi sarà la possibilità di percepire forma e colore.
la visione sarà il terzo tanmātra: रूप rūpa ovvero la possibilità di percepire la forma ed il colore.
possibilità che derva dal tatto: se si appoggia una sfera sulla mano ne percepiremo la rotondità. se si appoggia invece la punta di un coltello ne percepiremo "l'acutezza".
la possibilità della consapevolezza della forma dà vita, per cos' dire , alla vista.
se si percepire la forma si percepisce anche la non forma, ovvero la plasticità , ad esempio dell'acqua.
due liquidi che scorrono non sono distinguibili con il tatto,l'udito o la vista. l'acqua salata e l'acqua dolce non potranno essere distinte se non assaggiandole.
il quarto tanmātra sarà il sapore o रस rasa , parola che si traduce anche con fluido.
il quinto sarà la possibilità del percepire gli odori della terra, गन्ध gandha
तन्मात्र tanmātra, sono quelli che solitamente chiamiamo elementi sottili.
la prima determinazione, per così dire, è il suono (शब्द śabda ) che viene prodotto nell'elemento etere visto qui in forma sottile.
visto che tutti i tanmātra procedono da śabda ,tutti e cinque saranno identificati/rappresentati/manifestati con un suono particolare, anzi con il seme (बीज bīja ) di un suono.
il suono del primo tanmātra (in ordine per così dire , di produzione), शब्द śabda, collegato all'etere, sarà HAM (o in alcune scuole EH)
il suono del secondo, स्पर्श sparśa, collegato all'aria, sarà YAM.
il suono del terzo, रूप rūpa , collegato al fuoco, sarà RAM.
il suono del quarto, रस rasa, collegato all'acqua, sarà VAM.
il suono del quinto ,गन्ध gandha, collegato alla terra, sarà LAM
questi suoni primari o bija saranno potenzialmente dei venti o energie.
cantando o semplicemente parlando , per fare un esempio,ci si potrà avvedere del fatto che il suono emesso non solo si propaga attraverso l'aria ma provoca uno spostamento d'aria, un vento.
ed ogni bija corrisponderà ad una particolare energia con proprie specifiche qualità ( direzione, ritmo, intensità) rappresentabile con una diversa "forma elementare percepibile al tatto.
l'etere (sottile)-shabda-Ham corrisponderà ad un uovo (ellisse)

l'aria-sparśa- Yam corrisponderà ad una sfera (cerchio)
il fuoco-rūpa - Ram corrisponderà ad un triangolo(una piramide..)
l'acqua - rasa - Vam corrisponderà ad una mezzaluna
la terra-gandha- Lam corrisponderà ad un quadrato(cubo)
il fuoco/luce associato al potere della forma colore porta alla manifestazione /visione dei colori corrispondenti ai 5 elementi sottili.

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per ricapitolare da प्रकृति prakṛti procede il raggio बुद्धि buddhi che produce अहंकार ahaṃkāra . la prodizione prima di ahaṃkāra saranno gli elementi sottili o तन्मात्र tanmātra . il desiderio è la molla che spinge il jiva a passare dal piano informale al piano formale tramite la progressiva produzione di शब्द śabda,स्पर्श sparśa,रूप rūpa,रस rasa e गन्ध gandha che altro non sono che i cinque elementi allo stato sottile. elementi che in primo luogo producono i cakra. muladhara ad esempio sarà l'evoluzione di गन्ध gandha -quadrato giallo- Ham  il suono/energia HAM , sul piano sottile, produrrà(come le note pure producono i suoni armonici) quattro lettere = Va (vam), śa (sham) , ṣ (s'am), Sa (sam) che sono quattro energie e sono inscritte nei quattro petali della rappresentazione del cakra. i petali sono ciò che nella fisiologia indiana viene chiamato नाडी nāḍī . ciò significa che si sta passando dal piano sottile al piano grossolano. il desiderio del jiva sposta l'attenzione dal piano informale al piano sottile producendo, da ahaṃkāra, gli elementi sottili. da questi procedono gli organi di conoscenza o jnanendryia dove इन्द्रिय indriya significa senso, potere, facoltà. gli organi di senso sono, contemporaneamente, la facoltà (per esempio l'udito) e l'organo corrispondente (orecchio). e questo è assai interessante. per gli indiani è il suono che crea l'orecchio è la sensazione tattile che crea la pelle , è la visione (luce) che crea l'occhio,il gusto che crea le papille gustative (lingua) l'odore che crea il naso. gli organi di senso sono: श्रुति śruti ( o श्रोत्र śrotra ) ovvero l'udito e l'orecchio त्वच् tvac la pelle ed il tatto. चक्षुस् cakṣus gli occhi e la vista रस rasa (o rasana) la lingua ed il gusto घ्राण ghrāṇa , il naso e l'odorato. quindi dal deisderio nascono gli organi di conoscenza jnanendryia , ovvero la conoscenza stessa. dalla conoscenza rappresentata dai cinque sensi ed organi di senso nascono gli organi d'azione o karméndriyaovvero (nell'ordine....!) ano-genitali-mani-piedi e voce corrispondenti alla funzione di espellere, generare, afferrare, andare, parlare. manas , legato indissolubilmente ad ahaṃkāra, procede dagli organi di senso e di azione, anzi è considerato l'undicesima facoltà individuale (dopo i cinque organi di percezione ed i cinque organi di azione). la manifestazione grossolana intesa come materia formata dai cinque भूत bhūta Etere (Akàsha) Aria (Vàyu) Fuoco (Tèjas) Acqua (Ap) Terra (Pritvhì) combinati tra di loro , ha luogo solo adesso, dopo la produzione(per così dire) di manas. molti si chiederanno i motivi di questa lunga elencazione. molti la troveranno noiosa. ma riflettere sui principi del samkhya può secondo me, chiarire molte cose. proviamo a fare un breve riepilogo: ci sono due principi che in realtà sono uno solo: il primo ,प्रकृति prakṛti ed il venticinquesimo (l'ultimo) पुरुष puruṣa che altro non sono se non una polarizzazione (apparente in realtà) dell'Essere. i Guna sono in equilibrio in puruṣa- prakṛti , ma ecco che avviene qualcosa, a livello informale. e viene prodotta il proncipio बुद्धि buddhi , mahat o logos, ovvero le tre "persone": Brahma, Visnu,Siva. buddhi è un raggio di Luce intelligibile che, in qualche modo si riflette su prakrti in forma di Citta dando luogo ad ahamkara, ovvero: "ciò che fa l'io". siamo sempre sul piano informale. ma ahamkara è lo strumento tramite cui il jivaindividuato si costruisce altri strumenti : quelli che danno vita alla manifestazione, alla possibilità di conoscenza della manifestazione ed alla possibilità di azione. da ahamkara procedono gli elementi sottili: i तन्मात्र tanmātra. i tanmatra danno luogo a ciò che nel samkhya è definito "Prana" (da non confondersi con i 5 vayu) ovvero gli undici mezzi di conoscenza ed azione: i cinque organi di senso: udito, tatto, vista, gusto odorato. i cinque organi di azione: ano, genitali, mani, piedi azione. ed il manas che è tutto ciò che sul piano formale definiamo mente, intelletto, capacità immaginativa. gli undici strumenti, prana, sono ciò che si manifesta, rappresenta con i chakra. è solo adesso che si producono i cinque elementi grossolani ovvero i cinque Bhuta, ovvero la manifestazione fisica. l'individualità quindi, sul piano formale, non esiste. ma è l'insieme degli undici principi che procedono da ahamkara e producono la realtà grossolana. per il samkhya non c'è nessun ego. |
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A U M - 02:09 PM, 9/15/2009 |
tratto da:
http://www.pitagorici.it/forum/viewtopic.php?f=28&t=522&sid=a24795c44f2589cf1d11fc29a9593202
OM è tutto questo. Una chiara spiegazione: ciò che è passato, presente e futuro è realmente OM. E ciò che oltrepassa questa triplicità temporale, in verità, è sempre OM. Mandukya Upanishad I (traduzione di Raphael)
Tutto è OM. in fondo gli insegnamenti dello yoga si possono sintetizzare nell'OMKARA.
OM.
OM (A U M) è la sorgente di tutti i suoni.
essendo, per lo yoga, la manifestazione intera come un insieme armonico di suoni-vibrazione, tutta la manifestazione è OM.
il viaggio della manifestazione procede da OM. il viaggio della manifestazione ritorna ad OM.
la meditazione realizzativa non è altro che il viaggio a ritroso verso i tre suoni A U M (A: stato di veglia-vaisvanara ; U: stato di sogno- Taijasa; M. stato di sonno profondo-Prajna), viaggio che apre la possibilità di accedere (svelare) l'AUM silenzioso ovvero Turiya, il Quarto.
questo duplice processo di manifestazione [intesa come sovrapposizione di suoni-vibrazione ovvero ideazione(?) indefinita di architetture prima sottili o poi sempre più grossolane] e ritrazione (ovvero risoluzione delle architetture di suoni-vibrazione fino al ritorno alla sorgente o al punto iniziale) si ripete in tutte le attività umane. e naturalmente in tutte le tecniche operative.
gli asana, ad esempio, sono lettere di un alfabeto tradizionale. compito dell'aspirante yogi sarà quello di apprendere quell'alfabeto, studiare e comprendere le singole lettere, sperimentarne il reale significato .
imparato l'alfabeto si dovrà ricondurre tutto alla fonte, ovvero a quella posizione che, racchiudendo in sè "tutte le posizioni" può essere equiparata all'OM. anzi è OM.
la posizione di meditazione con la schiena in allineamento assunta con l'atteggiamento privo di tensioni detto , in sanscrito,sukha (paragonabile allo stato di piacevolissimo rilassamento che si prova dopo un soddisfacente rapporto sessuale) è in qualche maniera OM.
tutte le altre posizioni sono comprese in essa così come l'intero cerchio delle lettere sanscrite e delle note musicali è compreso nell'OM.
uno degli scopi degli asana (come delle posizioni di chi kung wai dan o delle forme di tai chi chuan) sarà quello di eliminare i "nodi" che impediscono il giusto assetto posturale ed il raggiungimento dello stato "sukha" nella posizione di meditazione.
in pratica quindi lo hatha yogi dovrà dapprima imparare sempre nuove posizioni (lettere) e tecniche e in seguito cominciare a sintetizzare per tornare alla posizione-sorgente, all'AUM.
si tratta di ricreare un alfabeto anzi un mondo (manifestazione-tecnica dell'apporre) per poi procedere alla sintesi (riassorbimento-tecnica del levare).
se non si conosce la dinamica " tecnica dell'apporre-tecnica del levare" ( per il vedanta "iti iti"e "neti neti") e non si conoscono, quindi, gli scopi della pratica, lo studio degli asana si risolverà nel continuo apprendimento di movimenti e posture sempre più complicate, utili soprattutto per suscitare l'ammirazione o la curiosità di eventuali spettatori.
spesso gli aspiranti scelgono la via della rappresentazione. rappresentano lo yogi. nel senso che si vestono, si muovono, parlano come secondo loro si veste, si muove e parla uno yogi, ma perdono di vista l'essenziale.
lo yoga è la pratica del samadhi.
ciò significa che , tramite le pratiche preliminari ci si predispone ad un passaggio di stato.
cambia il punto di vista della realtà perchè c'è un mutamento (salto) coscenziale. niente cambia ma tutto cambia, nel senso che mutando il punto di vista dell'osservatore cambia "il senso" della realtà percepita.
uno yogi deve puntare all'essenziale. come il cigno riconosce istintivamente, separandolo con abilità, il latte mescolato all'acqua, così lo yogi dovrebbe riconoscere l'essenziale della pratica.
occorre sempre tornare alla sorgente, ovvero all'aum.
con i mantra o con qualsiasi tecnica operativa è la medesima cosa.
sappiamo che ci sono tre modi di recitare i mantra: 1) sonoro (quasi cantato) 2)bofonchiato (percettibile quasi solo come vibrazione interna) 3) silente.
l'efficacia (per così dire) sarà massima nel terzo caso (silente), minore nel secondo ed ancora più nel primo.
ma sicuramente per arrivare al mantra silente occorre prima conoscere il suono.
per conoscere il suono occorre prima conoscere la propria voce ed avere piena coscienza del funzionamento di polmoni, naso, bocca e corde vocali.
lo yogi comincerà quindi con la corretta respirazione, poi imparerà dei mantra studiandone la corretta pronuncia e melodia e curando l'emissione vocale infine potrà arrivare a far vibrare il corpo quasi senza emettere suono ed a recitare i mantra in maniera silenziosa fino a giungere all'om.
ma se non conosce il proprio respiro e la propria voce difficlmente potrà ottenere dei risultati. inutile fare japa con mantra complicati e affascinanti, ripeterli 108 volte o 11mila volte se la voce non è naturale, la gola si sforza ed il suono è gracchiante.
tecnica dell'apporre quindi (nel senso di imparare nuove tecniche, nuove posizioni, nuovi mantra nuove nozioni in maniera da costruire un proprio mondo, un architettura di suoni-vibrazione in armonia con la legge universale) e tecnica del levare (nel senso di riassorbire questo proprio mondo nell'om), ma occorre riconoscere da subito l'essenziale.
giusto respiro. giusta postura. giusto atteggiamento.
se non c'è la comprensione di questi tre fattori è meglio non imparare nuove forme o tecniche, perchè un errore iniziale , pur mascherato dall'abilità rappresentativa, finirà per inficiare tutta la pratica.
ecco che se lo hatha yogi in grado di incredibili acrobazie ma incapace di assumere il "giusto atteggiamento" necessario alla meditazione realizzativa ha davvero intenzione di arrivare alla pratica del samadhi, dovrebbe con grande coraggio rinunciare alla sua abilità al riconoscimento altrui, alle sue certezze, per ricominciare da zero.
prima di correre è necessario imparare a stare in piedi. commento di samkara al primo sutra della Mandukya Upanishad: OM! Il suono è tutto questo universo. pervchè questi innumerevoli oggetti che vediamo intorno a noi e che sono rispettivamente designati con dei nomi non differiscono per niente dai nomi e, ancora, poichè i diversi nomi non differiscono per niente dal suono Om ne consegue che tutto questo universo è in verità OM(....) ...la sillaba OM offre il mezzo per pervenire alla conoscenza di brahman in quanto ne è l'espressione più adeguata.
Brahmabindu upanishad, 7(traduzione di Raphael): Lo yoga deve cominciare meditando sulla sillaba OM e, senza più pronunciarla perseverare: per una presa di di consapevolezza si raggiunge l'Essere, non il non-essere.
in realtà lo yoga comincia quando si è ottenuta la giusta posizione, si è ottenuta la giusta emissione vocale, si sono sviscerati i significati dell'A U M.
"meditando sulla sillaba OM e senza più pronunciarla perseverare" significa che si è compreso il vero suono dell'om e e lo si fa vibrare ad una frequenza altissima. c'è un collegamento tra i nomi e gli oggetti. e tutti i nomi sono OM.
se per nomi si intende vibrazione ecco che il lavoro di sintesi dello yogi su asana e mantra assume un ben preciso significato.
lo yogi deve apprendere come far vibrare qualcosa dentro di sè a frequenze sempre più alte. un asana dovrà sviluppare una determinata energia, una vibrazione. lo yogi deve percepire questa vibrazione ed imparare ad innalzarne la frequenza fino a giungere all'Om.
un mantra avrà una sua vibrazione caratteristica. la vibrazione deve essere interiorizzata e la sua frequenza deve essere alzata fino a giungere, anche in questo caso, all'OM.
se non si ha coscienza della vibrazione (nome) di un asana o di un mantra è inutile praticare l'asana o il mantra.
solo avendo coscienza della vibrazione (nome) si può, praticando, imparare a variarne la frequenza o, se interessano i siddhi, aindirizzarla ed utilizzarla.
chandogya upanishad I,1,7: " consegue tutto ciò che desidera colui il quale riconosce Om come l'Udgitha" conoscendo il vero nome, ovvero la vibrazione , dei vari oggetti ed imparando a modificarne la frequenza o ad entrare in armonia con tale frequenza, lo yogi può modificarne l'apparenza fenomenica.
Atharvasira upanishad V:
(....) così quando questo Maestro delle quattro sillabe mno una metà (AUM) penetra nell'anima. Egli diffonde la pace e libera dai legami. la prima sillaba(A) ha per divinità Brahma, il suo colore è il rosso. Colui che la medita senza posa va nella dimora di Brahma.
la seconda sillaba (U)ha per divinità visnu, il suo colore è il nero. Colui che la medita senza posa raggiunge la dimora di Visnu.
La terza sillaba ha per divinità Isha. Il suo colore èil bruno. colui che la medita senza posa raggiunge la dimora di Isa (....)
i colori, che in altri testi sono differenti, indicano la frequenza delle diverse vibrazioni.
innalzarne la frequenza significa passare a differenti stati di coscienza che nello yoga vengono definiti,dal più basso al più "alto", VITARKA-VICARA-ANANDA-ASMITA. |
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dzogchen - 07:39 PM, 4/5/2009 |
Sempre più spesso in ambienti legati alla filosofia ed alla Psicologia Transpersonale si parla di Padmasambhava(Dorje Drolo) e di Dzogchen. Avendo notato che sono argomenti di moda e che spesso vengono, anche per motivi commerciali, ammantati di un certo alone di mistero, penso che possa essere utile mettere in chiaro cosa sia lo dzogchen e cosa, secondo me naturalmente, non sia lo dzogchen.
Ho sentito dire che si tratta di misteriosa tecnica esoterica, poco conosciuta in occidente,
di tradizione indipendente dalle altre e proveniente dalla persia o ancora di disciplina riservata a pochi adepti e pressochè sconosciuta in occidente, o di discipline non duale affine all'advaita vedanta. Credo che queste affermazioni siano parzialmente o completamente false.
Ma quando anche non lo fossero occorre tener presente che lo dzogchen (così come il Mikkyo o buddismo esoterico giapponese e l’Advaita Vedanta) è facilmente comprensibile, a livello intellettuale, da chi abbia una certa conoscenza, ad esempio, della Filososia tedesca, con la differenza che la Filosofia orientale è realizzativa.
Passa cioè per una serie di realizzazioni chiamate Samadhi nella filosofia indiana e Satori nel ramo giapponese (le “Enstasi” di Mircea Eliade).
Altro concetto che è poco presente in occidente è quello della qualificazione.
Esistono dei livelli coscenziali, corrispondenti più o meno a ciò che è definito àcàra (vedachara, vaisnavachara, shaivachara ecc.) che dipendono, per gli orientali, dalle vite precedenti.
Ogni tecnica o disciplina o religione corrisponde ad un determinato livello.
Lo dzogchen corrisponde ad uno dei più alti livelli, detto Yogachara.
Significa che il praticante alivello coscienziale è già sulla via della rinuncia (nivritti) ed è qualificato al Non dualismo.
Avere simpatia per lo dzogchen o l’advaita vedanta , o capire i concetti che espirmono non significa essere qualificati.
Cerchiamo adesso di chiarire cosa sia lo Dzogchen:
1) dzogchen è ciò che in Cina si chiama Wei-shih Tsung. è il buddismo delle origini, quello che è stato introdotto in cina ed in Tibet dai missionari indiani.
è successo che con quel nome, Dzogchen, si intitola anche un libro attribuito a padmasambhava.
nel 1954 Evans-Wentz lo tradusse e lo pubblicò in occidente con il titolo The Tibetan Book of the Great Liberation(come il bardo diviene il libro tibetano dei morti ecc ecc.) e fece delle glosse in cui affermava che l'insegnamento dzogchen è identico all'advaita vedanta ed allo zen. Evans era vicino alla teosofia e la sua traduzione commento fu accolta da Carl Gustav Jung che sfruttò lo dzogchen e Padmasambhava tradotti da Evans per la sua teoria dell'inconscio collettivo.
certo quelle di Evans e di jung sono ipotesi valide come tutte le altre. ma ovviamente non tengono conto della letteratura dzogchen, mai tradotta in ooccidente, credo, che consta di 17 testi chiamati dzogchen tantra.
i tibetani se li hai conosciuti sai come sono. non intervengono minimamente sugli errori altrui.
ogni cosa che arriva è sakyamuni. per cui se questi errori di interpretazione hanno condotto molti intellettuali occidentali ad promuovere la causa tibetana ed a portare fondi che servono per la causa tibetana (e la costruzione di scuole ed ospedali...) vuol dire che è cosa buona.
2)dzogchen è il nome di un monastero della setta niygma che si incarica di stampare i testi tradizionali per preservare gli insegnamenti originari di Padmasambhava. il monastero Dzogchen Ugyen Samten Choling fondato nel 1685 ( http://www.dzogchenmonastery.cn/htm l/how_the_seventh_dzogchen_rinpo.ht ml) gli altri cinque più grandi centri Niyngma che partecipano alla divulgazione del materiale stampato sono: Ugyen Mindrol Ling, Thubten Dorje Drak, Shechen Tennyi Dhargye Ling, Kathok Dorje Den, Palyul Namgyal Jangchub Ling,
3) gli insegnamenti dzogchen sono gli insegnamenti tantrici tibetani e non sono affatto segreti. I tibetani discriminano in base allo stato coscenziale ed all'intelligenza comune (che dipende dallo stato coscenziale) dei praticanti. ragion per cui molti monaci e maestri spandono a piene mani insegnamenti e iniziazioni consci che saranno utili e coprensibili solo per un praticante su Mille. Ad introdurre il tantrismo in tibet fu Padmasambhava, un religioso condannato al rogo in India, per aver, secondo le accuse ucciso un nobile con le arti magiche.
Arrivato in tibet cominciò a divulgare il tantrismo sessuale insieme a Yeshe Tsogyal moglie del re del Tibet Trhisong Detsen . il dozgchen è in definitiva la visione tibetana dei tre insegnamenti buddisti Hinayana-mahayana- vajrayana.
il primo a portarli in italia è stato Chogyal Namkhai Norbu che fu invitato da Giuseppe Tucci a Roma. dal 1964 al 1991 Norbu ha insegnato dzogchen all'università di Napoli. nel 1991 comincia ad essere stampatain italia la rivista Mirror dell'International dzogchen community.
il significato, secondo norbu, del dzogchen come essenza del lamaismo è esposto nel libro DZOGCHEN TEACHINGS edito da Snow Lion Publications Ithaca, New York.
4) molti dei documenti originari pubblicati al monastero dzogchen sono andati distrutti nel 1950 con la invasione cinese. nel 1980 è stata avviata una operazione di ricupero che è ancora in corso. da ciò deriva l'inaffidabilità di molte fonti.
5)la new age si è appropriata del dzogchen dopo l'interessamento di alcuni esponenti della cosiddetta psicologia transpersonale e, tramite loro, di alcuni esponenti del jet set americano. da qui si è giunti alla confusione dei significati, non infrequente nello yoga e nella tradizione filosofica a tal proposito cfr:
BUDDHISM AND DZOGCHEN: THE DOCTRINE OF THE BUDDHA AND THE SUPREME VEHICLE OF TIBETAN BUDDHISM di Elias Capriles
ed. Shang Shung Institute, Arcidosso, GR, Italy recuperabile anche in Ebook.
6) il più grande monastero dzogchen in europa è quello di arcidosso in maremma il monastero è stato fondato nel 1989 da lama Norbu ed i corsi e le lezioni sono , come da tradizione tibetana,aperti al pubblico. basta andarci per comprendere come dzogchen sia in realtà il nome (tratto da quello del monastero Dzogchen Ugyen Samten Choling) che si dà lamaismo più ortodosso (info : http://www.dzogchen.org.au/index.ph p?page=shangshung )
7) i monasteri dzogchen , dal nome del più grande centro niygma, esistono anche nel sud dell'india e sono tutt'altro che luoghi segreti. per chi volesse entrare e partecipare a lezioni ,incontri e letture è sufficiente compilare una scheda informativa.
i riferimenti sono i seguenti: http://www.dzogchen.org.in E.mail: dzogchenmonastery@dzogchen.org.in
Tel/Fax+91 (0)8225 273267
8) alcuni parlano di lignaggio dzogchen, creando confusione , e facendo pensare che sia un lignaggio a aprte rispetto a niygma, kagyu etc. per lignaggio si intende invece la catena dei monaci, non tutti nIygma mi pare, che dalla fondazione, nel 1685, del monastero dzogchen ad oggi sono stati abati del monastero, ovvero: I Dzogchen Rinpoche, Pema Rikzin II Dzogchen Rinpoche, Gyurme Thekchok Tenzin III Dzogchen Rinpoche, Ngedon Tendzin Zangpo (1759-92) IV Dzogchen Rinpoche, Migyur Namkhe Dorje (1793-?) V Dzogchen Rinpoche, Thupten Chokyi Dorje VI Dzogchen Rinpoche, Jigdral Jangchup Dorje VII Dzogchen Rinpoche, Tenzin Jigdral Lhunpo (nato nel 1964) .
9 ) il termine Ati yoga, oltre lo yoga, è usato per indicare una classe di testi tantrici. il motivo per cui è sinonimo di dzogchen è dovuto al fatto, probabilmente, che i testi venivano stampati nel monastero di dzogchen (cfr: http://www.rangjung.com/blazingsple ndor/blazing-glossary.htm)
in definitiva Dzogchen è termine, tratto dal nome di un monastero, che indica gli insegnamenti originari introdotti in tibet dal monaco/mago Padmasambava 700 d.C. e tramandati dalla setta Niygma, la prima delle quattro principali scuole tibetane: niygma Gelug; Kagyu; sakya.
il Dzogchen è inserite profondamente nella tradizione di origine indiana tanto che è simboleggiato da Garuda.
. il simbolo dll'Aquila di Visnu,, divinità vedica dall ali così grandi da oscurare il sole vuole probabilmente darci indicazioni sul fatto che gli insegnamenti dzogchen non sono umani e , allo stesso tempo , fanno riferimento alle caratteristiche di Garuda, strettamente connesso a mahalakshmi, e visto come nemico dei serpenti e del veleno, e protettore dei saggi. Garuda è detto anche Kashyapi ed è colui che porta il nettare del Dei (Amrita sulla terra).
Dzogchen è in altre parole la tradizione perenne presa dai veda e vestita in abiti tibetani.
gli insegnamenti riguardano tutti e tre i veicoli del buddismo Hinayana,mahayana e vajrayana.
hinayana, detto in alcuni ambiti theravada, è il sentiero del "realizzatore solitario", ovvero degli arhat. è il sentiero dei monaci eremiti insegnato dagli allievi diretti di buddha shakiamuni. in pratica è l'insegnamento originale. il fine dell'hinayana è la realizzazione individuale non comunicabile.
Mahayana è l'insegnamentio di नागार्जुन Nagarjuna (l'arjuna dei naga)
nagarjuna è vissuto 700 anni dopo sakyamuni, ed è un brahmano. il suo sapere è il sapere vedico. è detto Naga perchè andò sul fondo dell'Oceano, dove krishna aveva esiliato il re dei naga, per recuperare i Prajñāpāramitā Sūtra che sakyamuni accortosi della difficoltà del suo insegnamento aveva affidato ai re serpenti. il grado di realizzazione del buddismo mahayana è il bodhisattva. Prajñāpāramitā è uno degli attributi di Laksmi ( letteralmente colei che va(ita) al di là(param) della conoscenza/prajna.
il terzo sentiero è il tantrismo, vajrayana. ed il "punto d'arrivo" è lo stato di buddha. ma vajrayana è essenzialmente tantra. ad introdurre il tantrismo in tibet fu , come già detto,Padmasambhava, un religioso condannato al rogo , india, per aver, secondo le accuse ucciso un nobile con le arti magiche.
arrivato in tibet cominciò a divulgare il tantrismo sessuale insieme a Yeshe Tsogyal moglie del re del Tibet Trhisong Detsen .
Lo dozgchen è in definitiva la visione tibetana dei tre insegnamenti buddisti Hinayana-mahayana- vajrayana.
dove Hinayana è l'insegnamento proveniente dai primi discepoli di Buddha (ananta per primo), mahayana l'insegnamento proveniente da nagarjuna e vajrayana l'insegnamento fondato sulle quattro classi di tantra, derivante secondo alcuni dal re del mondo o re di sambala.
se infatti il buddismo, con continui riferimenti alla tradizione vaisnava, si pone come non duale, le origini del vajrayana sono attribuite al cosiddetto re del mondo, figura rappresentatnte il dualismo insanabile tra il bene ed il male.
gli adepti del vajrayana, secondo il dalai lama (cfr. Ponti Sottili, ed. neri pozza)sono destinati a rinascere a shambalah (shangri là o agartha) dove si prepareranno alla guerra finale contro il male agli ordini del re del mondo.
i tantra sono di quattro tipi o classi, chiamate : tantra del ridere. tantra del guardare. tantra del tendere le mani. tantra dell'amplesso.
per amplesso si intende proprio l'amplesso e i tantra di questo tipo sono detti tantra di Visnu.
la spiegazione è data da Anandagharba nel primo capitolo del commento al Guhysamaja Tantra:
"poichè il beato vi risiede, la parola vagina indica il luogo [del beato]. le quattro dee Lochana, mamaki, pandaravasini e Tara sono le sue consorti. esse vengono enumerate nel settimo capitolio del nostro testo. perchè Egli [il beato] risiede nel loro intimo [nelle loro vagine]? Al fine del generare la tendenza all'abbandono del desiderio mediante il desiderio in coloro i quali si compiacciono del tantra di Visnu e degli altri dei e che non hanno completamente abbandonato gli oggetti [del desiderio]. essi agiscono così: desiderano raggiungere Visnu e gli altri dei usando donne, escrementi, urina e così via. Coloro che si impegnano nel ricercare i frutti insegnati da Visnu dovranno entrare nell'intimo [vagina] della consorte. la vagina beatifica è Visnu. Che risiede nei genitali femminili. Poichè la vagina dà piacere agli uomini essa è chiamata narayana."
ma tutte queste divisioni del buddismo (tre yana, quattro scuole maggiori tibetani, quattro tipi di tantra nel vatrayana sono, a detto di nagarjuna, fittizie. non esiste nessun sentiero, in un certo senso.
dice nagarjuna(nirvikalpastava)
Il sentiero della liberazione su cui si fondano i realizzatori solitari, gli uditori, i buddha non è che Te. non è altri che te. è ben definito..
alcuni dei testi citati sono tratti da "la grande esposizione del mantra segreto" di Tsong ka Pa- traduzione dal tibetano all'inglese di Jeffrey Hopkins- pubblicato nel 1977 da george Allen & Unwin-ltd-londra, nella collana The wisdom of tibet series.
il testo è recuperabile on linee al prezzo di 2, 99 sterline su : http://www.amazon.co.uk/Yoga-Tibet- wisdom/dp/0042941199
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L'immutabile saggezza di tutti i buddha è un brano del Fudòchishinmyòroku di Takuan Soho. In Italiano è pubblicato, senza commenti, nel volume "Sogni" edito da Luni editrice. Si tratta di un brano relativamente poco conosciuto che però riveste, per coloro che parlano diTradizione unica, di un'enorma importanza. vi si chiariscono infatti diversi aspetti che solitamente destano polemiche e discussioni, primo tra tutti l'esistenza di una sorgente unica e la concezione dei rami tradizionali (zen, shinto, taoismo...) come diversi abiti che la tradizione indossa a seconda dei luoghi e dei tempi. vengono presentate inoltre precise tecniche operative e la spiegazione di immagini simboliche comuni al buddismo zen e all'induismo. 1a parte: Immutabile significa che non muta. per saggezza si intende la SAGGEZZA dell'INTELLIGENZA. Nonostante la Saggezza venga definita Immutabile, non significa che ci si debba riferire ad essa come ad un qualcosa di inanimato, come legno o roccia. La mente si muove così come le è proprio: avanti e indietro, a destra e sinistra, nelle dieci direzioni e verso gli otto punti. La mente che non si ferma è detta IMMUTABILE SAGGEZZA.La definizione di Immutabile saggezza ci riporta al SAT CHIT della tradizione indiana. SAT è l'eterno , l'Immutabile . CHIT è la saggezza dell'intelligenza. l'apparente paradosso dello zen mette in luce l'errore di molti praticanti: ciò che è immutabile, nel mondo del divenire, non è fermo, ma è continuo movimento. essendo qui a parlarne nono si può che essere nel divenire. Immutabile è quindi ciò che si muove secondo la legge naturale, non ciò che è fermo. il riferimento alle dieci direzioni ed agli otto punti è precisa indicazione operativa. le dieci direzioni sono: alto-basso-avanti-dietro-sinistra destra- diagonale avanti sinistra- diagonali avanti destra-diagonale dietro sinistra-diagonale dietro destra. gli otto punti sono gli otto punti cardinali. che altro non sono che le dieci direzioni riportate su un piano bidimensionale. il praticante interessato all'arte della spada ed al taoismo potrà riflettere su queste indicazioni osservando il quadrato magico della dinastia Shang: Fudò Myoò ha nella mano destra e tiene una corda con la sinistra. Digrigna i denti e gli occhi sono come due tizzoni ardenti di rabbia. la sua figura si erge sicura, pronta a sconfiggere le negatività che ostacolano La Legge buddhista. Lo si può vedere in ogni luogo. Il suo aspetto è quello di un protettore del buddhismo , ma egli è la personificazione della Immutabile Saggezza. Questo è quanto viene mostrato agli esseri viventi. L'uomo comune nel vedere Fudò Myoò ha paura e rifugge l'idea di andare contro gli insegnamenti buddisti. L'uomo prossimo alla'illuminazione comprende che Fudò Myoò rappresenta la Immutabile Saggezza e si libera dall'illusione. Fudò Myoò è il quinto dei cinque grandi Re della tradizione giapponese, i guardiani del cielo (associati ai diani buddha: Fudo myoò è associato a V airochana , all'anja cakra ed al Nirvana cakra) è rappresentato circondato da un aureola di fuoco: nella mano destra stringe la spada della discriminazione, nella sinistra la corda con cui cattura i nemici della Legge. il suo nome sanscrito è rivelatore. Si chiama infatti Āryācalanātha o Acala. Il significato letterale è L'immutabile (colui che è fermo) ed è uno degli Epiteti di SIVA. L'uomo che è capace di intuire la rappresentazione della Immutabile Saggezza e che è capace di praticare fisicamente un dharma mentale come fudò Myoò non permetterà agli spiriti negativi di proliferare. questo è il fine a cui tende l'insegnamento di Fudò Myoò. ciò che viene riconosciuto in fudò Myoò si dice che sia una mente Immutabile con un corpo costante. Costante, ovvero che non può essere trattenuto.le modificazioni della mente hanno immediato effetto sul piano grossolano. il corpo fisico non è altro che una manifestazione del corpo psichico. sospendendo le modificazioni della mente(cittavrtti) significa lasciare la mente libera di muoversi in tutte le direzioni . Takuan Soho sta esponendo la giusta azione. La mente è immutabile quando vede senza guardare. per guardare dovrebbe fermarsi. La mente si ferma quando il cuore si riempie di di preconcetti. E' allora che trattiene diversi movimenti in Sé. Quando i movimenti della mente cessano, la mente che si era fermata si muove senza muoversi affatto. Se dieci guerrieri venissero verso di te con le spade sguainate, se tufossi in grado di schivare ogni spada senza fermare la mente, passando da un azione all'altra e da un nemico all'altro, certo avresti la GIUSTA AZIONE per ciascuno dei dieci uomini. la mente può agire dieci volte contro dieci uomini senza fermarsi ad ognuno di essi, agendo contro tutti, uno di seguito all'altro. ma se si ferma davanti ad uno solo di essi, sebbene possa schivare il colpo del'avversario, quando arriverà l'uomo successivo la giusta azione sarà scivolata via.se rileggiamo i sutra 2-3-4 del primo pada degli yoga sutra di Patanjali, non potremmo non notare delle affinità : Lo yoga è la sospensione delle modificazioni della mente(Yogas ciitavrttinirodhah) [Quando ciò è stato attuato] allora il Veggente riposa nella sua vera natura. nelle altre modalità vi è identificazione con le modificazioni della mente.la giusta azione , secondo Takuan Soho, sarà perciò quella in cui le modificazioni della mente sono sospese. è allora , nel flusso che si definisce Nirhoda che la giusta azione si svilupperà libera e spontanea. ma qualora la mente si fermasse sulla maniera di portare un colpo, sulla spada dell'avversario, sull'avversario stesso, vi sarebbe identificazione ed il flusso si arresterebbe. La mente immutabile è in perenne movimento. kannon dalle mille braccia ha mille braccia. se la mente si fermasse sul braccio che tiene l'arco, renderebbe inutili le rimanenti novecentonovantanove. E' solo perchè la mente non si ferma su un punto che ogni braccio può svolgere la propria funzione. Per quale motivo Kannon avrebbe mille braccia? Questa rappresentazione viene creata con l'intenzione di insegnare agli uomini che se liberassero l'immutabile saggezza saprebbero che ognuno delle mille braccia svolge il proprio compito [senza che la mente si fermi su una di esse]. Quando si è di fronte ad un albero dalle foglie rosse, se si guarda una sola delle foglie, non si vedranno le altre. Se invece l'occhio non si concentra su una singola foglia e si sta dinanzi all'albero con la mente vuota, si vedrà un numero infinito di forglie. ma se l'occhio si fermerà su una sola foglia, sarà come se le altre non fossero lì. E' comprensibile come questo esempio ci faccia capire il significato dell'esistenza di kannon
 Kannon dalle mille braccia è la cinese Guan Yin. nel Buddismo è Avalokitesvara, il buddha della infinita misericordia ovvero Mahalakshmi.
è interessante notare come Takuan descrive ciò che nello zen è detto "Visione periferica" . " la mente che vede non guarda" in maniera analoga gli occhi del samurai non si fissano mai sull'avversario o sulla spada o su un punto esterno, ma sono "rivolti all'interno". fissare la punta del naso amzichè mettere a fuoco un singolo oggetto permette una visione a 180°. L'uomo comune pensa semplicemente che Kannon sia venerabile poichè ha mille braccia e mille occhi. l'uomo con un'intelligenza solamente pratica, chiedendosi come sia possibile che qualcuno possegga mille occhi, pensa che sia una esagerazione e non si oppone alle obiezioni. L'uomo che comprende, ha una convinzione fondata sui principi e non necessita della fede semplice dell'uomo comune né cede alle obiezioni come l'altro. l'uomo che comprende sa che questo principio è un manifestazione del buddhismo. In realtà è così per tutte le dottrine. In particolare ho notato che è così anche per lo Shinto. L'uomo comune pensa in maniera superficiale. L'uomo che attacca il buddhismo è certo il peggiore. Questa o quella dottrina, e ve ne sono di molteplici, nel loro profondo portano sempre alla medesima conclusione.la conclusione ovvero il principio, è sempre lo stesso in tutte le molteplici dottrine. Il principiante deve praticare la disciplina e poi per realizzare l'immutabile saggezza dovrà percorrere il cammino inverso fino all'inizio, prima del punto di stallo. C'è una ragione in tutto ciò. Parlando dell'arte marziale tale ragione sarà così esemplificata: la mente del principiante che nulla sa della corretta posizione del corpo o del modo di tenere la spada sarò òibera da condizionamenti. Se un uomo armato lo attacca egli reagirà istintivamente. Cominciando la pratica della disciplina imparerà la giusta postura fisica e il giusto atteggiamento mentale e la sua mente si fermerà sui vari aspetti. In questa fase se si trovasse a colpire un avversario si troverebbe a disagio. Col passare del tempo e continuando la pratica incessantemente il principiante si renderà conto di non essere più tale. la sua mente si sarà liberata dal peso dei pensieri che prima la affollavano e sarà ritornata così come era all'inizio, quando tutto doveva essere appreso. Questo è, espresso in maniera chiara, il motivo per cui fine ed inizio combaciano. Così contando da uno a dieci il primo e l'ultimo numero divengono adiacenti. Analogamente suonando la scala musicale da ichikotsu a kamimu verrà naturale suonare di nuovo ichikotsu dopo Kamimu . Si può dire che ciò che è in basso e ciò che è in alto tendano ad assomigliarsi.Takuan Soho descrive la legge universale dell'ottava e mette in evidenza l'errore compiuto oggi come nel XVII secolo da coloro che negano la necessità dello studio e della pratica per raggiungere la spontaneità dello zen sei. il sistema musicale giapponese si basa su su scale a dodici note. se ne può avere un 'idea aggiungendo , nella scala crescente a sette toni, i diesis. Ichikotsu (do)Tangin (do#) Hyòjò (re) Shòzetsu (re#) Shimomu (mi) Sojò (fa) Fushò (fa#) Tsukuseki) (sol) Ban (sol#) Banshiki ( la) Shinsen (la#) kamimu (si)il dire che occorre tornare al punto iniziale prima del (primo) punto di stallo, non significa che la pratica e lo studio siano inutili. E ciò è ben spiegato dall'analogia con la scala musicale. L'ottava, nella musica occidentale, rappresenta un ciclo completo : do-re-mi-fa-sol-la-si-do. dopo l'ultima nota (Si)della scala naturale si ricomincia dalla prima (Do) ma la frequenza di questa sarà più alta . in teoria si parla della stessa tonalità. in pratica si è saliti di livello. la Legge naturale si sviluppa seguendo la l'andamento di una spirale tridimensionale. la pratica incessante serve per produrre quei processi energetici che portano l'aspirante a compiere un 'salto" di orbitale o di ottava. la sadhana parte da Do (Ichikotsu) ed arriva al Do. ma si è passati attraverso una serie di gradini rappresentati dalle note della scala musicale. tra la frequenza della prima nota dell'ottava (do basso) e l'ultima (do alto) vi è un rapporto di 1 a 2. supponendo (è solo un esempio)che la frequenza delle vibrazioni dell'inizio sia 1000 cicli al secondo alla fine del percorso della sadhana avremo la stessa nota ad una frequenza di 2000 cicli al secondo. in apparenza non cambia niente: il Do è sempre il Do. il samurai(per tornare all'esempio delle arti marziali) apparirà come prima di iniziare la pratica della disciplina: stesso aspetto fisico, carattere, gusti, ma le energie sottili vibreranno ad una frequenza doppia. in altre parole è salito di un ottava, e solo chi riesce a far vibrare le proprie energie sottili alla medesima frequenza può rendersi conto del mutamento. la esperienza del Do alto è ciò che viene definito Satori. se non si esperiesce il satori si tornerà inevitabilmente al do basso, la situazione dell'inizio. la pratica zen è quindi "senza scopo-senza conoscenza.senza tecnica" ma solo dopo aver realizzato il do alto, la frequenza doppia di vibrazioni. (N.B.il fatto che l'ottava occidentale sia composta da otto gradini/note musicali e che l' ottava giapponese sia composta invece da tredici gradini/note musicali porterà l'aspirante che ha contemplato la spirale o conosce la serie di Fibonacci ad una serie di interessanti riflessioni ) nel Buddismo quando si raggiunge la Comprensione della Realtà, andando in profondità, ci si pone come colui che nulla sa né del Buddha, né della legge. E del Buddismo non esisteranno valori od altro di positivo su cui potrebbe fermarsi l'attenzione della mente. L'ignoranza ed il dolore sono punto di partenza. Il luogo costante e l'immutabile saggezza sono il punto di arrivo. la funzione dell'intelletto sparisce e ci si ritrova nello stato di non mente-non pensiero. Una volta raggiunti luogo costante e Immutabile saggezza le braccia, le gambe, il corpo ricordano cosa fare senza che la mente ne sia coinvolta. il monaco Bikkoku Kokushi scrisse:
Sebbene al suo compito non presti attenzione, sui piccoli campi di montagna lo spaventapasseri non è posto invano.
Ciò è sempre vero. per costruire uno spaventapasseri per i campi di montagna si veste una forma simile al corpo di un uomo e gli si pone in mano arco e frecce. gli animali vedendolo, scappano. Nonostante lo spaventapasseri non possegga una menteI cervi si spaventano. nonostante sia inconsapevole lo spaventapasseri svolge la sua funzione.Takuan parla adesso della non azione. il realizzato non è conscio della sua funzione. vive in uno stato di coscienza altro, ma come l'acqua del fiume viaggia verso il mare ed il vento spingerà le nubi lontano dai raccolti, continuerà a svolgere le sue funzioni nonostante non ne sia consapevole. le esigenze di mantenimento del corpo fisico saranno svolte in maniera naturale senza che vi sia altra volontà che quella della legge naturale. Il realizzato continua a muoversi e ad agire ma le sue azioni non produrranno karma. |
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le pratiche sessuali taoiste dedicano molto spazio alla stimolazione orale della vagina. una delle tecniche è quella delle tre onde. con il dorso di indice ed anulare si allargano le grandi labbra e si imprime un leggero movimento rotatorio. si penetra la vagina con il dito medio, sempre della mano destra, massaggiando delicatamente la parete superiore. poi si introduce il pollice della mano sinistra nell'ano e si massaggia con un lento movimento rotatorio. contemporaneamente con la lingua si stimola la zona circostante al clitoride...

stai leggendo?
probabilmente quando hai letto il titolo del post ti sei precipitato/a,preso/a da fremente curiosità. oppure hai leggiucchiato qua e la cercando una scusa plausibile per fiondarti su questo post.
non cercare giustificazioni precotte o motivazioni alte. gli occidentali nutrono un interesse morboso nei confronti delle pratiche e dei costumi sessuali orientali.
ci si rivolge spesso al tantra o alle pratiche sessuali taoiste non per motivi di ricerca ma per trovare la ricetta per mantenere il pene eretto per sei sette ore,provare o far provare multipli orgasmi, sperimentare e far sperimentare l'orgasmo della valle di cui parla mantak chia nei libri che portano l'etichetta "Tao Yoga".
il sesso, parlato e immaginato, è spesso al centro dei pensieri dell'occidentale, soprattutto dell'occidentale cattolico.
anche il rifiutare il sesso è un porlo al centro dei pensieri.
il calo del desiderio è considerato una malattia e curato come tale.
si scrivono più libri e trattati sulla sessualità che sull'esistenza di Dio.
si fa della sessualità, a volte un idolo.
in fondo, a pensarci bene, è stravagante.
la razionalità e la sessualità sono entrambe funzioni dell'ente.
si può dire la razionalità è la funzione/fruizione dello strumento (organo) mente (nel senso di centro intellettivo).
la sessualità è la funzione/ fruizione dello strumento/organo sesso(nel senso di centro sessuale).
si può parlare in modo analogo della Emotività e della fisicità(intesa come abilità fisico motoria).
si parla di fruizione/funzione, ma in termini taoisti si potrebbe parlare di Chi (Ki) ed in sanscrito si potrebbe parlare di Prana.
il centro intellettivo è uno strumento così come il centro sessuale è uno strumento.
nel linguaggio yogico uno strumento del genere è detto Yantra.
ora per chiarire, prendiamo un trapano elettrico.
il trapano è uno strumento.
il suo ruotare e percuotere e forare è la funzione/fruizione.
mancano due fattori: il soggetto, colui che fruisce e lo scopo.
i problemi che riguardano il sesso nella società occidentale riguardano la confusione o l'assenza di questi due fattori.
se il sesso è uno strumento e la sessualità la sua fruizione/funzione chi è che usa lo strumento e quale è lo scopo?
sesso come centro motore. sessualità come funzione. e lo scopo?
la riproduzione?
senza dubbio sì.
ma allora coloro che sono sterili non dovrebbero nemmeno avere impulsi sessuali. ma allora la masturbazione non avrebbe ragione di esistere.
probabilmente ci saranno altri scopi.
nel maschio la sessualità prende forma, in genere, con l'erezione. esaminando le maniere con cui nell'uomo avviene o viene procurata l'erezione possiamo imparare forse cose importanti.
L'uomo può procurare o farsi procurare l'erezione in maniera meccanica, stimolando il pene o, in alcuni casi la prostata.
c'è un uomo in uno stato di equilibrio psicofisico che comincia a compiere un lavoro o a chiedere ad altri di compiere un lavoro, per arrivare a riempire di sangue i corpi cavernosi del pene e causare l'erezione.
ciò prescinde da ciò che possiamo chiamare desiderio, amore o attrazione sessuale.
il desiderio, in questo caso, diviene, la necessità di alleggerire una tensione procurata da uno sfregamento od una manipolazione meccanica. è in qualche maniera successivo al lavoro meccanico.
supponiamo che uno lavori per la banca del seme. stimolerà meccanicamente il pene per produrre dello sperma che poi venderà.
in questo caso si tratta del centro fisico o motore del corpo che usa la sessualità per compiere un lavoro. lo scopo in questo caso è guadagnare dei soldi.
il centro motore usa la funzione/fruizione del centro sessuale (o viceversa) per arrivare ad uno scopo che niente ha a che vedere con l'amore,il desiderio o la riproduzione (se non in modo indiretto).
l'erezione può anche essere causata dalla visualizzazione di immagini erotiche. in pratica si utilizza il centro intellettuale per creare immagini e/o per immaginare rapporti sessuali con fotografie o disegni.
in questo caso il centro intellettuale compie un lavoro che non gli compete e va ad accavallarsi con il centro sessuale. all'erezione spesso(quasi sempre) fa seguito la masturbazione.
quindi il centro motore, il centro sessuale, il centro intellettuale si accavallano facendo confusione tra le varie funzioni e scopi.
questo è ciò che accade spesso anche nel rapporto di coppia. si ricordano racconti di maschi e femmine che si preparano per uscire la sera ed andare al pub o in discoteca per "recuperare" o "tacchinare" o come si voglia definire tale attività.
nella nostra società è normale. ed è giusto che sia così.
ma pensiamoci un attimo. decidi di uscire sabato sera con gli amici/amiche, ti docci, ti profumi le ascelle, ti lavi con cura i denti e ti infili i preservativi in tasca perchè non si sa mai.
è giusto ed è anche politicamente corretto.
ma quale è il tuo scopo?
sembra una domanda sciocca. e lo è probabilmente.
ma scopo del ricercatore spirituale è conoscersi,comprendere, essere.
quindi il conoscere il funzionamente della macchina corpo è essenziale.
nella nostra società la maggior parte dei rapporti sessuali tra coppie più o meno regolari è caratterizzato da una confusione di funzioni e ruoli trai vari centri del corpo.
due coniugi si trovano da soli il sabato sera e decidono di fare l'amore.
bene, benissimo, se la gente pensasse di più a fare l'amore il mondo sarebbe migliore.
a volte accadono cose, che sembrano normali tra molte coppie , ma che forse, chi vuole intraprendere una via di conoscenza tradizionale come il tantra o il taoismo dovrebbe prendere in considerazione.
per esempio si cerca di "accendere il desiderio" con varie tecniche.
abbigliamento particolare, visione di film particolari, teatralizzazione e drammatizzazione. lo stesso depilarsi nelle zone intime (per uomini e donne) ad imitazione di bambole o bambine/i. il contemporaneo (spesso)gonfiarsi il seno o metterlo in evidenza con reggiseni particolari altro non sono che un'interpretare dei personaggi, una drammatizzazione.
qualsiasi tecnica si utilizzi per "accendere il desiderio" è un mescolarsi di funzioni e scopi dei centri motore, emozionale, intellettivo e sessuale.
se si deve "accendere il desiderio" significa che non vi è desiderio. il desiderio è spento.
nei Purana Desiderio nasce dopo Aurora, dalle meditazioni profonde di brahma.
Aurora con la sua bellezza, la sua grazia ed il desiderio che freme nel suo corpo riesce a sconvolgere i guardiani del tempo , i rshi e brahma stesso.
desiderio puro. aurora è maya kali. è la vita.
disperdersi nell'oceano dell'esistenza (è scritto nel mahanirvana tantra) significa immergersi completamente nel fluire della vita per raggiungere la beatitudine.
questo è lo scopo del tantra della mano sinistra.
ma il desiderio che prova brahma non nasce dalla visione delle giarrettiere di Aurora, dalla masturbazione, da sostanze stupefacenti o da fantasie erotiche. nasce da sè.
puro e innocente.
è il centro sessuale che svolge correttamente la propria funzione.
è un'omaggio alla bellezza, alla grazia, alla gioia della dea della vita.
il lavoro corretto del centro sessuale è puro e innocente.
se il desiderio è spento, significa che non c'è.
ogni escamotage per risvegliarlo, ricordo sbiadito di antiche invocazioni , sacrifici e preghiere al dio dell'amore, implica il cattivo funzionamento della macchina corpo.
quando si parla di tecniche sessuale tantriche o tecniche sessuale taoiste o sesso sacro shinto si deve tener conto del fatto che si parla di indicazioni date, in origine, ad aspiranti anziani all'interno di strutture particolari.
per aspiranti anziani si intendono donne e uomini "interi" che avevano, almeno portato a termine la fase del "Conoscersi".
i centri del corpo devono svolgere ciascuno il loro compito e perseguire ciascuno i propri scopi.
nel linguaggio popolare questa confusione di ruoli tra i diversi organi è messa in evidenza in maniera chiara:
"questa è una decisione presa di pancia", "Tu ragioni con il kazzo (o con la fica)" ," ma tu scrivi con i piedi!". per il taoismo e l'insegnamento di gurdjieff (e credo pure per lo yoga) l'uomo non ricorda chi è e quindi non riesce ad utilizzare al meglio il proprio corpo.
anzichè comportarsi come il padrone di casa si identifica a volte con il bagno, a volte con la cucina a volte con la libreria.
naturalmente , dato il folle comportamento del loro datore di lavoro, camerieri, cuochi e bibliotecari crederanno di volta in volta di essere loro i padroni, litigando tra di loro e confondendo le loro funzioni.
il bibliotecario tenterà di cucinare mettendo i libri in forno. il cuoco laverà il bagno con l'olio d'oliva e il cameriere togliere la polvere dei libri con la soda caustica.
occorre ristabilire le giuste funzioni e i giusti ruoli nella dimora del corpo .
solo allora si potrà parlare di alchimia interiore. l'alchimia interiore è pratica che riguarda la guaina delle energie ed ha tecniche e lessico particolari.
Chi, jing shen, o anche chakra, varma,nadi sono parole che spesso assumono significati diversi a seconda dei diversi studi , della diversa provenienza, del diverso livello di comprensione degli, direbbe premadharma, astanti.
Cosa si intende per energia sessuale, mentale, respirazione?
probabilmente si intendono le fruizioni/funzioni di organi corrispondenti.
probabilmente si potrebbero definire tutti e tre con il termine generico di Chi.
il termine controllo usato da taluni fa riferimento al "Dakshina Marga", o via della mano destra .
Il DaKshina marga si può definire come via del controllo (via della conoscenza) il Vama marga (via della mano sinistra)come via della beatitudine ovvero del "disperdersi nell'oceano dell'esistenza"
scrive Sri Aurobindo riferendosi ai due sentieri (Sri Aurobindo, La Sintesi dello Yoga, Ubaldini, p. 44-46):
"la natura dell'uomo che si liberava attraverso un esatto discernimento dei poteri e dell’impiego delle proprie energie, elementi e potenzialità, e la natura nell'uomo che si liberava attraverso invece la gioiosa accettazione dei poteri e dell’impiego delle proprie energie, elementi e potenzialità"
da una parte quindi la conoscenza, il controllo ed il discernimento delle energie e processi.
dall'altro la gioiosa accettazione di tale energie e processi.
le pratiche sessuali e in genere le pratiche psicofisiche taoiste seguono più o meno la stessa suddivisione.
le tecniche di ascolto,controllo e utilizzazione delle energie e dei processi vengono definite (a dir la verità,le definizioni sono tante quante i maestri, ma in questo caso la generalizzazione può forse aiutare la comprensione) chi kung nei dan.
l'accetazione e la testimonianza dei processi e delle energie è il chi kung spontaneo.
il problema principale, a livello filosofico, che si pone nel caso del dakshina marga ovvero della via del controllo e del discernimento delle energie e dei processi, è "Chi controlla chi".
l'esempio della dimora in cui il padrone di casa, anzichè pensare di essere il padrone si identifica con il bagno o con la cucina può servire per comprendere a che si riferisce la domanda "Chi controlla chi?"
si è detto che nell'uomo ci sono un centro intellettuale, un centro delle emozioni, un centro motorio, un centro sessuale ognuno con le proprie funzioni/fruizioni.
ne esistono altri.
dichiamo che , per esempio , che di centri intellettuali ve ne sono due. gurdjieff faceva spesso, durante le sue cene degli imbecilli o i brindisi degli idioti, l'esempio di Einstein.
vogliamo credere che Einstein usava lo stesso centro intellettuale di noi poveri imbecilli?
improbabile.
diciamo che esiste un centro intellettuale superiore (volendo alcuni possono chiamarlo Buddhi superiore).
[ nb:nella zona del cranio dalla fontanella al palato si trovano: Sahasrara chakra , che alcuni pongono al di sopra della testa- Guru chakra ,Nirvana chakra ,Indu chakra (buddhi), Manas chakra ,Ajna chakra , Lalana chakra ]
possiamo porre tale centro ,per comodità, sotto la fontanella , in prossimità dei "fogli" della corteccia celebrale.
diciamo che esiste un centro intellettuale inferiore, e lo si può porre un pò più in basso , al centro del cervello.
il "cervello sensoriale o percettivo" lo si potrebbe individuare nella zona del petto.
nella zona dello stomaco possiamo individuare il centro emotivo nella zona della pancia e del basso ventre (che i giapponesi chiamano hara) si potrebbe mettere, per esempio il centro motorio, ovvero il luogo in cui, i vari tipi di Chi (vayu)si uniscono e comunicano tra loro.
il centro sensoriale è collegato al centro intellettuale inferiore e superiore, tramite un centro di comunicazione, che possiamo individuare alla base del collo (vishudda che "sbocciando provoca l'apertura del cakra segreto talu o lalana che conduce al ajna cakra)
ognuno di questi centri è animato da una propria "volontà"....
scrive Aurobindo a tal riguardo:
Ora, la Volontà è l'organo dell'Ishvara o maestro vivente del corpo. Essa opera attraverso tutte queste funzioni, attraverso la Buddhi per il pensiero e la conoscenza, attraverso il Manas per la percezione sensoriale, attraverso il Chitta per l'emozione ed attraverso il Prana per la fruizione.
che succede nel corpo umano?
succede che non ci si ricorda più di sè, ma quel sè altri non è che Ishvara.
il "ricordarsi di sè stessi" di cui parla Gurdjieff si riferisce ad Ishvara che riprende le redini del carro per impedire che i cavalli e i passeggeri, precipitino nel baratro.
le tre vie di cui parla Gurdjeff, via del monaco, via dello Yogi, via del fachiro, sono le vie che lo Yogi ha a disposizione per riallenarsi all'uso della Volontà.
sono vie ardue:
controllo del centro emotivo e sensoriale,
controllo del centro intellettuale,emotivo e sensoriale.
controllo del centro motore e sensoriale.
vi è una quarta via secondo gurdjieff.
la quarta via è detta, con indegna traduzione, la via dell'uomo astuto, ma si potrebbe anche parlare di via del ladro e forse ha a che vedere con il ladro di burro krishna di cui parla Sky altrove...
Questa volontà intesa come energia al servizio di Ishvara, che appare solo dopo il processo di rettificazione , volendo la si può chiamare SHAKTI
Shakti, intesa come Volontà-energia di Ishvara,possiamo supporla nella zona della fontanella, sopra il centro intellettuale superiore,
in ciò che alcuni chiamano porta di Brahman o fiore dai mille petali.
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AUM (tratto da: http://lnx.pitagorici.it/forum/view topic.php?f=8&t=185)
prima di parlare dell'Ajna cakra è doverosa una precisazione. i simboli, per noi occidentali oscuri e cervellotici, con i quali vengono rappresentati i cakra e le energie interne, per chi , identificato con pranomayakosa, pratica lo hatha yoga sono realtà. le divinità che hanno dimora nei Cakra, per questi praticanti sono identiche alle immagini di sogno percepite nella consapevolezza di sogno non quindi simboli grafici, ma fenomeni.
per altri saranno idee, ma i sogni che altro sono se non idee rivestite di forme e colori dal sognatore?
da un certo punto di vista quindi kundalisakti è "veramente " la dea in forma di serpente. ed anche coloro che non la "vedono" ne percepiranno gli effetti.
la Dea "è" una Persona. questo è difficile da far entrare nella mentalità occidentale. ma ad un determinato livello di coscienza gli dei sono qui ed ora.
i simboli , le statue ed i dipinti raffiguranti le divinità sono una testimonianza, il resoconto di esperienze vissute e realizzate.
se si parla di cakra della corona, per esempio, significa che il praticante percepirà ed in determinati stati di coscienza vedrà attorno alla testa una specie di Corona da re medioevale fatta di energia vibrante.
Ajna cakra
i due petali di Ajna rappresentano (sono) i tre guna.
Il Pranava OM è "nascosto" nel loto.
la rappresentazione grafica dell'OM è una sintesi della manifestazione dell'Essere.
OM è composto da una curva inferiore, a sinistra della lettera, più larga che rappresenta lo stato di veglia e la lettera A AKARAM che "dirige" l'Ahamkara sotto l'egida di Brahma
Una curva superiore, sempre a sinistra, più stretta, che rappresenta lo stato di Sonno profondo e la M di Aum, Makaram che dirige la mente intesa come come Manas, Buddhi, Citta e Ahamkara sotto l'egida di Siva.
Una curva (simile alla proboscide di un elefante) a destra che rappresenta lo stato di Sogno e la lettera U dell'AUM, L'Ukaram che dirige la Buddhi sotto l'egida di Visnu la mezzaluna sopra la lettera ( NADA) rappresenta Sakti il Bindu sopra la mezzaluna (Chandra Bindu) rappresenta Siva.
la coppia NADA BINDU, rappresenta sempre SIVA SAKTI.
nel tantrismo tibetano il cakra in mezzo alla fronte è rappresentato da un fiore bianco a 32 petali chiamato Carpo (padma carpo).
questa rappresentazione è una sintesi dei 4 cakra del cranio.
Il primo cakra del cranio,abbiamo detto , è Ajna cakra, un loto a due petali sul quale siede ParaSiva con la sua sposa: Siddha Kali.
Para Siva viene qua percepito nella forma dell'Hamsa, l'oca cosmica.
Sopra Ajna cìè il manas cakra, un loto a sei petali sui quali sono iscritte le facoltà sensoriali (Shabda -Jnana o conoscenza del suono, Rupa Jnana o conoscenza della forma ecc.). manas cakra è bianco qquando è "risvegliato" nero quando è "dormiente" e colorato in maniera diversa quando si fa uso di una o l'altra capacità sensoriale.
è detto anche jnananetra, Mandala o Surya mandala.
Sopra manas cakra c'è il Loto delle sedici kala detto anche Soma Kala. ,shambhawa sthana , shitangshu mandala , kailasa o semplicemente shakti. è il cakra della buddhi.
sopra shambhawa sthana si ha "Niralamba Purì", la casa senza sostegno nella quale si ha la visione di Isvara
sopra si trova un altro fiore di loto a bianco a dodici petali, chiamato Guru cakra o urdhwamukha pada o guru pada
questo cakra è deltto "luna biana del Guru" è qui che ci immerge nella Visione del guru e della catena dei Guru. e qui che si trova l'isola delle gemme , Mani Dvipa, cantata da Samkara
Suda Sindur Madyee Suravitha Pivaadi Parivruthe Manidvipe Nipopa Vanavathi Chinthamani Gruhe Sivakaare Manje Paramasiva Paryanka nilayaam Bhajanti Tvaam Danyaaha Katichanna Chidananda Laharim
(Le rare persone che ti adorano, Madre divina, sono veramente fortunate Tu ci travolgi con la tua coscienza benedetta Fondata sulla gloria di Shiva, il Supremo Nella stanza dei gioielli che esaudiscono i desideri Nel giardino dei piaceri Situato nell'isola delle gemme Circondata da filari di sacri alberi kalpaka ondeggianti Che galleggia nell'oceano del nettare divino)
tra il loto delle sedici kala e l'isola della gemme c'è il cosiddetto Nirvana cakra o parabrahma chakra. non si tratta del Sahasrara Chakra ma , per così dire di una sua emanazione inferiore. viene percepito appunto come una corona intorno al cranio che lancia i suoi raggi-petali verso la fontanella , percepita, in questo caso, come una spirale, una specie di chiocciolina nella quale pare circolare energia luminosa.
L'Isola delle Gemme, nel cui bosco risiede Adi Sesa ( anzi Adi Sesa è l'oceano stesso su cui giace l'isola delle Gemme) è il palazzo della Dea e rappresenta, forse, il segreto supremo della manifestazione.
si è detto che lo sbocciare di Ajna cakra porta alla percezione dei cakra segreti del Cranio:
Manas Cakra a sei petali
Shambava Sthana a sedici petali (le sedici kala) sopra il quale vi è la Casa senza sostegno (Niralamba puri).
Nirvana cakra bianco (o viola in alcune tradizioni)a cui i tibetani attribuiscono 32 petali o cakra della corona (che molti scambiano per sahasrara cakra).
e Guru cakra , loto bianco a dodici petali.
Volendo si può inividuare nell'Ajna cakra la dimora dell'Ahmakara (il piccolo sè, rappresentato non dall'Oca Cosmica HAMSA, Il Supremo Sè, ma da parashiva in forma di Hamsa, un riflesso quindi), nel manas cakra, la dimora del manas la cui colorazione mutevole da nero a bianco indica la sua funzione inferiore che indirizza verso la materialità , e la sua funzione supriore in contatto con la buddhi. nel nirvana cakra ha sede la beatitudine che nasce dopo la visione di Isvara.
cosa rappresenta l'isola delle gemme posta sopra il Guru Cakra(urdhwamukha pada) ?
E' qui, è nell'isola delle gemme che nasce la manifestazione sotto forma di energia (PRANA).
L'Oceano Blu cupo sul quale si staglia il palazzo della Dea è l'oceano di prima dell'inizio. rappresenta la Vita allo stato potenziale. l'infinita possibilità. Pura coscienza.
E' un oceano di nettare, il nettare dell'immortalità (amrta arnava). la creazione, la concentrazione delle energie cosmiche, la autolimitazione del Dio, avviene sull'Isola delle Gemme.
L'isola è fatta di pietre preziose (Mani) e ricoperta di alberi fiori e piante. al centro c'è il palazzo della Dea costruito con la pietra del desiderio ([b]Cintamani)[/b], la pietra filosofale della tradizione occidentale. nel centro, in una specie di gazebo costruito d'oro e pietre preziose siede su un trono La Dea, la bella dei tre mondi (Tripura sundari). E' lei chiamata vimarsa sakti (che significa più o meno "piano di utilizzazione dell'Energia") La Madre del Prana.
la Dea è "QUESTO", ovvero l'intera manifestazione.
E' nell'isola delle gemme che sboccia il germoglio della separazione tra "me" ed "altro da Me".
la dea ha vari oggetti in mano. tra questi l'arco e cinque frecce.
le cinque frecce raccontano un segreto: il segreto della quintuplicazione degli elementi.
Il suono, la tangibilità , la luce, il sapore, l'odore sono nascosti nella punta delle frecce. nel viaggio verso la materia le frecce generano gli elementi sottili ognuno dei quali caratterizzato da una propria energia, un pràna.
Gli elementi si mescolano tra loro. in ognuno c'è una porzione (1/8 ) di tutti gli altri.
nell'Etere grossolano vi sarà un ottavo di aria, fuoco,acqua e terra.
i sensi , la percezione degli elementi, in virtù di questa mescolanza si produrranno uno dopo l'altro:
L'Etere produrrà il suono, l'energia del suono e quindi l'udito. l'Aria, figlia dell'Etere, sarà accompagnata da Udito e Tatto. Il fuoco da udito, tatto e vista. L'acqua da udito, tatto, vista e gusto. la terra da udito, tatto, , vista, gusto e olfatto. l'energia primordiale si specializza in cinque energie ognuna delle quali produrrà sia l'elemento in sia la mescolanza degli elementi sia l'azione del percepire corrispondente.
Apàna è l'energia della metallizzazione. Apàna produce la Terra , ma è l'energia dell'Acqua. Samàna produce l'acqua intesa come linfa vitale ma è l'energia del fuoco Vyàna produce il fuoco della vita ma è è l'energia dell'aria. Pràna produce l'aria che sostiene la vita, ma è l'energia dell'etere. Udhana è l'energia iniziale. è l'ultima freccia tirata dalla Dea.
le frecce sono legate tutte tra loro da una corda d'argento.
alla fine dell'esistenza terrena la Dea raccoglie l'ultima freccia e, come se fossero legate da un elastico, tutte le altre si ritraggono, trascinando con loro i sensi e gli elementi.
.
la corda d'argento viene presa dalla dea e versata nell'oceano di prima dell'inizio...
ma perchè dio lascia la sua consorte libera di agire e di lanciare e ritrarre a piacimento la corda d'argento?
Cosa è questa volontà che porta alla Manifestazione?
c'è una storia che raccontano i Tantristi del kashmir che forse può dare degli indizi:
Brahma, Visnu e Siva si presentano alla Dea cantando degli inni, le fanno dei doni e poi, in coro dicono: Scusaci madre, ma noi abbiamo dimenticato il sacro mantra della creazione. per poter continuare il ciclo della creazione,mantenimento e distruzione, ti preghiamo di iniziarci ancora ai tuoi misteri.
"non c'è differenza tra il MahaPurusha e Me"-risponde la Dea. é solo per amore del mondo che appariamo due. Al di là del mondo manifestato non c'è nè maschio nè femmina, nè androgino!"
Il dio che dimentica sè stesso....
tutto sommato, la realizzazione del darsana samkhya corrisponde alla visione dell'Isola delle gemme.
Samkara la guarda dall'alto.
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prana
....segue il prana che diviene: pràna, apàna,vyàna,udàna,samàna secondo le molteplici funzioni loro inerenti o secondo le modificazioni che subisce, come avviene per l'oro o per l'acqua. samkara, vivekacudamani 95.
Il pranayama (pranasamyama, non è una serie di esercizi di respirazione. è pratica alchemica.
Ci sono 5 tipi di pràna o vayu (in realtà sono 10, 5 minori e 5 maggiori, ma qui tratteremo solo dei secondi)) ognuno con proprie funzioni, ritmo e direzione.
Pràna "domina" la zona che va dal naso al cuore ed è in rapporto con la parola ,il cuore ed i polmoni. è caratterizzato da un ritmo alternato, una specie di doppia spirale su un piano orizzontale facilmente sintonizzabile con il ritmo respiratorio, una delle sue funzioni è appunto la respirazione. lo si collega al V° cakra(Etere)
Vyàna è quello che i cinesi definiscono Ch'i prenatale. è l'energia vitale che pervade tutto l'organismo. è il "tipo" di prana che circola uniformemente nelle nadi. segue i ritmi cosmici di giorno e notte. la sonnolenza e il risveglio possono essere considerati sue funzioni. si espande e si ritrae. è collegabile al IV° cakra(aria)
Samàna domina la parte del corpo che va dal cuore al plesso solare (ombelico) e riguarda il nutrimento e l'assorbimento del cibo. è collegato allo stomaco e , diciamo, al III° cakra(fuoco). la secrezione è una delle sue funzioni. si potrebbe visualizzare come un movimento su un piano orizzontale, dall'esterno all'interno e viceversa.
Apàna è il prana dell'intestino. la sua funzione è la escrezione e riguarda la parte del corpo che va dallo stomaco ai piedi (II° cakra) è visualizzabile come un movimento verticale discendente , dall'alto verso al basso.
Udàna si trova tra il naso e la fontanella (sesto cakra) ed è in rapporto con il naso, gli occhi e il cervello. è visualizzabile come un movimento verticale verso l'alto. udana è l'energia che porta lo sperimentatore fuori dal corpo durante il samadhi e dopo la morte. è responsabile del movimento degli occhi verso il centro della fronte (Sambavi mudra)
i prana sono in rapporto tra di loro. il movimento ascendente di udàna una volta "direzionato" reindirizza tutte le aree vitali del corpo . si può intravedere in questo direzionarsi di Udàna , in parte, ciò che è definito rettificazione mercuriale ed è rappresentato dal cambio di direzione dal basso in alto, dei petali del Loto che simboleggia il cakra del cuore.
tutti i processi psicofisici possono essere considerati come il prodotto dell'azione combinata dei vari prana. il praticante potrà osservare ad esempio il processo dell'eccitazione sessuale, o dell'addormentarsi o dello starnutire o dello sbadigliare .
sapere percepire i ritmi e le funzioni dei vari prana e saperli indirizzare, sia all'esterno che all'interno, è la base di tutte le tecniche psicofisiche finalizzate alla guarigione del corpo e al mantenimento della salute .
i 5 vayu costituiscono la guaina dell'azione (Pranamayakosa) e ciascuno di essi, come si è visto, è dotato di qualità, cioè ritmo e direzioni. il Pràna è essenzialmente diretto verso l'interno, nel senso che la inspirazione è considerata la direzione primaria (dall'esterno verso l'interno) ed è blu zaffiro.
Apàna è scuro (color "nuvola del tramonto") e la sua direzione primaria è la discesa.
Udàna è color del fuoco e la sua direzione primaria è ascendente.
Samàna è color bianco latte e la sua azione è quella propria del solvi et coagula.
Vyana è color argento ed è onnipervadente.
i 5 vayu hanno , come Arjuna ed i suoi fratelli, un'unica sposa: Kundalisakti.
quando il loro ritmo è "unificato", kundalini "sale dal muladhara Cakra lungo la ndi principale detta Sushumna o, per alcuni, Jiva nadi.
Tutti i soffi (pràna o vayu) hanno natura "rajasica". anzi si può dire che derivano dalla porzione rajasica di ogni elemento sottile(etere,aria,fuoco,acqua, terra).
Apàna simboleggia la metallizione, ovvero la formazione degli elementi grossolani: feci(terra), urina (acqua), gas (aria) tutte caratterizzate da clore (fuoco).
Udàna il "passaggio di stato" verso gli stati superiori di coscienza.
Buddhi è considerata il soggetto agente, manas(volontà) lo strumento. ciò significa che lo yogi può indirizzare i cinque venti nei vari percorsi chiamati Nàdi, tramite l'esercizio della volontà.
le nàdi principali sono Idà, Pingalà e Susumnà. Susumnà è all'interno del Monte Meru (colonna spinale) e si dice che conserva in sé la vera forma del sole ( Sùrya svarupà) e la vera forma della Luna (Candra svarùpà). Kundalini, salendo dal Muladhara cakra, porta all'unione di Sùrya e Candra, vise come energie positive ed energie negative. da qui il nome Ha-tha yoga che significa appunto unione delle energie positive e delle energie negative.
Il movimento dei 5 prana nelle nàdi può essere indirizzato dalla volontà mente, ma la salita di Kundalini detta Shatcakrabheda(penetrazione dei sei cakra) ha carattere di spontaneità.
Kundalini effetto e causa dell'armonizzazione dei cinque soffi vitali, comincia il suo moto ascendente in virtù di un "cambio di direzione" dell'inversione della direzione primaria dell'apàna vayu .
Udàna il "passaggio di stato" verso gli stati superiori di coscienza.
Cakra Attorno a Susumna, la nadi centrale, si avvolgono Ida e Pingala.
Ida, di color bianco pallido, è assimilato alla luna ed il prana assume che scorre in essa è detto simile al nettare. Pingala è rosso "simile al sole" è contiene il veleno della mortalità.
le tre nadi maggiori vengono paragonate ai tre fiumi sacri: gangà (idà), Yamunà (Pingalà) e sarasvatì (susumnà) e si uniscono Al Mùlàdhara cakra (perineo) ed all'àjna Cakra (plesso frontale) e si intrecciano nei pressi degli altri cakra:
lo studio e la percezione dei cakra sono essenziali per coloro che si dedicano allo hatha yoga inteso come Unione e armonizzazione delle energie.
lo Hatha yoga è , banalizzando un pò, lo yoga di chi si identifica con la guaina delle energie o Pranomayakosa. tutto ciò che oggi è conosciuto come Kundalini yoga, ashtanga yoga, tantra yoga, power yoga è hatha yoga. il fine, che viene chiamato realizzazione, è il raggiungimento della contemporanea consapevolezza di ciò che è definibile stato di veglia e di ciò che è definibile stato di sogno.
E' questo che intende lo hathayoga pradipidika quando afferma:
Sia Gloria al santo Adinath che insegnò la scienza dello hatha yoga: essa risplende come una scala per colui che desidera salire sulla sommità del Raja Yoga"
in sostanza lo hatha yoga è l'insieme delle tecniche atte a risolvere la guaina delle energie.
i due punti di incontro delle tre nadi più il punto centrale (cuore) sono i Tre Granthi o nodi della conoscenza. sono nodi che vanno sciolti . la presenza stessa di questi nodi, dei cakra, delle nadi del prana dipende dallo stato coscenziale del praticante.
per chi si identifica con la guaina delle energie Dio è il Prana e la percezione e l'utilizzazione del Prana rappresentano l'identità con l'assoluto. Il Raja yoga e L'ijnana corrispondono ad altri livelli coscenziali avendo riconosciuto il primo la "supremazia " della mente volontà sull'azione (prana per il praticante di Raja yoga equivale a pensiero) ed il secondo la supremazia della conoscenza su mente ed energia.
per l'jnanin la conoscenza sarà il soggetto sperimentatore, la mente lo strumento e le energie il prodotto.
per lo hatha yogi i cakra danno, nella loro complessa simbologia una miniera di informazioni ed indicazioni sulla percezione e la utilizzazione delle energie.
Granthi I tre granthi sono le porte di accesso al corpo psichico.
la risoluzione del brahma granthi (Mùlàdhàra cakra) fa accedere alla consapevolezza della guaina delle energie
la risoluzione del visnù granthi (anàhata cakra) fa accedere alla consapevolezza della guaina della mente.
la risoluzione del Rudra granthi (ajna cakra) fa accedere alla consapevolezza della guaina della conoscenza.
ovvero, Prana, Manas e Buddhi.
può essere utile a questo punto riprendere lo schema dei 5 vayu.
Udhàna color del fuoco, ha sede(per così dire nel sesto cakra ed ha una direzione ascendente. ma la giusta direzione , in qualche modo non è naturale, va per così dire reindirizzato. Questa azione di reindirizzamento che porta prima alla armonizzazione di tutte le energie corporee e quindi alla apertura del Cakra della corona, la si può assimilare alla "apertura dell'occhioo spirituale, o terzo occhio, o occhio di Siva.
Pràna color blu zaffiro ha sede nel V° cakra (elemento sottile Etere) e si espande verso cuore e polmoni.
Vyàna color argento, ha sede nel IV° cakra, il cakra del cuore ed è onnipervadente. è la sede dell'energia originaria .
Samàna è bianco latte ha sede nel III° cakra erappresenta l'assorbimento e l'utilizzazione delle sostanze nutritive.
Apàna è bruno ed ha sede nel II° cakra ma espande la sua azione espulsiva discendente verso il bacino e le gambe.
nel Mùladhara Cakra in qualche modo si colora , acquista qualità. il muladhara è rappresentato come un fiore con quattro petali rosso scuro (color feci) su cui sono riportate quattro lettere dell'alfabeto sanscrito: Va, sa, Sa (sha) e ca, sul pericarpo è invece riportato il bija LAM.
queste lettere stanno ad indicare, insieme ai colori, le differenti frequenze vibratorie di Apàna vayu.
Una delle frequenze o modalità di Apàna vayu è il "rosso"KANDARPA VAYU, il vento di kama, il desiderio creativo.
è in virtù dell'attivazione e dell'utilizzazione di kandarpa vayu che si attuano il risveglio di kundalini e lo scioglimento del Nodo di brahma .
la salita di kundalini viene rappresentato con l'assorbimento di tutti i simboli del mùlàdhara cakra nel Bija LAM che a sua volta si scioglie nel corpo della De e con la chiusura dei petali che si dirigono verso il basso. questo riunire in un suono tutti i valori simbolici significa l'unificazione in un unico ritmo-vibrazione di tutte le energie "inferiori".
questo porta alla salita della "serpentessa". non si creda che si tratti di una metafora. Kundalini "rotonda" è il fuoco stesso inteso come energia. l'accensione ed il reindirizzamente del "vento di Kama" si avverte come un movimento interno , all'altezza del perineo, in senso antiorario. una specie di vibrazione/scarica elettrica, campo magnetico che mette in movimento Kundali sakti avvertita come una "striscia di energia larga" un palmo che sembra sollevare i lati della colonna vertebrale.
respiro del drago
Mùlàdhara rappresenta quindi il primo nodo della conoscenza. lo scioglimento del Brahma granthi corrisponde all'inizio del viaggio di kundalini.
il respiro del drago.
nella tradizione taoista si fa riferimento al volo del drago ed alla trasformazione del Ch'i in Jing (elisir). Jing è l'energia sessuale (quindi il vayu del desiderio) .
ovvio che le tecniche psicofisiche taoiste non sono hatha yoga, eppure nelle storie e leggende cinesi si possono trovare dei segnali di una continuità, di un collegamento tra le due tradizioni: per esempio lao tse scrive il tao te ching prima di ritirarsi sull'Himalaya.
per esempio le tecniche marziali dei monaci Shaolin vengono introdotte dal monaco indiano bodhidharma.
senza sprofondare nel sincretismo un'analisi delle tecniche del Chi Kung nei dan può forse contribuire a chiarire i processi di alchimia interiore definiti Shat chakra bheda, risveglio di kundalini o respiro del Drago.
la base delle tecniche marziali e terapeutiche cinesi (e giapponesi) è la pecezione delle energie del Tan Tien. ci sono in realtà tre tan tien, tre punti considerati dei crogioli o dei forni: il punto tra le sopracciglia (tan tien superiore) il punto in mezzo al cuore( tan tien mediano) il punto sotto l'ombelico (tan tien inferiore)
corrispondenti al VI°, al IV° ed al II° Cakra.
il più importante , la cui"attivazione" secondo i taoisti , porta alla maestria nel movimento, all'aumento della vitalità, alla longevità, è il secondo chakra ,Svadhistana cakra.
si è visto che nello yoga è considerato l'origine dell'Apana vayu. nel taoismo è l'originre del "soffio" o "vento". Il ch'i viene sviluppato con la meditazione e fatto scendere al perineo (Muladhara). la discesa provoca un "riscaldamento" (attivazione del vento di Kama-desiderio) che rende più "fluido" il chi' e lo fa risalire lungo la colonna vertebrale.
le tecniche per sviluppare il ch'i sono interessanti.
si è visto che per lo Hatha yoga, Apana ha origine nel secondo cakra e "domina" la parte del corpo che va dal basso ventre ai piedi. la direzione primaria di apana è verso il basso. è il vento della "discesa" e della metallizzazione. il taoismo provoca l'inversione del movimento impedendo inizialmente ad apana di scendere ed indirizzandolo in un percorso circolare attorno all' ombelico.
svadhistana è un loto a sei petali (il bija è quello di Varuna,VAM) e rappresenta l'acqua che discende dal fuoco.
nella meditazione taoista vi si accumula chi durante la meditazione e poi lo si fa girare in senso sia orario che antiorario combinandolo così con l'energia del cakra dell'ombelico ,o Mani-Pùra cakra.
manipùra cakra o più correttamente nabhi (ombelico) cakra. mani-pùra è un loto dorato ma sui suoi petali sono dipinti i 10 Varna azzurri: dam,dham,nam,tam,tham,dam tham, nam,pam,pham (le lettere da dha,na, ta da,tha,na,pa,pha). il colore azzurro ricorda che lelemento sottile acqua discende dal fuoco. i pieci petali ed i dieci varna rappresentano le determinazioni o qualificazioni di un altro vayu: Samana, il vento del nutrimento e della trasformazione. il suo mantra è RAM
la meditazione taoista sul tan tien consiste quindi nel combinare samana ed apana per ottenere un "qualcosa" che , disceso nel Muladhara cakra, si trasforma in energia sessuale "ascendente".
questo vento ascendente viene percepito come un liquido caldo, un "vento elettronico" o un "esercito di formiche" che sale dal muladhara all'osso sacro e da lì al cakra del cuore, anahata cakra
anàhata è un loto rosso a dodici petali.
qui il soffio si blocca . l'osso sacro, il punto in mezzo alle scapole e la prima vertebra cervicale sono considerati dai taoisti "porte della vita e della morte.
il soffio vi si può bloccare senza riuscire a giungere alla fontanella e ridiscendere quindi al punto in mezzo alla fronte.
una cosa interessante è che nei testi delle varie tradizioni non si parla mai di un solo punto del cuore, ma di due o addirittura tre punti o cakra.
nel tantrismo, ad esempio (cfr mahanirvana tantra con l'introduzione di Avalon) si parla di cuore fisico, di Loto a dodici petali rosso scuro e di loto a blu ad otto petali.
La tigre ed il Dragone Torniamo per un attimo alle tecniche taoiste.
C'è un metodo , descritto in un testo del 1.600( lo " XINGMING GUIZHI") per accumulare e reindirizzare l'energia (ch'i...Prana...) a partire dal tan Tien inferiore (II° cakra). Una tecnica che può portare , se si riesce a penetrare il linguaggio fiorito dei filosofi cinesi, forse ad una migliore comprensione della circolazione dei Vayu. si chiama : "La Tigre ed il Dragone".
All'inizio guidare il soffio (CH'I) mediante il pensiero e farlo ruotare a spirale dal centro all'esterno, dal piccolo al grande, recitando mentalmente la formula dei 12 caratteri: " La Tigre Bianca è nascosta ad Est, il Dragone Verde dorme ad Ovest" . Recitare un verso per ogni giro, il tutto 36 volte.
Fare quindi il percorso opposto, dall'esterno al centro, recitando La Tigre Bianca è nascosta verso Est, il Dragone Verde dorme verso Ovest" . Il tutto 36 volte.
Dopo un po' non sarà più necessario far uso del pensiero: "la Ruota del Dharma (Dharmakaya) gira da sola".
La Ruota della legge nell'alchimia interiore è la circolazione dell'energia attraverso i due canali di controllo e di funzione che per i cinesi percorrono il primo la colonna vertebrale (susumna ) dal I°fino al VI° cakra, ed il secondo il busto, dal VI° al II° cakra.
il percorso, che porta all'armonizzazione dei vari "soffi" è definito "Piccolo Circuito Celeste" o " Orbita Microcosmica" e si realizza portando la inspirazione dalla radice del naso al tan Tien inferiore. espirando si conduce l'attenzione fino al sacro passando per gli organi genitali ed il perineo. inspirando si conduce l'attenzione dall'osso sacro al punto in mezzo alle scapole, ed espirando si procede dalle scapole fino al tan tien superiore (Ajna cakra) passando per la nuca e la fontanella.
Il Dragone verde indica il mercurio, ma anche l'energia che tende verso l'alto (udhàna vayu). La Tigre bianca il Piombo ma anche l'energia che tende verso il basso (Apana Vayu).
Il percorso a spirale dell'energia si effettuata a partire dal Tan tien inferiore ( 2° Chakra) e visualizzando sull'addome "Il Diagramma del Cielo Posteriore" Il Diagramma del Cielo posteriore e' un Mandala, una rappresentazione dell'universo realizzata con gli "8 TRIGRAMMI":
n. 1 KAN, l'acqua, il nord, il pericolo _ _ ___ _ _
n. 2 KUN la Terra, il Sud-ovest, La Madre _ _ _ _ _ _
n.3 Zhen Il Tuono, l'Est, il Dragone _ _ _ _ ___
n.4 XUN , Il Vento, il Sud- Est, Il Bosco ___ ___ _ _
n.6 QIAN , Il Cielo, il Nord-Ovest, Il Padre ___ ___ ___
n. 7 DUI, Il Lago, L'Ovest, la Ragazza ( la Tigre) _ _ ___ ___
n. 8 GEN, La Montagna, il Nord Est, il ragazzo ___ _ _ _ _
n.9 LI, Il Fuoco, il Sud,la Luce ___ _ _ ___
Il 5 rappresenta il perno del movimento o la "Terra di mezzo"...il "Motore immobile" il Diagramma del cielo posteriore viene visualizzato in forma di cerchio con il 5 al centro e i trigrammi disposti sulla circonferenza secondo il percorso( dall'alto verso destra, movimento orario) 9,2,7,6,1, 8, 3, 4,9. Ma esiste anche una versione in forma di quadrato:
4 - 9 - 2 3 - 5 - 7 8 - 1 - 6
i 5 animali la Tigre ed il Dragone rappresentano due forze, l'una discendente e l'altra ascendente, che devono invertire la loro azione e combinarsi.
processo che è rappresentato anche dall'insegnamento: "la dimora dell'Acqua è in basso, La dimora del Fuoco è in alto"
non è difficile identificare la Tigre con Apàna vayu ed il Dragone con Udhàna vayu.
la leggenda della nascita delle arti marziali cinesi parla dell'arrivo di un maestro indiano, Bodhidharma, al Monastero di Shaolin. a lui si attribuisce, tradizionalmente, l'insegnamento dei cinque stili fondamentali della arti marziali shaolin: i cinque animali.
ovvero : Il Dragone(Lung), detto anche il Maestro che domina gli altri quattro
la Tigre (Fu) che rappresenta la potenza della materia.
Il leopardo o Pantera (Pao) che rappresenta la muscolatura e la forza derivante dall'alimentazione.
Il Serpente (Sare) che rappresenta il respiro coordinato all'energia interna
la Gru (hok) che rappresenta la grazia ,l'agilità e la capacità di alternare il movimento nel cielo (la gru che vola) e sulla terra (la gru che rotola)
abbiamo detto che Il dragone è assimilabilabile ad Udhàna Vayu. la tigre ad Apàna Vayu. Il serpente invece è dichiaramente il Ch'i della reapirazione, ovvero Prana vayu. Il leopardo il ch'i dell'alimentazione (Samàna Vayu) mentre la Gru sarà il Ch'i onnipervadente (Vyàna vayu).
i cinque animale corrispondono ai cinque vayu e la loro madre/sposa rappresentata dall'unione-inversione di Tigre e Dragone sarà evidentemente la Kundalini risvegliata.
le tecniche taoiste insegnano ad armonizzare i vari venti a partire dal Pràna vayu.
Si è detto che ogni Pràna ha una direzione primaria ed una secondaria, a Parte Vyàna che è interno al corpo ed onnipervadente, ma segue i ritmi del giorno e della notte.
Pràna, che ha sede nel Visuddha Cakra si muove dall'esterno all'interno (la direzione fondamentale è rappresentata dalla Inspirazione)scende verso il basso , fino a partecipare all'azione del Samàna vayu (che ha sede nel manipùra e presiede all'assorbimento degli alimenti) l'energia combinata di Pràna e Samàna scende quindi nella zona del svadhistàna cakra per unirsi ad Apana vayu . L'energia così prodottadove viene indirizzata, mediante l'azione della mente (meditazione con seme. concentrazione su un punto e sul movimento attorno a tale punto) in un percorso circolare , che impedisce la naturale discesa di Apàna .
a questo punto l'energia si accumula, come l'acqua che , scorrendo in una tubatura , incontra un'ostacolo.
con l'aumento dell'energia si avvertirà (soprattutto in fase di apnea alta) calore, o formicolio o elettricità nel basso ventre.
la concentrazione si sposterà quindi sull'osso sacro e , durante la espirazione, "automaticamente", l'energia passerà nella zona dei genitali, nel perineo, nell'ano, fin quando il praticante non avvertirà una sensazione di pressione nell'osso sacro. sensazione che aumenta nella fase (naturale, non forzata) di apnea.
inspirando si sposterà l'attenzione al loto del cuore. espirando la si condurrà all'Ajna cakra dove comincerà il "piccolo circuito celeste": inspirando "conduco " l'energia al cakra sotto l'ombelico- espirando la conduco al sacro- inspirando la conduco al cuore- espirando la conduco all punto della fronte.
l'esercizio deve condurre allo spontaneo muoversi dell'energia lungo il percorso del Piccolo circuito celeste.
la mente, ad un certo punto, non controllerà più, ma si limiterà ad "osservare", ad ascoltare il fluire dell'energia.
il movimento spontaneo ci avverte che sta cambiando qualcosa al loto del cuore.
il fiore dai dodici petali rossi diretti verso il basso, che dà il ritmo e l'energia a tutto l'organismo, sta per lasciare il posto al Fiore Blu ad 8 petali chiamato nelle upanisad:hridaya chakra, hrit padma, hridaya padma, hridaya kamala, hridaya-amburuha, hridaya padmakosha, hritpundarika, hemapundarika.
La Dea Il "passaggio" simbolico per taluni effettuale per altri dal cuore di sinistra (il loto"solare" con dodici petali rossi rivolti verso il basso) al cuore di destra (il loto"lunare" con 8 petali blu rivolti verso l'alto) significa che si entra nella dimensione della Dea.
l'energia vitale onnipervadente che dava ritmo e sosteneva i cakra inferiori( Manipùra,Svàdhistànae mùlàdhara) comincia a sostenere i cakra superiori, facendone sbocciare di nuovi (i cakra nascosti). la Dea, nelle sue varie forme di maha Vidya, è generalmente rappresentata da Fiori di loto ad 8 petali :
Tara yantra
kali yantra
chinnamasta yantra:
Dhumavati yantra:
matangi yantra:
kalamatmita yantra:
bagalamukhi yantra:
Bhunaneswari yantra:
bhairavi yantra
questa apertura del loto ad otto petali del cuore provoca l'apertura di altri cakra, minori o nascosti.
molti praticanti di hatha yoga che si avvicinano al tantrismo tibetano notano che i fiori di loto, simpbolo dell'attivazione dei cakra differiscono iper colore e numero dei petali, da quelli descritti solitamente . ciò in realtà non dipende da una differenza di impostazione o da un diverso punto di vista.
semplicemente si suppone che chi si avvicina alle pratica tantriche sia stato iniziato e che questa iniziazione abbia , per così dire, già atto sbocciare il loto del cuore. Siamo già nel regno della Dea. per questo, ad esempio nel Ngalso, si visualizzano solo 5 cakra:
alla fronte un loto bianco a 32 petali. alla gola un loto rosso a 16 petali. al cuore , appunto, un loto blu ad 8 petali. all'ombelico un loto giallo a 64 petali e sotto l'ombelico un lro verde a 32 petali.
il tantrismo è solo per iniziati.
Tripura Sundari l'apertura del Loto ad 8 petali nel cuore, si accompagna ad una serie di sensazioni particolari.
conduce per esempio all'apertura dei cakra minori sulle braccia, sugli avambracci e sul palmo delle mani.
il praticante può avvertire la sensazione che le braccia si alzino da sole, dal cuore, passando per il lato esterno del braccia, sembra che parta una corrente elettrica che giunge al centro del palmo provocando talvolta una sensazione di pressione o di dolore, per poi tornare, seguendo il "canale interno" del braccio al cuore passando per il petto.
quando è il "momento", kundalini sale lungo fino a Visuddha cakra.
Visuddha cakra è un fiore di loto a sedici petali "del color del fuoco visto attraverso il fumo". Sui sui petali sono riportate le sedici vocali sanscrite , le sette note musicali( Nisàda,Risabha,gàndhara, sadaja,madhyama.dhaivata,vasat,svad hà) e i Bija Hùm, Phat,vausat,vasat,Svadhà,svàhà,nama h..
nel sedicesimo petalo vi è l'ambrosia (amrita) e nell'ottavo il veleno. Visuddha è il Cakra dell'Etere (akasha) ed è la dimora di Mahavajresvari, la dea in forma di Tuono. il suono la voce, la respirazione verranno percepiti in maniera"diversa"
la salita di kundalini provoca l'apertura di un Cakra segreto posto alla Radice del palato:
Lalanà cakra detto a volte Kalàcakra o talu un loto rosso a dodici petali.
i cakra segreti sono collegati al cakra Di Tripurasundari
che ha sede sopra l'ajna cakra.
il veicolo della Dea questo punto sarà forse schematizzare quanto detto fino ad ora.
la manifestazione è in, sè, la Dea.
la Dea gode di se stessa,ed esercita la sua azione , nel corpo umano, attraverso 5 forze o venti:
Apàna vayu, che ha sede nel II° cakra . samàna vayu che ha sede ne III° cakra. Vyàna vayu che ha sede nel cuore. Pranàvayu che ha sede nel V° cakra Udhàna vayu che ha sede nel V° cakra.
la dea che gode sè stessa esplica la sua azione soprattutto mediante Apàna che sottende alla evacuazione e indirizza l'azione degli altri vayu verso il basso.
Apàna è un pò il simbolo della Metallizzazione e , per analogia, lo si può collegare alla forza di gravità.
Udhàna ha una direzione opposta a quella di Aphana, ma esplica normalmente la sua attività solo dopo la morte(l'anima attratta verso l'alto) o , mediante alcune sue "specializzazioni minori" in tutto ciò che porta i fluidi del corpo verso l'alto.
è nella natura stessa della manifestazione sottostare alla forza"discendente" di Apàna.
è interessante notare come nella tradizione cinese il vento discendente è detto Tigre e il vento ascendente Dragone.
la tigre è il veicolo della Dea
il destino dell'uomo , che sia piacevole o spiacevole il suo percorso vitale, è comunque segnato : seguire la dea meravigliosa nel suo scorrazzare senza guida verso la morte conduce alla catena delle rinascite.
secondo lo Hatha yoga vi è però una soluzione, indicata nel suo stesso nome : yoga:unione (armonizzazione) delle energie positive Ha e delle energie negative Tha.
in pratica si inverte la direzione delle due energie ascendente e discendente, armonizzando tutte e cinque le energie vitali e risveglando la kundalini dormiente, unione tra il dragone (Udhàna) e la Tigre (apàna).
kundalini "è" una forma della Dea. la dea madre e sposa delle cinque arie vitali.
il suo risveglio coincide con lo scioglimento del primo nodo della conoscenza : Il Brahma Granthi. proseguendo il suo percorso lungo l'asse centrale della colonna vertebrale la madre delle energie rivitalizza i cakra o plessi energetici fino a giungere all'Ahanata cakra, il Cakra del Cuore.
lo scioglimento del nodo del cuore (visnu granthi)porta all'appassimento dei petali del loto solare a dodici petali diretti verso il basso ed allo sbocciare di un'altro fiore di Loto: che alcuni fanno coincidere con l'hridaya kamala vedico.
che lo si chiami cuore spirituale o Hridaya kamala (Hrit padma, alcuni lo chiamano cakra dei siddhi e lo pongono a sinistra dell'anahata, in realtà vi sono almeno tre punti o chakra diversi nella regione cardiaca) , questo loto ha 8 petali blu (o secondo altri rossi, oro e bianchi) ognuno dei quali rappresenta uno degli 8 siddhi principali.
è da qui, dal direzionamento dei petali verso l'alto che comincia il viaggio verso l'apertura dello Ajna cakra che coincide con lo scioglimento del terzo nodo della conoscenza o Rudra Granthi.
tratto da: http://lnx.pitagorici.it/forum/view topic.php?f=8&t=185 |
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Gli Asana sono processi energetici. sono azioni (Kriya). Anzi sono azioni rituali (Karma)
Il Saluto al Sole, ad esempio è un rito vedico. ma spesso viene trasformato in un rituale propiziatorio e ancora più spesso in un'esercizio ginnico.
in origine era diviso in quattro sezioni durante le quali i movimenti (credo) venivano ripetuti a velocità decrescente e venivano accompagnati dal "canto" di mantra specifici per ogni sezione.
una sequenza di movimenti durava quanto la recitazione , anzi il canto di uno specifico mantra.
i mantra vengono formati secondo una tecnica che ricorda la tecnica compositiva della musica minimale:
abbiamo dei moduli o delle frasi minime :
1)om-
2)bijamantra-
3) verso dell'inno al sole del rig veda-
4) bijamantra
5)om -
6)nome del sole.
che compongono una frase complessa: Om bija verso bija Om Nome del sole. ad ogni ripetizione vi sono delle variazioni qualitative (variano i bija, i versi e i nomi del sole) e quantitative (aumenta progressivamente il numero dei Bija, dei versi e dei nomi del sole)
la prima sezione consiste in 12 ripetizioni ed in dodici mantra formati da: Om-1 bija -1verso-1 bija- Om -1 Nome del sole
la seconda sezione consiste in 6 ripetizioni e sei mantra ed i mantra sono formati da:
om- 2 bija- 2 versi del rig veda - 2 bija- om 2 nomi del sole.
la terza sezione consiste in 3 ripetizioni e 3 mantra formati da :
om - 4 bija - 4 versi del rig veda - 4 bija- om- 4 nomi del sole.
la quarta sezione consiste in una ripetizione ed 1 mantra formato da:
om - tutti i bija del sole- tutti i versi del rig veda citati- tutti i bija del sole - tutti i nomi del sole.
I nomi del sole sono 12 . Nei mantra sono seguiti dalla parola Namah ed il loro ordine è indicato con precisione:
Mitra, Ravi, Surya, Bhanu, Khaga, Pushan, Hiranyagarbha, Marichiman, Aditya, Savitri, Arka, Bhaskara.
i bija sono 6 ed anche loro hanno un ordine preciso:
hrāṁ, hrīṁ, hrūṁ, hraiṁ, hrāuṁ, hraḥ.
(m con il puntino è un prolungamento mugulato della vocale precedente: hrāṁ ad esempio sarà 'h'raamng )
i bija , come detto,sono sei. questo significa che nella prima sezione formata da dodici ripetizioni,dove in ogni mantra c'è un bija ripetuto due volte, dopo la sesta ripetizionesi ricomincerà dal primo (hrāṁ)
i versi del rig veda da cui si attinge per la costruzione dei mantra sono tratti dall'inno al sole del rig veda (1° libro):
"udhyannadya mitramaha ārohannuttarāṃ divam |
hṛdroghaṃ mamsūrya harimāṇaṃca nāśaya ||
śukeṣume harimāṇaṃ ropaṇākāsu dadhmasi |
atho hāridraveṣume harimāṇaṃ ni dadhmasi ||
udaghādayamādityo viśvena sahasā saha |
dviṣantaṃ mahyaṃ randhyan mo aham dviṣate radham ||"
facciamo un esempio della costruzione dei mantra:
il primo mantra della prima sezione sarà:
Aum hrāṁ udhyannadhya mitramaḥ hrāṁ Aum mitrāya namaḥ
Il primo mantra della seconda sezione invece sarà:
Aum hrāṁ hrīṁ udhyannadhya mitramaḥ ārohannuttarāṁ divam hrāṁ hrīṁ Aum mitrāya ravaye namaḥ ".
alla fine dopo 22 ripetizioni dei movimenti e 22 mantra si reciteranno i quattro versi del saluto al sole:
ādityasya namaskaraṁ ye kurvanti dinedine |
janmāṁ tarasahasre ṣudridhryaṁ nopajāyate ||
akālamṛtyuharaṇm sarvavyādhivinaśanam |
sūryapādodakaṁ tīrtham jaṭharedhārayāmyaham ||
che, più o meno credo che significhi che esercitandosi ogni giorno nel saluto al sole non si conosceranno le sofferenze del corpo e la morte arriverà più tardi.più qualcosa che riguarda il bere acqua prima che sorga il sole...
Surya namaskara è un rito.
ci si identifica con il sole , anzi con i dodici soli.
ripetere i movimenti come fossero esercizi di ginnastica può far bene alla salute, ma non è Il Surya namaskar vedico.
l'insieme dei gesti e dei posizioni illustra una legge cosmica ed insegna ad essere il Sole. insegna a comprendere che "colui che risiede nell'occhio del sole (vaisvanara) è la stessa Persona che risiede nel mioocchio destro.
tecnicamente il Saluto al Sole è composto da una serie di Asana:
-Urdhva Vrikasana -Uttanasana -variante di Uttanasana -Caturanga Dandasana -Urdhva Mukah Svanasana -Adho Mukha Svanasana -variante di Uttanasana -Uttanasana -Urdhva Vrikasana - Samasthiti
possiamo osservare che il 1° il 2° ed il 3° asana vengono ripetuti all'inizio e alla fine in ordine inverso. Si tratta di un percorso circolare.
confrontiamolo con il primo mantra della prima sezione :
[size=150]Aum hrāṁ udhyannadhya mitramaḥ hrāṁ Aum mitrāya namaḥ [/size]
anche nel mantra c'è un percorso circolare.
in qualche modo, a livello ritmico,
Urdhva Vrikasana è collegato ad AUM
Uttanasana è collegato al Bija Mantra (hrāṁ in questo caso)
Caturanga Dandasana, Urdhva Mukah Svanasana e Adho Mukha Svanasana sono collegati ai versi del rig veda (in questo caso udhyannadhya mitramaḥ )
e Samasthiti è collegato al nome del sole , in questo caso Mitra ( mitrāya namaḥ)
Si tratta di una danza cosmica . una danza sacra che racconta, agli astanti, una legge universale . Una danza che ogni giorno costruisce , allo spuntar dell'alba, un nuovo universo inteso come scansione ritmica di spazio e tempo.
1)Urdhva Vrikasana -
2)Uttanasana -
3) variante di Uttanasana (posizione di passaggio)
4) Caturanga Dandasana
5) Urdhva Mukah Svanasana
6) Adho Mukha Svanasana
7) variante di Uttanasana (posizione di passaggio)
8)Uttanasana
9) Urdhva Vrikasana
10) Samasthiti
1) visualizzazione di Mitra.
Aum hrāṁ udhyannadhya mitramaḥ hrāṁ Aum mitrāya namaḥ
2) visualizzazione di Ravi
Aum hrīṁ ārohannuttarāṃ divam hrīṁ Aum ravayé namah
3) visualizzazione di Surya.
Aum hrūṁ hṛdroghaṃ mamsūrya hrūṁ Aum suryaya namah
4) visualizzazione di Bhanu.
Aum hraiṁ harimāṇaṃca nāśaya hraiṁ Aum bhanavé namah
5) visualizzazione di Khaga.
Aum hrāuṁ śukeṣume harimāṇaṃ hrāuṁ Aum khagaya namah
6) visualizzazione di Pushan.
Aum hraḥ ropaṇākāsu dadhmasi hraḥ Aum pushné namah
7) visualizzazione di Hiranyagarbha. Aum hrāṁ atho hāridraveṣume hrāṁ Aum hiranyagarbhaya namaḥ
8) visualizzazione di Marichiman.
Aum hrīṁ harimāṇaṃ ni dadhmasi hrīṁ Aum marichayé namah
9) visualizzazione di Aditya.
Aum hrūṁ udaghādayamādityo hrūṁ Aum adityaya namah
10) visualizzazione di Savitr
Aum hraiṁ viśvena sahasā saha hraiṁ Aum savitré namah
11) visualizzazione di Arka.
Aum hrāuṁ dviṣantaṃ mahyaṃ randhyan hrāuṁ Aum arkaya namah
12) Visualizzazione di Bhaskara
Aum hraḥ mo aham dviṣate radham hraḥ Aum bhaskaraya namah
in linea di massimo si può dire che il saluto al sole vedico sia un rito cosmogonico come le danze taoiste o le danze sacre Tcham.
ma visto che ogni maestro lo ha adottato alle proprie esigenze (comme accade ad esempio per il tai ch'i chuan cinese) ecco che talvolta si perde lo spirito originario ed il significato originale di Surya namaskar.
esiste una sequenza diversa per ogni maestro. come esistono varie maniere per comporre i mantra. dal mio punto di vista è cosa assai irrilevante. ma capisco che per alcuni possa essere importante notare le differenze.
di certo sarebbe interessante collegare il saluto al sole con il Surya yantra:
le variazioni della seguenza rispondono ad esigenze degli istruttori. nella variante seguente ad esempio, ci si basa su 12 posizioni per collegare ogni asana con uno dei mantra solari:
AumMitrayaNanah
AumRavayeNamah
Aum Suryaya Namah
AumBhanaveNamah
AumKhagayaNamah
AumPushneNamah
AumHiranyagarbhayaNamah
AumMarichayeNamah
AumAdityayaNamah
AumSavitreNamah
AumMitrayaNanah
AumBhaskarayaNamah
tratto da[url] Yoga.it/forum[/url] e http://lnx.pitagorici.it/forum/view forum.php?f=8
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Alatachakra
quello dell'alatachakra è un insegnamento buddista. se si prende un tizzone ardente o un bastone infuocato e lo si muove in cerchio,l'impressione dell'osservatore sarà quello di vedere un cerchio.
i Buddisti affermano che il cerchio è un illusione. in realtà si tratta di istanti, di posizioni nello spazio del tizzone che in successione danno l'illusione del cerchio.
il cerchio sarebbe per i buddisti privo di una sua propria natura(Svabhava). avrebbe insomma un grado di "realtà"(?) minore rispetto al tizzone ardente o al bastone infuocato.
Gaudapada si pone invece una domanda: se non ci fosse qualcuno che dà al tizzone o al bastone un movimento circolare, come sarebbe possibile osservare il cerchio di fuoco?
questa innocenza da bambino di gaudapada è incantevole.
l'insegnamento che possiamo trarne non riguarda solo le possibili riflessioni che ci portano alla differenza sostanziale tra buddismo e vedanta, ma può anche servire a chiarire il percorso dell'aspirante, dall'ignoranza, all'apprendimento, alla conoscenza fino al sacrificio della conoscenza.
molti interpretando certi testi su (non di!)Ramana Maharishi(soprattutto quelli scritti da occidentali) o di neo vedantini o di santoni new age, affermano che bisogna buttare alle ortiche i testi sacri, i mantra, gli yantra le posizioni perchè l'unica cosa che conta è la meditazione sull'IO SONO o meglio la risposta alla domanda "Chi Sei Tu?"
il riavvolgere la mente in se stessa non per meditare sul brahmabindu, ma per essere il brahmabindu.
l'innocenza del non individuato, rappresentata, nel taoismo, dal neonato.
in un certo senso è giusto.
così alcuni dicono: visto che i testi tradizionali arrivano tutti alla conclusione ben espressa dal diciottesimo sutra Brahmabindu upanishad ovvero:
Il saggio, dopo aver studiato i trattati della conoscenza religiosa e profana, abbandoni completamente tali trattati, come colui che cercando il seme abbandona la corteccia.
perchè non gettarli subito alle ortiche? perchè non eliminare subito la corteccia per dedicarsi alla ricerca del seme?
il ragionamento non fa una grinza.
poi se vai a leggere con attenzione i testi di e su i pochi maestri contemporanei (diciamo degli ultimo 150 anni) ti accorgi che le loro frasi sono piene di riferimenti ai guna, ai kosha, al pranajama, ai quattro pada,ai veda, ai Purana..... se approfondisci un pò scopri che, per esempio,i discepoli di Ramana erano sottoposti ad una sadhana durissima.
e qui cominciano a venire dei dubbi.
non sarà che ci è sfuggito qualcosa?
"da bambino credevo che il Monte fuji fosse solo un monte. Da monaco ho scoperto che il monte Fuji è pieno di energie, spiriti e anime vaganti. realizzato il satori ho scoperto che il monte fuji è solo un monte"
Torniamo al cerchio di fuoco di Gaudapada. giocare con il bastone infuocato tracciando delle forme sempre diverse è bellissmo. nella notte si disegna nell'aria e più veloce ruota il bastone e più reali e definite sembrano le forme disegnate.
Chiunque l'abbia fatto o visto fare comprende benissimo che è colui che gioca con il bastone a creare le forme. Se il cerchio non ha natura propria essendo posizioni spaziali in successione della fiamma è anche vero che senza la volontà del "giocoliere" non esisterebbe alcun cerchio.
Qualunque bambino è in grado di comprenderlo.
se il giocoliere è vestito di scuro sarà difficile , all'inizio, scorgere i movimenti che danno origine al cerchio di fuoco, ma basta poco perchè l'illusione venga svelata.
qualunque bambino è in grado di svelarla.
non occorre essere gaudapada.
e allora perchè quella discussione sull'alatachakra tra gaudapada ed i buddisti è considerata , da molti, così importante ed interessante?
maya, il mondo come noi lo percepiamo è MISURA (Ma) . misura di tempo e spazio.
ogni oggetto ogni fenomeno occupa determinate posizione nel tempo e nello spazio ed il susseguirsi di queste posizioni, di questi istanti del Brahman, danno l'illusione dello scorrere della vita.
esattamente come il susseguirsi delle posizioni della fiamma danno l'illusione del fuoco.
se non ci fosse il giocoliere a muovere il bastone infuocato, come potrebbe la vita avere l'aspetto che noi conosciamo?
il giocoliere è il brahman. la vita, l'universo, l'esistenza sono il cerchio di fuoco. possiamo vedere solo la parte manifesta del giocoliere: il cerchio, guardando meglio la fiamma e, facendo ancora più attenzione ,parte del corpo,il braccio e la mano che muovono la fiamma.
abbastanza da farci comprendere che è una volontà a muovere il tutto.
ma di questa volontà possiamo percepire solo la parte visibile: un quarto.
i Quattro pada sono il brahman.
i primi tre sono un quarto del brahman. i tre quarti sono nell'ultimo.
ma la volontà, l'essere, è UNO.
veglia, sogno, stato di sonno profondo e quarto. sono un'unica realtà.
sono la Realtà. i quattro yuga che pensati in successione sono l'illusione del tempo, sono anch'essi un unica realtà. La Realtà.
proviamo a pensarli contemporanei, anzichè in successione.
proviamo a pensare che siano in realtà i quattro pada.
proviamo a pensare a livelli non di illusione, ma di realtà sempre più sottile, sempre più impalpabile.
Il kali yuga è lo stato di veglia ovvero il cerchio di fuoco.
il terzo yuga è lo stato del sogno, ovvero la fiamma, il tizzone ardente.
il secondo yuga è lo stato di sonno profondo ovvero il braccio e la mano
il primo yuga è il quarto pada la parte invisibile del supremo giocoliere.
tutto qui ed ora.
tutto nell'impercettibile porzione di spazio-tempo che separa ogni istante di manifestazione del Brahman.
non occorre essere gaudapada ed aver integrato la shruti per comprendere che è il giocoliere a creare il cerchio di fuoco. basta essere innocenti come bambini.
ma occorre essere gaudapada per riconoscere nel Giocoliere il Brahman.e per essere il brahman.
Aham brahmabindu
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si sente spesso dire: siamo in pieno kali yuga.
se si usa la frase : "in pieno kali yuga" si deve essere consapevoli della dottrina che stiamo abbracciando.
i tempi delle ere cosmiche sono appunto cosmici. non si parla più di anni o secoli . si parla di decine di millenni.
se assumiamo , se accettiamo di far riferimento non ai 50-100 anni di vita di un uomo ma ai milioni di anni di vita dell'universo ecco che cambia tutto il nostro punto di vista.
lo scopo? è sinonimo di fine.
il fine della vita umana umana è la morte. punto. dal punto di vista individuale non contiamo assolutamente niente nell'ambito dell'universo.
la morte è l'effetto della vita. la vita a sua volta è causata dalla morte.
l'eterna catena delle rinascite è esattamente questo.
 a prescindere dalla teoria (legge?) della reincarnazione, la vita prende le mosse dalla morte, la morte è il fine, lo scopo della vita. non è necessario leggere le upanishad per comprenderlo.
per vivere si deve mangiare. per mangiare occorre uccidere. occorre intervenire sul ciclo naturale di un animale o di un vegetale.
se non si mangia si crepa.
è abbastanza semplice da comprendere.
ora ciò che è bello e bene per il mangiatore appare brutto e male per il mangiato.
se la gente del villaggio sta morendo di fame l'uccisione dell'antilope da parte del cacciatore è Bello e Bene.
dal punto di vista dei cuccioli di antilope che moriranno di fame senza la madre ciò sarà brutto e male.
Alcuni parlano di scopo parla di scopo.
bene,lo scopo dell'individuo quale sarà? sopravvivere il più possibile per perpetuare la propria esistenza. e metterà in atto tutto ciò che potrà favorire la sua sopravvivenza contrastando ciò che la metterà in pericolo.
ciò significa che un altro individuo che attinge alle medesime risorse rappresenterà un pericolo. se il "mio" scopo è prolungare il più possibile la mia esistenza ecco che eliminare quest'altro individuo sarà cosa buona giusta.
se anzichè come individuo comincio a parlare di nucleo familiare,ecco che la "mia" sopravvivenza sarà meno importante della sopravvivenza del "mio" nucleo familiare.
il pericolo quindi sarà rappresentato non solo da singoli individui ma anche da altri gruppi familiari.
se anzichè come gruppo familiare comincio a parlare di comunità di individui legati da affinità (lingua, colore della pelle, ecc.) il male , il nemico sarà rappresentato da altre comunità.
se comincio a parlare di umanità il pericolo , il male, sarà rappresentato da tutto ciò che mette a repentaglio tutta l'umanità.
gli scopi dell'individuo, della famiglia, della comunità saranno comunque diversi.
se un individuo è pronto ad uccidere per salvaguardare la propria esistenza. se un individuo è pronto a fare ogni cosa per garantirsi la sopravvivenza, il capo famiglia, il rappresentante della comunità sarà disposto a morire per garantire la sopravvivenza della propria famiglia o della propria comunità.
l'individuo che per garantire la propria sopravvivenza va a rubare il cibo ad una comunità di individui e questi altri individui, per garantire la loro sopravvivenza cercheranno di ucciderlo o punirlo,per la comunità sarà il male, mentre per l'individuo il male sarà la comunità.
se lo scopo sarà lottare contro il male (ovvero ciò che è dolore e morte) per garantirsi il bene (ovvero piacere e vita) non solo le categorie di bene e male saranno relative per ognino di noi, ma la lotta sarà senza possibilità di vittoria perchè ciò che ci attende è inequivocabilmente la morte ed il dolore del distacco.
in questa ottica Bene è semplicemente allontanare il più possibile il momento del dolore e della morte.
Bene è relativo al tempo.
l'individuo valuta il tempo in base alla durata media della vita umana.
che rispetto alla durata della vita dell'universo è ben poca cosa.
una montagna per noi che viviamo un secolo è eterna.
se esistesse qualcuno che vive 10.000 anni vedrebbe la montagna cambiare velocemente forma e colore o addirittura la vedrebbe muoversi e sprofondare nel mare.
quando si leggono testi vedici o testi taoisti occorre tener conto del fatto che i loro autori parlano dell'universo e non dell'individuo.
ciò che ci appare contraddittorio è dovuto alla ristrettezza dei nostri orizzonti e non alle intenzioni degli autori di tali testi.
all'interno della stupafecente cosmologia disegnata dai testi vedici o taoisti c'è una serie infinita di individui.
ora comprendere lo scopo della vita umana per l'universo e nell'ambito di ere cosmiche ha ben poco rilevanza( visto che per l'universo la vita di paolo e la vita di un fermento lattico hanno la stessa importanza) per coloro che compongono la serie infinita di individui è rilevante.
qual'è lo scopo degli individui? è essenzialmente l'ottenimento del piacere. non c'è nientaltro che questo.
il piacere è ciò che dà gioia, benessere, beatitudine.
chi si frusta o si impone delle pratiche di sacrificio ha come scopo ultimo il piacere.
la comprensione intellettuale, il capire o risolvere una qualsiasi cosa (sia un rebus o la struttura dell'universo) dà piacere ed in sè non differisce dal ricercare, ad esempio, la soddisfazione del piacere sessuale. tanto è vero che si usa, in entrambi i casi, il verbo "penetrare": penetrare le leggi della fisica, penetrare i segreti della materia e così via.
questa naturale ricerca del piacere porta alla creazione di sempre nuovi bisogni e desideri.
si dovrebbe in realtà discriminare tra bisogno e desiderio, ma in fondo, il risultato è lo stesso: un muoversi verso un oggetto che garantisce, o dovrebbe garantire, la soddisfazione o il piacere.
un'unico scopo quindi, che ciascuno persegue alla sua maniera.
il problema è che confondiamo il piacere con l'oggetto che dà piacere, anche se questo piacere è momentaneo.
il fare l'amore dà, in genere, un grande piacere.
piacere dato dalla comunicazione , attraverso, i corpi, di un qualcosa di più alto.
ecco che si scambia spesso lo strumento, il corpo dell'amante, per il fine.
l'importante non sarà lo scambio intenso e l'annullamento momentaneo dell'ego che si ha, o si dovrebbe avere nell'atto sessuale, ma il possesso di un corpo o di vari corpi.
fottere , che in teoria significa fare l'amore, è diventato sinonimo di Fregare, di far del male ad un'altra persona.
la tensione verso il piacere si è trasformata in tensione verso il possesso di certi oggetti. ovvero attrazione nei confronti di ciò che crediamo possa darci piacere e repulsione verso ciò che pensiamo non possa darci piacere.
lo scopo di certe pratiche per alcuni sembra essere il "diventare persone migliori".
nessuno potrebbe negare che ciò è o sembra bello e naturale, ma viene da dire: migliori di che?
e viene anche da dire: siamo persone?
cosa è migliore? pensiamo che filosofo che cerca di "penetrare la realtà ultima delle cose" studiando i suoi libri zeppi di parole ricercate sia persona migliore dell'emulo di Ikkyu che cerca sempre nuovi modi per penetrare e far godere la sua amante?
nessuno dei due è migliore dell'altro: entrambi cercano il Piacere che è un riflesso della beatitudine (ananda) del piacere assoluto di cui il piacere terreno sembra essere un pallido riflesso.
San Paolo , nella seconda lettera ai Corinzi, dice: "la lettera uccide e lo spirito dà vita".
è straordinario che usi la parola lettera sia nel senso di lettera di raccomandazione(per esempio), ovvero epistola (all'interno di una epistola?) sia nel senso di lettera alfabetica ovvero di linguaggio scritto o orale.
l'azione , che dovrebbe , secondo il comune modo di pensare, portare ad uno scopo, non è importante quanto lo stato di coscienza con cui si compie questa azione.
se siamo pieni dello spirito di cui parla Paolo di Tarso anche l'offesa o la critica che possiamo compiere ai danni di qualcuno si risolvere in bene.
se siamo pieni di spirito egotico anche il sacrificio in onore degli dei, l'elemosina, o l'aiuto che concediamo ad altri si risolverà in male.
perchè se siamo pieni di quello spirito non è l'Io che agisce.
la vera azione è la non azione.
il vero scopo è il non scopo.
il fiore che sboccia a primavera non può non sbocciare "può solo ascoltare il proprio sbocciare".
se pratico la castità e la vista di una danzatrice dalle lunghe gambe affusolate e dagli occhi bistrati di kajal mi provoca una furibonda erezione non posso far altro che ascoltare l'afflusso di sangue nei corpi cavernosi.
l'unico scopo della manifestazione è la realizzazione.
tutte le pratiche, tutte le tecniche tutte le discipline hanno scopi per così dire parziali, che servono ad eliminare tutte le tracce di Rajas e tamas.
se si osserva il simbolo del Tai chi tu e si medita su di esso se ne possono trarre indicazioni interessanti.
la prima indicazione viene dall'abitudine di chiamare il simbolo in questione Tao. non è invece rappresentazione del Tao, ma appunto del Tai chi, che potrebbe essere definito forse , Non Tao pur essendo tao
allo stesso modo, volendo, potremmo chiamare maya non atman pur essendo atman.
tai chi Tu rappresenta l'insieme della manifestazione.
ed è composto da tre figure: il "pesce bianco" che rappresenta l'attività e per così dire l'accelerezione. il "pesce nero" che rappresenta l'inerzia e la circonferenza che li racchiude entrambi.
il punto nero nel pesce bianco rappresenta la potenziale inerzia contenuta nell'attività.
il punto bianco nel pesce nero rappresenta la potenziale attività contenuta nell'inerzia.
Yin e Yang rappresentano il mondo del divenire, della trasformazione.
Yang non può che diventare Yin (una lama troppo affilata non può che rovinarsi)
Yin non può che diventare Yang (una coppa piena fino al bordo non può che svuotarsi).
non si scappa: qualsiasi scopo ci si prefigga all'interno della vita manifesta ci riporterà, prima o poi, al punto di partenza: inerzia accelerazione- attività- decelerazione-inerzia.
l'inerzia e l'attività in sé non sono né bene né male.
anche se spesso le connotiamo come bene e male.
avere uno scopo significa voler progredire. all'interno della manifestazione non può esistere il progresso infinito.
il cibo è energia. se mangio posso muovermi. se mangio troppo ingrasserò così da tanto che la ciccia renderà impossibile ogni gesto.
lo sviluppo dei muscoli rende migliore e più efficace l'attività fisica.
lo sviluppo eccessivo renderà quasi impossibile compiere il gesto più semplice.
il cerchio esterno del Tai Chi tu rappresenta il Sattva o, come lo chiamava gurdjeff, la forza neutralizzante.
la forza d'accelerazione (rajas) viene impiegata nelle pratiche per combattere la forza d'inrzia (tamas).
la forza neutralizzante (sattva) deve , appunto, neutralizzare rajas.
essendo forza neutralizzante non si può, nel mondo della manifestazione , prefiggersi lo scopo di raggiungere sattva.
deve essere appunto un non scopo.
chi si prefigge uno scopo è (o dovrebbe essere)in uno stato prettamente tamasico (Yin). e il prefiggersi lo scopo significa combattere il tamas con il rajas. l'inerzia con l'attività.
ecco che è giusto(tra virgolette) praticare con uno scopo.
in uno stato rajasico è invece giusto (sempre tra virgolette) non prefiggersi alcuno scopo.
la manifestazione dell'essere , per il vedānta, è sat,chit,ānanda,Nāma e rūpa.
Nāma sono i nomi delle cose . Rūpa sono le forme delle cose. ed entrambi possono essere percepiti e compresi grazie ai cinque sensi più la mente (considerata anch'essa organo di percezione). Sat e chit possono essere intuiti. vi possono essere la certezza di esistere e la certezza intuitiva di un'unica mente ordinatrice dell'universo.
ma ānanda non può essere percepito. è lo stesso Essere che è ānanda cioè piena beatitudine e per essere nella condizione di ānanda occorre saturarsi di Sattva.
le tecniche che lavorano con le energie sottili, come il tai chi chuan o l'aikido o la spada giapponese fanno riferimento all'organo interno, al "lingam".
a ciò che possimao intendere come il sistema nervoso centrale ed il senso dell'io.
il ch'i (Ki) è appunto espressione dell'organo interno, definito talvolta corpo psichico.
le tecniche che utilizzano il ki in qualche modo hanno trasceso il corpo fisico (la guaina dell'alimentazione, e tendono all'espressione consapevole nel mondo manifestato, del corpo psichico, "composto" da altre tre guaine, la prima delle quali è detta, appunto, Prana-maya- kosha, ovvero l'espressione nel mondo della manifestazione del prāṇa o energia vitale.
la seconda guaina del corpo psichico è detta mano-maya-kosha ed è l'espressione nel mondo della manifestazione del mentale o Manas o mente proiettiva ed è la sede del'senso dell'io (ahaṃ-kāra, più precisamente " ciò che fa l'io"), dell'Ego.
la terza guaina del corpo psichico è detta Vijñāna-Maya-Kosha o Buddhi-maya-kosha ed è l'espressione nel mondo della manifestazione della mente intesa come intelletto, come capacità conoscitiva, come ragion pura.
è questa la guaina che va permeata di sattva per poter accedere all'ānanda.
la quinta guaina è la guaina del corpo causale: ānanda-maya-kosha , rappresentazione nel mondo della manifestazione della beatitudine.
la beatitudine o felicità o piacere che si prova nel mondo fisico è sempre un riflesso di ānanda.
per tornare al ch'i. a volte, nelle arti marziali, si sente parlare di Ch'i penetrante e ch'i radiante.
in un certo senso il ch'i penetrante è rajasico. il ch'ì radiante è sattvico.
tutti noi , almeno una volta nella vita, abbiamo provato la sensazione di essere così felici da "non stare nella pelle" . quel non stare nella pelle è il ch'i radiante.
occorre comprendere che le guaine corporee hanno la stessa identica forma del corpo fisico, ma sono di materia-vibrazione sempre più sottile.
quando si gode o si è felici ci si sente più leggeri. è la guaina della beatitudine che si manifesta. per questo l'amore ed il piacere trasfigurano.
il piacere nelle immagini erotiche indiane è rappresentato da espressione calme , sorridenti, rilassate.
è riflesso di Ananda.
se confrontiamo le espressioni degli amanti indiani con le maschere di certi filmati porno occidentali ne vedremo la differenza.
spesso il piacere è visto in occidente come conflitto. le smorfie sembrano quasi dolorose. si tratta di un piacere mediato dalla mente manasica. un piacere che deriva dal desiderio di possesso.
la ricerca del piacere sattvico, senza tormenti, puro come l'acqua che sgorga è una sorta di allenamento alla beatitudine.
sattva si esprime come espansione. ma non espansione in senso di progresso. espansione nel senso di dilatazione di tempo e spazio. è l'esterno che si espande. si tratta di un piacere e amore diffuso che viaggia nell'ambiente . le vibrazioni di cui è composto il corpo si armonizzano con le vibrazione dell'ambiente esterno. l'Amore trasfigura . ma trasfigura il mondo intero.
nel piacere collegato al possesso si percepisce una specie di freccia, di fendente di spada quasi doloroso.
nel piacere collegato all'amore si percepisce una armonica diffusione di suono-luce.
la beatitudine si esprime come una spirale che si espande all'infinito, senza pause o accelerazioni. una luce diffusa che appaga e risana.
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L'illuminazione alla quale fa riferimento lo Zen può rivelarsi in un istante. Ma l'uomo vive nel tempo e, così, anche lo Zen deve scendere a compromessi e riconoscere i diversi gradi di consapevolezza che avvicinano all'istante eterno dell'illuminazione. Nel dodicesimo secolo il maestro Zen cinese Kakuan disegnò i 10 tori, prendendo spunto dai più antichi tori taoisti e scrisse, in prosa e in versi, i commenti che compongono questo testo. La sua versione è Zen puro e va oltre le versioni precedenti che si fermano con il nulla dell'ottavo disegno. Il toro rappresenta il principio eterno della vita. I 10 tori rappresentano le tappe successive della realizzazione della propria vera natura. Ancora oggi questa sequenza ha lo stesso vigore che aveva quando Kakuan (1100-1200) la elaborò da lavori precedenti e fece i suoi dipinti del toro. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
I 10 TORI
----------------------------------- ----------------------------------- ---------- 1. La ricerca del toro
Nel pascolo di questo mondo, senza requie, io scosto le erbe alte alla ricerca del toro. Seguendo fiumi senza nome, perduto lungo l'intreccio dei sentieri di lontane montagne, Languenti le mie forze, spenta la mia vitalità, non riesco a trovare il toro. Odo soltanto, per tutta la foresta, frinire di notte le locuste. Il toro non è mai stato perduto. Che bisogno c'è di cercarlo? Soltanto la separazione dalla mia vera natura mi impedisce di trovarlo. Nella confusione dei sensi io perdo persino le mie tracce. Lontano da casa, vedo molte strade che si incrociano, ma quale sia quella giusta non lo so. Bramosia e paura, bene e male, mi avviluppano. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
2. Scoprire le orme
Lungo la riva del fiume sotto gli alberi, io scorgo le orme! Anche sotto l'erba fragrante vedo le sue orme. Le trovi nel più profondo di remote montagne. Queste tracce spiccano ben visibili come il tuo naso rivolto verso il cielo. Nel capire l'insegnamento vedo le orme del toro. Allora imparo che come molti utensili sono fatti di un solo metallo, così molte miriadi di entità sono fatte del tessuto dell'io. Se non faccio una discriminazione, come potrò distinguere il vero dal falso? Prima ancora di aver superato la soglia, ho scorto il sentiero. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
3. Scorgendo il toro
Odo il canto dell'usignolo. Il sole è caldo, il vento è mite, i salici sono verdi lungo la sponda. Qui nessun toro può nascondersi! Quale artista può disegnare quella testa massiccia, quelle corna maestose? Quando si ode la voce, si può intuire di dove viene. Non appena i sei sensi si fondono insieme, la porta è varcata. Dovunque si entri, si vede la testa del toro! Questa unità è come il sale nell'acqua, come il colore nella tinta. La cosa più infinitesimale non è separata dall'io. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
4. Catturare il toro
Io lo afferro con una lotta tremenda. La sua enorme volontà e la sua possanza sono inesauribili. Egli si avventa verso l'alto altipiano che sovrasta le fitte nebbie, O in un burrone impenetrabile sta immoto. Egli è rimasto a lungo nella foresta, ma oggi l'ho catturato! L'entusiasmo per il paesaggio gli fa perdere l'orientamento. Voglioso d'erba più dolce, va errabondo. Ma la sua mente è testarda e sfrenata. Se voglio che si sottometta, devo alzare la frusta. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
5. Domare il toro
La frusta e la corda sono necessarie, Se no egli potrebbe sfuggirmi per qualche strada polverosa. Bene addestrato, diventa naturalmente mansueto. Allora, senza pastoie, obbedisce al padrone. Quando nasce un pensiero, lo segue un'altro pensiero. Quando dall'Illuminazione sgorga il primo pensiero, tutti i pensieri successivi sono veri. Attraverso l'illusione rendi falsa ogni cosa. L'illusione non è causata dall'oggettività . Stringi forte l'anello che gli attraversa le nari e non consentirti il minimo dubbio. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
6. Tornare a casa sulla groppa del toro
Cavalcando il toro, io ritorno lentamente verso casa. La voce del mio flauto canta nella sera. Scandendo con la mano la pulsante armonia, dirigo il ritorno senza fine. Chiunque oda questa melodia si unirà a me. La lotta è finita; guadagno e perdita sono ormai la stessa cosa. Io canto la canzone del boscaiolo del villaggio e suono i ritornelli dei bambini. A cavalcioni del toro, guardo le nuvole alte sopra di me. Se qualcuno desidera richiamarmi, io non gli bado: vado avanti. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
7. Il toro trasceso
A cavalcioni del toro, arrivo a casa. Sono sereno. Anche il toro può riposarsi. L'alba è giunta. In felice tranquillità, Sotto il tetto di paglia della mia dimora, ho abbandonato la frusta e la corda. Tutto è una sola legge, non due. Noi assoggettiamo il toro solo temporaneamente. È come il rapporto tra il coniglio e la trappola, tra il pesce e la rete. È come l'oro e la scoria, o la luna che esce da una nuvola. Un solo sentiero di limpida luce avanza attraverso il tempo senza fine. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
8. Il toro e l'io trascesi entrambi
Frusta, corda, persona e toro - tutto si fonde nel nulla. Questo cielo è così vasto che nessun messaggio può macchiarlo. Come può un fiocco di neve esistere in un fuoco divorante? Qui ci sono le impronte dei passi dei patriarchi. La mediocrità è morta. La mente è sgombra da ogni limitazione. Non cerco uno stato di illuminazione, e nemmeno rimango dove l'illuminazione non esiste. Poiché non mi fermo né in questo né in quell'altro stato, gli occhi non possono vedermi. Se anche centinaia di uccelli cospargessero di fiori il mio sentiero, questo elogio sarebbe privo di senso. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
9. Raggiungere la sorgente
Troppi passi ci sono voluti per tornare alla radice e alla sorgente. Magari fossimo stati ciechi e sordi fin dal principio! Abitare nella propria vera casa, incuranti di quel che c'è fuori... Il fiume continua a scorrere tranquillo e i fiori sono rossi. Fin dal principio la verità è chiara. Equilibrato nel silenzio, io osservo le forme di integrazione e disintegrazione. Chi non è attaccato alla "forma" non ha bisogno di essere "riformato". L'acqua è smeraldo, la montagna è indaco, e io vedo Ciò che crea e Ciò che distrugge. ----------------------------------- ----------------------------------- ----------
10. Nel mondo
Scalzo e col petto nudo, mi mescolo alla gente del mondo. Le mie vesti sono lacere e impolverate, e io sono sempre colmo di beatitudine. Non uso magie per prolungare la mia vita; Ora, davanti a me, gli alberi morti diventano vivi. Dentro la mia porta, mille saggi non mi conoscono. La bellezza del mio giardino è invisibile. Perché si dovrebbero cercare le orme dei patriarchi? Io vado al mercato con la mia bottiglia di vino e torno a casa col mio bastone. Visito la bettola ed il mercato, e chiunque io guardi diventa illuminato
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bull 2
bull 3
bull 4
bull 5
bull 6
bull 7
bull 8
bull 9
bull 10
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Prima di morire Takuan Soho scrisse l'ideogramma Yume (sogno) e si mise in posizione di meditazione. fu amico e maestro di Miyamoto Musashi
Presumibilmente, poichè sono un artista nel budo, non combatto per vincere o per perdere, non mi preoccupo della forza o della debolezza, sono imperturbabile.
Il nemico non si accorge di me nè io di lui.penetrando in una dimensione in cui cielo e terra non sono ancora distinti l'uno dall'altra, in cui Yin e Yang non sono ancora giunti, ottengo di certo e subito,un effetto.
L'uomo che sa usa la spada, ma non uccide gli altri. usa la spada e dà la vita agli altri. uccide quando è necessario. quando è necessario dà la vita. quando uccide lo fa con assoluta concentrazione, così come quando dà la vita.
Senza pensare al bene o al male egli è capace di vedere il bene e il male.senza provare a discriminare, egli è capace di discriminare bene. camminare sull'acqua è come camminare sulla terra. camminare sulla terra è come camminare sull'acqua. Se è capace di far sua questa libertà, non sarà confuso da nessuno al mondo. In tutto egli sarà al di sopra dei suoi simili. desideri ottenere questo?
Mentre cammini, ti fermi, ti siedi, ti sdrai, mentre conversi o rimani in silenzio, mentre prendi il the o mangi il riso, non devi mai trascurare di esercitarti: il tuo occhio deve sempre volgersi veloce alla meta e devi cercare a fondo, sia andando sia venendo. Solo così dovresti guardare dritto nelle cose.
I mesi e gli anni passeranno e ti sembrerà che una luce appaia improvvisa nel buio.riceverai la saggezza senza che nessun maestro te l'abbia mai rivelata e ti accorgerai di possedere misteriose abilità nel fare cose mai tentate prima. quest'ultimo particolare non si discosta da ciò che è ordinario, ma lo trascende. per nome chiamo questo "TAIA".
Tutti gli uomini sono dotati della affilata spada Taia e per ciascuno essa è perfettamente efficiente. coloro che hanno compreso chiaramente questo concetto sono temuti perfino da Deva Mara, ma coloro ai quali questo concetto pare oscuro, vengono sopraffatti perfino dagli eretici.
Da una parte, quando due uomini parimenti abili si sfidano a fil di spada, non finiranno mai il combattimento; è come quando Shakyamuni tiene il fiore e kashyapa sorride enigmaticamente. dall'altra parte innalzando uno e comprendendo gli altri tre, o distinguendo a occhio nudo lievi differenze di peso, sono esempi di intelligenza comune.
Infine un uomo tale non ti farà mai vedere la punta della sua spada.Questa è l'essenza della velocità. neanchè il fulmine può esserle pari. questa è l'essenza della "brevità". sparisce prima ancora del vento veloce della tempesta.
Se non si possiede questa tecnica magistrale, alla fine ci si sentirà impacciati e confusi, si danneggerà la propria spada o ci si ferirà la mano e non si riuscirà ad usarla abilmente. questo non si scopre nè attraverso semplici impressioni nè per conoscenza teorica.
Non si può comunicare questo con le parole e i discorsi, non lo si impara da nessuna dottrina.Questa è la legge della trasmissione speciale che va al di là dell'apprendimento per mezzo dell'istruzione.
Non vi è alcuna regola prestabilita perchè si ottenga che questa grande abilità si manifesti.azione ordinata-azione contraria- nemmeno il Cielo può determinarlo. allora, quale è la natura di questa abilità?
Gli antichi dissero: "quando una casa non ha un quadro di Pai Che è come se non avesse fantasmi". se un uomo si è messo alla prova sino a questo punto ed è giunto a questo principio, egli saprà controllare ogni cosa al mondo con la sola spada.
Gli studiosi di questa disciplina devono sapere che essa non sopporta negligenze. _________________ |
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Isagoge II - 06:52 PM, 6/15/2008 |
Isagoge II di Bodhananda (10 Vidyå Bhårata - Nº 12 - Maggio 2007)
Uno«L’unità metafisica è attualità pura che esclude ogni passaggio dalla potenza all’atto; parlare, nell’infinito Essere sempre presente e attuale, di una distinzione di fasi pur se teorica è impossibile. La realizzazione metafisica, più che un fatto di attuazione-realizzazione, è un atto di Conoscenza-consapevolezza immediata perché all’Essere puro non si perviene per gradi o con supporti, né l’Essere puro può essere colto nel processo-attuazione.» (Raphael)
All’aspirante del sacro può capitare di dimenticare alcune parole di avvertimento che solitamente i Conoscitori lasciano quale avviso, sulle difficoltà del cammino, quando si usa l’inferenza in luogo della pratica che affronta la quotidianità dell’ente.
Affascinata da certi scritti e travolta dalle emozioni, la mente si sente pronta a scalare le vette più alte e raggiungere le mete più lontane, solo perché un attimo di intuizione o di comprensione, trattenuto nell’adesione, determina la credenza che la meta sia lì, a portata di mano.
Quello che Raphael ci mostra, nel sutra scelto quale seme di questo momento, è il compimento finale e ultimo nella manifestazione dell’ente, dove ogni potenzialità sensibile è oramai giunta in espressione e definitivimente risolta, determinandosi così lo scioglimento dell’individuazione dell’essere.
Sembra allora affiorare la continua consapevole pura essenza, l’assoluto Reale o Brahman. È chiaro allora che non sono più possibili credenze o adesioni ad una o più opinioni.
Quale che sia l’esperienza acquisita dall’ente, o le sue realizzazioni, queste fintanto che possono essere sostenute da una convinzione, sono parziali e incomplete.
Anche se i testi sacri ammettono la possibilità dell’immediata liberazione, quale che sia il livello coscienziale dell’ente, occorre considerare tale possibilità più come una probabilità remota, resa possibile solo dal fatto che sembra essersi verificata, senza per questo essere una prassi, visto che sarebbe difficile un’oggettività di un simile evento.
Il ciclo evolutivo o di manifestazione dell’essente all’interno del fenomenico, è tradizionalmente codificato in quattro fasi che troviamo anche nell’azione fenomenica equanime: studio-apprendimento (brahmacarya), esecuzione-responsabilità (grhasthya), valutazione-distacco (vanaprasthya), fine-rinuncia (samnyasa).
Per ognuno dei corrispondenti stati di coscienza, la tradizione indù ha prescritto una serie di azioni rituali da compiere per mantenere presente e centrale lo scopo ultimativo della vita.Ritenere che esistano azioni che possano accelerare la risoluzione dei contenuti, significherebbe negare l’assenza del libero arbitrio, non ché la libertà dell’Essere dal fenomenico.
L’affrancamento dal samsara è la naturale conseguenza dell’esaurimento delle causalità che pongono in emergenza il manifestarsi dell’essere, quei samskara che non sono altro che convinzioni e manifestazioni radicate nella sostanza mentale.
La liberazione o moksha è una evidenza che appare incausata ed eterna, non appena l’ultimo dei samskara si sarà disciolto nella pura consapevolezza. Gli strumenti che la tradizione indù ha codificato per questo, sono i quattro purushartha: dharma-artha e kama-moksha (il benessere raggiunto attraverso l’azione equanime e il desiderio per la liberazione).
Dharma-artha vengono supportati prevalentemente dal karmayoga e jnana yoga. Kama-moksha sono assistiti da bhaktiyoga e jnanayoga. In realtà la diversità fra gli yoga discende solo dal contesto prevalente di azione dell’essente.
Il bhaktiyoga regolamenta i moti del sentimento, lo jnanayoga quelli della mente e il karmayoga regola i moti del grossolano manifesto.
I tre mondi del fenomenico (grossolano, mentale, sentimentale) costituiscono la percezione dell’ente ed occorre un’azione integrata per riequilibrarli. |
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Manolayasutra di Bodhananda
Chiudi gli occhi. Sospendi i pensieri. Entra nella tua natura di silenzio. Tu esisti. Osserva se questo esistere percepisce esistere altro.
Chiama questo altro, molteplicità dell’essere o jagat o mondo. Esamina adesso la percezione stessa che mostra l’esistenza di altro da te. Osserva che ti credi esistente proprio per essa, per la percezione- movimento-maya Chiama questo crederti esistente, avidya, come individuazione dell’essere o jiva.
Lascia affondare, adesso, questa osservazione nel tuo esistere. Dimentica di esistere perché percepisci altro. Affonda e annega nel tuo essere. Lascia la percezione dov’è, in superficie, in apparenza.
Sposta l’”attenzione” sull’essenza che sei e che non hai osservato perché distratto dall’essere qualcosa. “Senti” di esistere, perché sei. Non perché senti altro da te. Questa è la coscienza “di” essere o “l’Io sono” (in senso di affermazione di esistenza) o atman o Isvara (se lo trattieni e mantieni.) Sei cosciente di essere.
Questa è ancora dualità. Lascia, adesso, questa coscienza di essere. Non c’è necessità. Se sei, non ti “serve” esserlo. Ecco che “sei”. Sei.
Non c’e’ altro. È lo stesso “io sono” che smette di affermare la propria esistenza perché perché ne perde coscienza: è alcuna necessità. Non c’è differenza fra il Reale, l’Essere e l’essere individuato.”
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In genere l'insieme delle discipline che vengono definite yoga si prefiggono come fine l'identità con l'uno ontologico, ovvero con la causa dell'esistenza.
per uno metafisico si intende ciò che è definito come Turiya, Mahapurusha, Brahman Nirguna, Uno senza secondo.
Turiya è la sorgente ed è inconoscibile.
ciò a cui di solito aspira chi si occupa di yoga è invece la quiete dell'unione (shiva-shakti, Prakrti-purusha, Yin-yang, Surya-Chandra) ovvero ciò che sul piano individuale è definito Prajna e sul piano universale Isvara e che è solo causa priva di effetto.
"Sei già quello che cerchi".
sono più o meno 40 anni che bazzico ciò che viene chiamato yoga e discipline psicofiche orientali ed ho sentito questa frase migliaia di volte.
ciò che penso, intimamente, è che questa frase sia una emerita stronzata.
se chi la dice è un maestro si suppone che abbia realizzato qualcosa e quindi, se , nel dirla, non mi rivela il modo per realizzarlo o sta mentendo o sta facendo una cosa completamente inutile.
se chi lo dice non è un maestro viene da chiedersi come gli salta in mente di fare simili affermazioni.
se chi lo dice pensa di essere un maestro e non lo è sarebbe meglio consigliargli un buon psichiatra.
"sei già quello che cerchi".
di solito l'essere umano cerca la pace. la fine della sofferenza, della rabbia, del dolore.
chi lo dice lo ha detto anche a se stesso? vive quindi stabilmente nello stato di Prajna?
guardandosi intorno si vedono donne e uomini che , pur praticando meditazione e leggendo libri su libri, diventano ansiosi se il figlio ritarda dieci minuti la sera, sono isterici se gli manca la sigaretta da fumare o se vedono qualcuno che fuma, si arrabbiano se si mette in discussione la loro parola, si sentono feriti se gli si dice che sono egotici, si rivolgono all'astrologa per conoscere il futuro loro e dei loro cari,si arrabbiano con il (la partner) se non si sentono desiderati fisicamente, vanno in paranoia se hanno un mal di pancia e sono terrorizzati da un incubo, sono superstiziosi e fragili. però sono prodighi spesso di consigli.
"sei già quello che cerchi". ma quello che sei è quello che sei adesso. è come ti comporti. è la maniera di affrontare la vita e le esperienze. sono le esperienze che fai. sono le persone che ti stanno attorno.
"sei già quello che cerchi".
se lo dici vuol dire che hai realizzato qualcosa. (è affermazione generica non mi sto rivolgendo a nessuno in particolare).
dimostramelo.
qui ed ora.
o taci.
se vieni ad insegnare devi dimostrare la validità dei tuoi insegnamenti. sia con i fatti che con le parole. perchè la verità, nei tre piani di coscienza è inattaccabile da qualsiasi punto di vista.
c'è una logica stringente che emerge dalla verità.
"sei già quello che cerchi" significa che tutto è già nel tuo cuore.
ma quello basta leggerlo e copiarlo da qualche parte. parlare come un maestro non significa essere un maestro. il maestro è uno stato di coscienza.
appellarsi al fatto che si ha accesso alla buddhi e quindi alla conoscenza intuitiva che non ha niente a che vedere con la conoscenza empirica e che per questo motivo altri, come il sottoscritto, non possono capire, è una stro nzata.
chi parla di Buddhi (mahat) fa riferimento alle categorie del samkhya.
l'intelligenza comune, la mente ed il senso dell'io sono della stoffa di mahat. sono un suo riflesso.
se mi spieghi il percorso logico che ti ha portato a realizzare "sei già quello che cerchi" non potrò non capire.
se lo hai realizzato realizzando e "praticando"il samadhi parlami della sintomatologia del samadhi e della maniera di "praticarlo".
se non lo hai realizzato, ma lo hai letto è meglio che taci.
la realizzazione è molteplice. e non è cosa che si compra al supermercato.
si è parlato altrove dei nodi della conoscenza. il nodo di brahma. il nodo di Vishnù. il nodo di Rudra /Shiva.
chi afferma che non esistono significa che non li ha sciolti o non ricorda di averli sciolti.
nel primo caso è un cialtrone. nel secondo non è un maestro.
nel senso che quello di maestro non è un titolo onorifico. è un livello coscienziale. non tutti i "realizzati" sono maestri.
in tutti e due i casi farebbe quindi meglio a tacere.
i nodi , nella teoria delle tre nadi principali sono i luoghi in cui ida,pingala e sushumna si intersecano.
il primo nodo è legato al piano empirico(è il piano empirico): Visva.
ecco che si risolve la prima guaina "Annamayakosha". si realizza , non senza fenomeni che alcuni definiscono paranormali altri strani, altri estremamente piacevoli, che il corpo non è carne e ossa, ma è energia. si percepiscono i chakra e si realizza che i petali sono le nadi ovvero l'energia in cui circola il Prana.
si incontra la seconda guaina(dal basso): Pranamayakosha.
la realizzazione a questo livello riguarda l'identificazione con Virat l'aspetto universale di Visva.
tutto è pervaso di luce. si realizza l'unità del creato. ci si sente parte dell'universo e si prova, talvolta la sensazione che il corpo sia vuoto e che le energie lo passino da parte a parte con il vento del mattino passa attraverso le foglie salutato dal loro canto.
Pranamaya kosha è propriamente la guaina di tajasa inferiore. le immagini ed i fenomeni del sogno sono a volte indistiguibili dalle immagini e fenomeni di veglia. ma si è sempre sotto il dominio della mente manasica. la risoluzione della terza guaina, manomaya kosha, conduce al secondo nodo, il nodo del cuore.
sciogliere il nodo del cuore, in cui si combinano per così dire manomayakosha e buddhimayakosha (vijnana mayakosha) vul dire realizzare tajasa sul piano individuale e quindi Hiranyagarbha (uovo o meglio embrione cosmico) sul piano universale. si avverte l'unitarietà del mondo sottile. dai pori della pelle esce l'energia, si realizza la presenza del jivatman nel cuore,la misericordia infinita di avalokitesvara. dall'ombelico di visnù esce il loto d'oro della dea Padme. la mia anima è tutte le anime. un unico dio le ha create e da hiranyagarbha si incarnano a causa dell'avidja.
l'apertura del nodo del cuore conduce alla conoscenza (jnana) ed alla quarta guaina: buddhimayakosha.
il sacrificio della conoscenza, la risoluzione di buddhimayakosha coincide con l'incontro con il terzo nodo: rudra granthi.
l'apertura del terzo occhio, la vagina di kali che si congiunge al pene di shiva. si realizza Prajna sul piano individuale. la causa senza effetto. "Io sono shiva". sul piano universale ciò porta alla realizzazione di Isvara. si diviene la causa della legge. si comprende che prajna , il silenzio , è il mondo delle possibilità infinite.
si comprende che il terzo nodo è la lettera M.
A, l'ordinatore è il piano fisico. U, il protettore ,è il piano psichico. M, il trasformatore è il piano causale.
jiva è stabile nell'involucro della beatitudine. "Io sono brahman saguna" non vi è altro che Om.
tutto è Om.
E' questo che cercavi? ora lo sei. ma la risoluzione delle guaine. il dolore dell'opera al nero. la beatitudine dell'opera al bianco non sono cose che si acquistano dal salumiere.
Il primo nodo viene dissolto dal Fuoco individuato.
il secondo nodo dal fuoco radiante.
siamo al terzo nodo.
ajna chakra. si dissolve con il fuoco noumenico.
siamo alla realizzazione dell'Essere. alla realizzazione dell'Uno ontologico.
Gaudapada e Shankara e Raphael cominciano da questo punto.
prima alla risposta sei già quello che cerchi si dovrebbe rispondere: sono Visva. e poi sono Tajasa. e poi sono Prajna.
quello che cerchi non può essere Turiya. Turiya è al di là di ogni definizione e di ogni ricerca. non lo si può trovare nè vi è modo di rintracciarlo da nessuna parte.
Turiya è la sorgente ineffabile, indicibile, inconcepibile.
mi inchino alla meravigliosa umiltà del Maestro R.e dei suoi maestri Shamkara e Gaudapada
"OM. mi'inchino a quell'Uno che è il migliore tra gli uomini, il quale per mezzo della sua conoscenza, simile all'etere, e che non differisce dall'oggetto di conoscenza, ha realizzato i dharma, paragonabili al cielo. OM. R."
A, l'ordinatore è il piano fisico. U, il protettore ,è il piano psichico. M, il trasformatore è il piano causale.
il muladhara chakra corrisponde al Brahma granthi.
anahatha chakra al Visnù granthi
ajna chakra al Rudra granthi.
A è visva.
U è Tajasa.
M è Prajna.
ogni lettera è un piano vibrazionale. la lettera è suono.
il suono è Shabda che significa "testimonianza".
comprendere ogni lettera dell'Aum significa accordarsi alla sua vibrazione.
significa che si agisce e si comprende un altro linguaggio.
tutti e tre i linguaggi sono testimonianza, ma sono ad un livello energetico diverso.
ciascuno ha la sua verità.
karma yoga, la via dell'azione scioglie il nodo di brahman, l'ordinatore.
bhakti yoga la via della devozione scioglie il nodo di vishnù, il misericordioso protettore.
jnana yoga la via della conoscenza scioglie il nodo di rudra-shiva, il distruttore.
ogni via ha il suo linguaggio.
le scritture sono scritte in quattro linguaggi diversi.
A è l'inizio , ciò che dante chiama il linguaggio letterale.
U è ciò che dante chiama il linguaggio allegorico.
M è ciò che dante chiama il linguaggio morale.
Tutto è veramente AUM.
al di là c'è asparsa yoga.
Amatra è ciò che Dante chiama linguaggio anagogico.
non c'è erudizione che conti.
la comprensione dei diversi linguaggi si ottiene facendo un salto energetico. non si può far finta di comprendere il linguaggio del cuore se non si è sciolto il nodo del cuore.
si può(e a volte si deve) mentire agli altri. mentire a sé stessi equivale al suicidio.
è una questione di vibrazioni.
non c'è verso di comprendere se non attraverso la pratica del samadhi.
L'Uomo si realizza sul piano universale jagrat sciogliendo il primo nodo, tramite l'azione il primo Purusha è A.
Il Taiasa si realizza sul piano universale hiranyagarbha sciogliendo il nodo del cuore, il secondo Purusha è U.
Prajna si realizza sul piano universale Isvara sciogliendo il nodo della conoscenza. il terzo Purusha è M.
la mente non può bearsi di sé stessa. è sempre Maya che gode di se stessa fin quando non è indirizzata-unita al purusha.
ogni unione è un canto diverso. la mente è sempre la stessa, apprende solo linguaggi diversi.
vibra in assonanza con note diverse.
la mente è uno strumento.
il suo compito è percepire.
taijasa è "superiore" a Visva.
Prajna è "superiore" a taijasa.
visva è la mente che che controlla.
tajasa è la mente che percepisce.
prajna è la mente in quiete.
attraverso la coscenza la mente percepisce l'oggetto. si ha mente -coscienza-oggetto.
ma "IO" posso portare l'attenzione sulla mente, che quindi è oggetto di conoscenza.
Io posso portare l'attenzione "sul mio carattere" e sul mio ego, che quindi sono oggetti di conoscenza.
carattere ed ego sono riflessi della coscienza incarnata.
ma Io non può portare l'attenzione su Io.
perchè Io è l'Essere.
l'essere può percepire solo gli oggetti esterni.
posso descrivere il mio carattere ed i supposti pregi e difetti del mio ego. non posso descrivere l'essere se non in negativo.
Essere non è agire. essere non è possedere. essere non è percepire. essere non è godere. essere non è soffrire.
si possiede, si percepisce , si gode e si soffre un oggetto esterno o interno.
essere è beatitudine senza conflitti. essere è causa senza effetto.
sciolto il primo nodo si apprende la libertà di agire.
sciolto il secondo nodo si apprende la libertà di amare.
sciolto il terzo nodo si apprende la libertà del conoscere.
la realizzaione è libertà.
ma queste tre sono libertà condizionate.
la vera libertà è al di là dell'uno ontologico.
le parole dei maestri dovrebbero essere tradotte e commentate solo da aspiranti tradizionali.
perchè risuonano in maniera diversa a seconda del livello vibrazionale e del linguaggio compreso.
la Mandukya Upanishad ha senso solo se presentata e commentata da Gaudapada. i commenti di gaudapada hanno senso solo se presentati e commentati da Shamkara. i commenti di shamkara hanno senso solo se presentati e commentati da Raphael.
presentare la mente come un nemico è una stuidaggine.
d'altra parte è giusto dire che la mente è il demonio.
ma la mente è uno strumento. posso usare un coltello per tagliare il formaggio o per sgozzare un bambino.
chi è responsabile ? il coltello?
no è il piccolo io di sogno. liberarsi dall'illusione di questo piccolo io meschino significa portare alla luce il Grande IO, ciò che alcuni chiamano il Sè.
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