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ANEDDOTERIA PEROFUMETTOSA (1)

11:30 AM, 2/7/2005 .. Postato in Zio Pero racconta .. 5 commenti .. Link


L'incredibile Jacovitti
Arrivato a Roma da Milano, mi misi a cercare una casa e scoprii che esisteva una zona speciale, la "zona del Vittorioso"; mi spiego meglio: molti collaboratori e anche dipendenti del "Vittorioso", il mitico settimanale che negli anni '50 era fra i più letti in Italia, abitavano a pochi passi uno dall'altro; c'erano Landolfi, Giovannini, Zeccara, Jacovitti, Domenico Volpi (red-cap del Vittorioso) e molti altri. La cosa mi piacque e scelsi una casa con i requisiti che desideravo; ehm... a quei tempi cercare una casa era semplicissimo, bastava avere le idee chiare sul "cosa", sul "dove" e sul... "quanto" si era disposti a pagare; quindi optai per un appartamentino di due stanze e, lo scoprii dopo, era proprio nello stesso cortile dove abitava Jacovitti! Sì, proprio lui, il "mito", quello che avevo da sempre letto e ammirato. Così scoprii anche che la finestra del mio studio era proprio di fronte a quella di Jacovitti.
Jacovitti - visto da Giuseppe FestinoUn giorno portai mia moglie a presentarle Jacovitti, del quale avevo parlato tanto. Mia moglie era un po' intimidita: lui era famoso e non sapeva bene come comportarsi. Ma quando bussammo alla sua porta, Jacovitti cercò subito di far sentire a suo agio mia moglie stringendole la mano. Solo che... aveva nascosto nella sua mano quel piccolo aggeggio che procura una specie di scossa e fa un suono piuttosto notevole. Mia moglie si spaventò, ma Jacovitti la tranquillizzò spiegandole che si trattava solo di un piccolo scherzetto...
Invitò mia moglie a sedersi in poltrona. Pochi istanti dopo mia moglie saltò in aria spaventata: un serpentello le stava scorrendo sulla spalla! Ma Jacovitti, ancora una volta, la tranquillizzò: aveva messo su quella poltrona un  "serpentello" finto che si muoveva e che sembrava vero.
Mia moglie era piuttosto perplessa, ma cercò di calmarsi: in fondo eravamo in visita ad un collega...
Così Jacovitti la fece sedere su un'altra poltrona. Ma, appena seduta, si sentì un forte rumore di
un notevole peto... Eh, sì, Jacovitti ne aveva fatta un'altra delle sue: aveva nascosto quell'aggeggio sotto il cuscino della poltrona...

Chiesi a Jac perchè aveva fatto tutto quello e lui mi rispose candidamente: "Ho pensato che era il caso di far sentire tua moglie fra amici, no?". Solitamente Jacovitti era un tipo non troppo spiritoso, era piuttosto introverso ed anche timido, però con me e mia moglie si era sempre comportato diversamente, diceva che si sentiva a proprio agio... Così diventammo amici oltre che colleghi.
Jac (gli amici lo chiamavano così: a Roma si abbrevia tutto quello che si può abbreviare, così Jacovitti diventò Jac; io che mi firmavo "Perogatt", ebbi la sorpresa di scoprire che i colleghi preferivano chiamarmi "Pero"...) ci fece vedere alcuni suoi disegni, mai pubblicati che Jac aveva fatto solo per se stesso: si era finalmente divertito a disegnare quello che voleva lui. Mi ricordo di vari quadri, uno era un "semplice" vaso greco, ma avvicinandosi si scopriva che era formato da una miriade di ometti con una valanga di "scherzi" (non tutti pubblicabili sul Vittorioso...). Ci disse anche che lui aveva la passione di collezionare armi di vari tipi e ci mostrò una parte della sua raccolta. Io e mia moglie, che non abbiamo mai amato le armi, gli dicemmo che era una raccolta molto interessante e... era venuto il momento di andare, ci saremmo visti un'altra volta...
Tornai molte altre volte nel suo studio che consisteva solo in un piccolo tavolo con pennino e inchiostro. Jacovitti non disegnava praticamente quasi niente a matita: si limitava a segnare delle linee base ed iniziava a disegnare direttamente a china sulla tavola, partendo dal punto più in basso a destra per poi risalire ed arrivare all'angolo in alto a sinistra. Questo per ogni vignetta e
soprattutto per le sue famose "panoramiche" dove c'era sempre una marea di persone con scherzi vari tutti da scoprire. Inoltre aveva una maniera tutta sua di disegnare a china: ripeteva più volte il segno partendo da uno sottilissimo, fino a farlo diventare un po' più grande. Usava un tipo particolare di cartoncino: Fabriano semi-ruvido. Passando più volte sullo stesso segno, a volte gli capitava che dalla carta uscissero dei "pelucchi" di carta e occorreva toglierli; per fare questo, faceva dei circolini usando il bordo della tavola. Alla fine la tavola aveva tutti quei circolini fitti fitti. Io gli chiesi come mai usava quel sistema, perché non usava un altro foglio? Lui mi rispose: "Chi me lo fa fare? Tanto poi ritaglio il bordo della tavola e quei "circolini" spariscono." Ma spesso... faceva quei circolini anche negli angoli, così molto spesso consegnava le tavole con i bordi arrotondati: era stato costretto a tagliare anche lì... Diverso tempo dopo - e anche oggi - diversi collezionisti mi chiedevano se sapevo il perché di quelle tavole con i bordi arrotondati e la spiegazione era sempre piuttosto difficile, per cui a volte preferivo dire che lo faceva perché gli piaceva così...
Molto spesso, nel suo studio, mi accorgevo che nel suo cestino c'erano delle "panoramiche" incomplete, molto spesso rotte. Mi spiegò che non gli piacevano e le buttava via. Io gli chiesi timidamente se potevo recuperare quei pezzi e lui mi disse di sì. Così avevo la casa piena di panoramiche incomplete, rotte, tagliate. Non sono mai stato un buon collezionista e preferii far felici dei suoi ammiratori regalando tutto. Non mi rimase altro che un bel ricordo che per me vale molto di più.
A quel tempo io ero impiegato presso l'Editrice Ave, quella che produceva "Il Vittorioso" e molti altri giornali, compresi i famosi "Albi Vitt". Quindi tutti i giorni (con i mezzi pubblici) andavo e tornavo da casa al lavoro e viceversa. Per entrare in casa o per uscire dovevo attraversare un piccolo cortile. Questo per diverso tempo. Ad un certo punto, con la nascita di un secondo figlio, avemmo la necessità di cambiare casa e cercarne una un po' più grande. "Ovviamente" la trovammo abbastanza presto ed era a circa un centinaio di metri dall'altra.
Quando bisognava avere un testimone per la dichiarazione della nascita di uno dei miei figli chiesi a Jacovitti se voleva partecipare. Accettò con entusiasmo. All'anagrafe bisognava mettere le firme e Jacovitti firmò, ma... alla sua maniera: la classica lisca di pesce! Solo a quel punto gli impiegati si accorsero che lì c'era il "famoso" Jacovitti e sparsero la voce con i colleghi che volevano un autografo, ma Jacovitti scappò: non amava la folla...
Quando andai a trovare Jac per comunicargli il mio trasloco, vidi che era veramente dispiaciuto. Mi dissi: ma allora Jacovitti mi stima! Che bello! Ma dovetti ricredermi, almeno un pochino... Mi spiegò che tanto ci saremmo rivisti comunque, visto che andavo ad abitare così vicino, ma lui era dispiaciuto perché così non poteva più usarmi come "tiro a segno"... Mi spiegò che, ogni volta che io uscivo o rientravo a casa, lui dalla sua finestra mi seguiva con una pistola puntata verso di me e mi seguiva fino a quando uscivo dal campo visivo; ah, ovviamente la pistola era "carica"! Mi disse che ogni volta diceva a se stesso: "Guarda che rischio corre Peroni senza saperlo..."
Dato che il trasloco sarebbe avvenuto dopo un certo periodo, io da quel giorno evitai accuratamente di traversare il cortiletto: passavo rasente al muro fin sotto la finestra di Jac e poi, con una corsa incredibile, mi infilavo nella porta della mia casa. "Ancora una volta ero riuscito a cavarmela..."

 

(1 - segue...)


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Memorie uncut

01:34 PM, 2/7/2005 .. Postato da Doktor Bonfus
Fantastico! Da questo racconto emergono tratti di Jacovitti che secondo me non poteva immaginarsi nessuno. Hai fatto bene a metterlo sul blog!

Peroblografia

02:28 PM, 2/7/2005 .. Postato da G. Festino
A quando il seguito?
Giuseppe Festino ringrazia.

Modificato da perogatt on 4/7/2005 at 04:09

Grande!

10:06 PM, 3/7/2005 .. Postato da Straf
Non penserai mica di fermarti qui, vero? Vogliamo il seguito!
Dovresti aprire una vera e propria sezione del blog con "I racconti di Zio Pero" ;-)

Un salutone e grazie per i bei ricordi.

Eh eh eh...

04:13 PM, 4/7/2005 .. Postato da
Lo sapevo che la cosa avrebbe incuriosito... Comunque ho in mente di raccontarne ancora delle belle, tutte cose INEDITE, aneddoti incredibili, sempre sul mondo dei fumetti. Per il momento occorre raccontare ancora altri aneddoti riguardanti Jac, poi passeremo ad altri autori...
A presto, quindi!

Scitto... ehm... Scritto da Perogatt

Modificato da perogatt on 3/8/2005 at 12:39 AM

jac

02:05 PM, 17/7/2005 .. Postato da Aldo
Grande, a dire la verità un po' Jacovitti me lo immaginavo così, un eterno bambino... non sapevo di questa sua passione per le armi, meno male che il giorno che ha deciso di mettere a suo agio tua moglie con gli "scherzetti" non gli ha messo sotto il cuscino che so... una bomba a mano........ !!!!!!! :))

Ciao,
Aldo

_____________________
Ehm... Ti eri dimenticato di firmare il commento, quindi l'ho messo io. Va bene?

Modificato da perogatt on 3/8/2005 at 12:41 AM

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(questo elenco per il momento e' incompleto: appena possibile inseriro' qui di nuovo gli indirizzi che sicuramente interessano un po' tutti gli amici)

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un pochino meno... ;)
ma le visite sono comunque, moltissime! ;-)



Da notare una cosa un po' strana: sull'altro mio PeroBlog (su "mrwebmaster" - quasi gemello di questo) i visitatori che scrivono commenti solitamente sono moltissimi di piu'.
Come mai? Forse per la grafica un po' diversa da questa?
Oppure per il fatto che... forse sembra che su quel
PeroBlog sia un pochino piu' facile
inserire i propri commenti? Mah...

Comunque ringrazio tutti,
ma proprio tutti
i visitatori e soprattutto
gli amici che inseriscono qui i propri commenti (ma che non siano volgari o offensivi):
sono graditissimi!





NOTA
In questo "PeroBlog", i commenti sono molto graditi e si invitano gli "amici" visitatori a partecipare. Chiunque è libero di esprimere la propria opinione, purchè si comporti con educazione e metta una firma - so bene che ciascuno può inventare un proprio nickname a piacere... e in questo caso non sarebbe facilmente individuabile, ma si invita a non "nascondersi dietro l'anonimato" per poter dire tranquillamente delle cattiverie: qui siamo tutti AMICI, appassionati dei fumetti, del disegno animato e di tutto quanto fa spettacolo. Quindi ci si aspetta di mantenere un tono adeguato. Purtroppo devo avvertire che chi non rispettasse queste semplici regole, rischiera' di trovare cancellato il proprio commento. Mi auguro che tutti si adeguino a questo clima di amicizia e tra amici ci si comporta bene. Chi non fosse d'accordo con queste regole, con dispiacere, devo consigliare di andare da un'altra parte. Qui si scherza, si è allegri, si possono dire delle battute, a patto che non siano volgari.
Ancora due cose: qui non si parla di politica o di religione. Ognuno ovviamente è libero di pensarla come preferisce, ma l'argomento principale ed unico è quello di leggere degli aneddoti (di fatti realmente accaduti) riguardanti appunto il magico e fantastico mondo del disegno e dello spettacolo! Buon divertimento in serenità! Grazie.
Perogatt



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